di Leonardo Masi
Mi ricordo di aver letto tanto tempo fa un’intervista a Ginger Baker, il batterista dei Cream, nella quale diceva più o meno di non aver mai capito il successo dei Led Zeppelin. A suo avviso l’unico bel pezzo che avevano fatto era Kashmir. La dichiarazione del buon vecchio Ginger è di quelle che possono provocare immediate levate di scudi, scioperi in piazza e raccolte di firme, ma non è a mio avviso da accantonare come una boutade.
Gli studi sulla popular music ci insegnano che i giudizi di valore in questo campo sono legati a luoghi e momenti. Se riascoltiamo i Led Zeppelin cercando melodie memorabili, testi poeticamente validi, armonie interessanti, ritmi innovativi, non troveremo molto.
Il dibattito è aperto, e per quanto mi riguarda metterò subito le carte in tavola, immaginando (anzi: sperando) che anche fra i lettori di questo blog ci siano fan del dirigibile pronti a protestare dopo quanto sto per scrivere: ascolto volentieri i Led Zeppelin, ma ritengo che siano uno dei gruppi più sopravvalutati della storia.
Rispetto a Ginger Baker sono un po’ meno severo, e penso che oltre a Kashmir gli Zep abbiano fatto anche un altro po’ di belle cose: buona parte del terzo album, The Rain Song, un buon terzo di Physical Graffiti, e soprattutto la canzone Achille’s Last Stand.
Sulla perizia tecnica dei quattro musicisti non si discute. Ma quegli assolo di chitarra e di batteria cacciati senza motivo nel mezzo di canzoni come Heartbreaker o Moby Dick forse potevano avere un senso nel 1969, ma cosa hanno da dirci oggi? I testi di Plant non sanno di molto e le melodie di Page sono quasi inesistenti.
Eppure spesso in musica gli stessi ingredienti usati da musicisti differenti non danno un risultato identico. I Led Zeppelin mostrano come, per fare una musica efficace, non basti una buona combinazione di armonia, melodia e ritmo. Esistono libri che spiegano agli aspiranti autori come si costruisce una melodia di successo, ci sono delle apposite formulette, ma la realtà è ben diversa. Se fosse solo una questione tecnica, la musica di Kalkbrenner varrebbe quanto quella del suo contemporaneo Chopin. Si tratta in sostanza della differenza fra il cosa e il come (di contenuto e forma, verrebbe da dire, semplificando i due concetti).
Come spiega Nicholas Cook nel suo interessante libro Musica. Una breve introduzione (EDT, 2005), la differenza fra Beatles e Rolling Stones è che nei primi prevale il cosa e nei secondi il come. Per questo la musica dei Beatles funziona benissimo anche se viene suonata da un’orchestra sinfonica o fischiettata sotto la doccia, mentre quella dei Rolling Stones in quei casi perde di interesse.
I Led Zeppelin hanno incarnato l’essenza di un rock che proviene proprio dagli Stones e che ha il proprio punto di forza in quell’invenzione che ha origine nel rhythm & blues e che si chiama riff. Il riff è una “frasetta” che generalmente apre i pezzi più famosi del rock e che generalmente è affidata alla chitarra elettrica: Satisfaction, Whole lotta love, Smoke on the water, etc.
Da questo punto di vista, una musica basata sul riff non ha molta sostanza. Eppure per molti fan del rock un buon riff è tutto. Ma cosa vorrà dire quel giornalista del Corriere quando scrive che la musica del primo album dei Led Zeppelin del 1969 era “pirotecnica” e “ha contribuito pesantemente a cambiare la storia del rock”?
Qui il discorso si fa metodologicamente complesso: cosa vuol dire che una musica è pirotecnica? E chi l’ha detto che ha cambiato la storia del rock? Secondo me sarebbe più interessante capire quali sono stati i meccanismi che hanno portato un gruppo come i Led Zeppelin ad essere considerato la migliore rock band del pianeta. Ai posteri l’ardua sentenza.




Non mi toccate i Led Zeppelin…questo pezzo lo amo fin da quando, pischello, inseguivo ragazzine con piglio deciso…
http://www.youtube.com/watch?v=z0DAnu5Sq6k
qui siamo alla follia … e che cavolo i Led Zeppelin non sono mica merda !!!!
Qualcuno ha detto che fossero merda? No, mi pare solo che Leonardo Masi abbia detto che secondo lui non hanno cambiato la storia.
E sinceramente pare anche a me. Anche perché, in campo musicale, credo che si possa a buon diritto sostenere che i soli gruppi che la storia (e non solo della musica, ma come minimo anche del costume) l’hanno cambiata sono i Beatles, i Rolling Stones (che peraltro non amo) e i Pink Floyd.
Non è questione di follia, ma di punti di vista e gusti… io la vedo come leonardo, tra i tanti gruppi rock mi sembra che i led zeppelin siano stati sopravvalutati nella storia della musica. Gruppo importante e influente, ma certo non il migliore. Certo canzoni come “Stairway to Heaven” sono ormai nella memoria collettiva. Interessante tra l’altro la leggenda che parla di inno al demonio, se la si ascolta al contrario
L’importante è valutare sempre tutti i punti di vista, giusto.
Quanto alla storia delle canzoni lette al contrario, mi fa sempre un po’ ridere. A parte che “Stairway to Heaven” è bellissima, sono il primo a riconoscerlo, e quindi mi sembra strano che quella fava di Belzebù faccia uso di roba buona del genere.
E poi è stato detto di vari pezzi dei Beatles, ma secondo me le canzoni al contrario non le ascolta nessuno, quindi il demonio se lo prende in tasca, come del resto sarà il suo destino anche alla fine dei tempi. 🙂
dai, ragazzi, fate scattare la rissa 😀
io ribadisco: li ascolto volentieri, ma da musicista non capisco come abbiano fatto a entrare nell’Olimpo.
E aggiungo: li ascolto volentieri, ma “Stairway to heaven” non la sopporto più…
I Led Zeppelin hanno il cosa e il come! I testi dei Led Zeppelin hanno dietro la letteratura e la cultura britannica… A parte i pezzi classici come Heartbraeker o Whole Lotta Love che incarnano il rock “trasgressione” ci sono pezzi fantastici come Thank You che riprendono Robert Burns (per chi non lo sappia un grande della letteratura inglese del Settecento) e non mi dite che musicalmente non attaccano o hanno solo i riff perchè vorrei ricordare che Jhon Paul Jones, che sa suonare praticamente tutto, ha curato arrangiamenti stupendi come Going to California con il mandolino o No Quarter con l’organo. Per dire che sono “musica da riff” non avete mai ascoltato il loro album Phisical Graffiti o pezzi come That’s the Way… Jimmy Page ha cambiato la storia del rock, ad esempio la doppio manico elettrica l’ha fatta costruire lui per primo, la sua è una chitarra che prende tutto, dal folk al jazz e è anche degno di arpeggi da classica. Prima di muovere certe “accuse” bisognerebbe un po’ andare più a fondo nel loro repertorio… Poi è ovvio che alcuni dei loro pezzi e quasi tutti i loro concerti hanno il “commerciale” del loro tempo, pezzi allungati a 30 minuti e eccetera! Non so chi di voi sa che Plant è un appassionato di storia celtica e infatti molti testi hanno questa come sfondo. Io li ho scoperti bene da un anno e ancora non mi hanno stancato! provate con i pezzi meno usurati… Ciao
Tu li hai scoperti bene da un anno e io li ascolto da trent’anni e conosco ogni loro canzone a menadito, per questo mi sono permesso di fare questa “provocazione”. Per me il fatto che Plant sia appassionato di storia celtica e che abbia citato (non voglio dire che abbia scopiazzato) Robert Burns, o che Page si sia fatto costruire la chitarra a doppio manico e che John Paul Jones sia un bravo arrangiatore e polistrumentista non sono argomenti che dimostrano il fatto che i Led Zeppelin hanno cambiato la storia del rock. Per l’ennesima volta: mi piacciono, li ascolto da sempre, sono stati un gran bel gruppo (su Physical Graffiti e That’s the way sono d’accordissimo con Giulia) ma non li definirei né rivoluzionari, né la più grande rock band di tutti i tempi. Il mio era solo un discorso di proporzioni: mi sembra che abbiano raccolto in termini di gloria più di quanto hanno seminato.
Infatti per me hanno cambiato la storia della musica!;) Sto scherzando ovviamente, il fatto è che li venero. Comunque poi “de gustibus non disputanda est”! Buona visione per chi andrà domani a vedere il film che sarà un obbrobrio e l’ennesimo modo per farmi sprecare liquidi ma la dipendenza è dipendenza!:)
quanta invidia
infatti la più grande rockband sono i Nirvana..ihih!
A parte tutto: i Led Zeppelin sono stati tantissime cose. E restano insuperabili in molte. Se non è essere leggenda questo….
Infatti tra le canzoni misconosciute dei Nirvana c’è una dal titolo “AeroZeppelin”…Secondo me, se una band riesce ad influenzare talmente tanti musicisti (vecchi e nuovi), è già di diritto tra quelle che hanno cambiato la storia della musica. Se proprio volessi trovare una pecca, criticherei solo la rigidità di Plant nel live-set che (a mio modesto parere) rimane comunque tra i migliori di sempre: continuo tutt’oggi a rimpiangere di non esser nato 10/15 anni prima e poterli vedere nel loro periodo migliore. Il mio disco preferito rimane il Live “The song remains the same”: l’apertura “medley” Rock’nRoll/Celebration Day/The song remains the same resta per me una vera e propria pietra miliare (termine il più delle volte inflazionato).. Buon Rock’nRoll a tutti
Non so se sia una questione di cosa o come. E’ questa miscela di suoni e parole che riesce senza un perché ad attirare milioni di persone. Io li ascolto da 15 anni, e ogni volta che metto un loro album sul mio lettore cd è come se fosse la prima volta. Volete analizzare con metodo scientifico il fenomeno Led Zeppelin? Non riuscirete nell’intento perché sarebbe come cercar di capire l’amore di un uomo per la propria donna. Una volta Page ha detto: « La tecnica non conta. Io mi occupo di emozioni. » Questa potrebbe essere una risposta.
La musica degli Zeppelin puntava alla testa, ti mandava semplicemente in un altra dimensione, insomma ti faceva viaggiare! Un effetto che le “melodie” dei beatles e degli stones non mi hanno mai fatto! Solo i Pink Floyd, seppur con un genere completamente diverso provocavano sensazioni simili. Quì non è questione di melodie sdolcinate, ma di saper suonare! La musica Jaz ad esempio non è certo piena di melodia, ma chi ha abbastanza orecchio per ascoltarla, sa che può donare qualcosa di grande all’ascoltatore e non basta certo mettere insieme quattro musicisti tecnicamente bravi per ottenere del buon Jaz, ci vuole quella che si chiama ARTE, e di ARTE gli Zeppelin ne avevano davvero tanta. Perciò Leonardo Masi o come ti chiami tu, occupati di altro che è meglio!
Ci sei cascato, Gianmarco. 🙂 Quella di Leonardo era una intelligente provocazione intellettuale, per suscitare una discussione, non un un giudizio di valore in assoluto sugli Zeppelin, che anche lui apprezza. Infatti insegna Storia ed Estetica della Musica all’università, ci capisce, vai… E poi se mi stronchi i Beatles, scusa, ma non ti seguo proprio 😀 (dai, sì, facciamo una rissa).
Caro Giovanni, mi auguro per lui che fosse solo una provocazione, altrimenti mi sa proprio che il Sig. Masi ha sbagliato mestiere!… I Beatles? Sicuramente hanno cambiato la storia della musica, ma è un genere molto diverso da quello che contraddistinguerà le rock band degli anni 70, delle quali indovina un po chi è in assoluto la migliore??:
LED ZEPPELIN!!!!!!! Guarda credo che con gli Zeppelin il rock abbia semplicemente raggiunto il massimo livello raggiungibile, il top, meglio di quello non si poteva fare. Ciao 🙂
Eh eh… 🙂 Sì sì, conosco bene il buon Masi, finissimo intellettuale e ottimo musicista, figuriamoci! Quanto ai Beatles, sì, sarà che io sono più melodico e meno rocchettaro, ma non riesco proprio a prescinderne; secondo me sono il top del Novecento musicale in assoluto (tolta la classica, almeno). Poi, per carità, riconosco il valore degli Zeppelin, anche se non sono la mia band preferita (come peraltro neanche gli Stones), mentre (ora mi odierai davvero) amo i Pink Floyd. 🙂 Ciao, e Buon Anno!
Ma questo articolo é uno scherzo, vero? Vero?!!!
Come si fa a dire che i Led Zeppelin non hanno cambiato la storia della musica, qua c’ è gente che di musica non ne capisce una mazza, L’ Hard Rock nasce “circa” a metà degli anni 70 dalle base di gruppi come Led Zeppelin (in primis), Black Sabbath e Deep Purple. Axl Rose, Freddie Mercury e tanti altri cantanti si sono ispirati a Robert Plant. Gli stessi Riff di gruppi come i Rage Against The Machine sono palesemente ispirati dai Riff dei Led Zeppelin. Possono non piacere, ma dire che non hanno fatto la storia è una idiozia. Siamo proprio alla follia.
Penso spesso che i Led Zeppelin sono in quel grido, in quel fragore primordiale, dionisiaco di Immigrant Song, Propagato poi in ogni direzione. Hanno l’Aura, e c’è poco da fare. I detrattori si attaccano a ridicole accuse di plagio, a interrogativi sull’effettiva portata della loro innovazione. Ma cosa vuoi spiegare? O classificare? Cosa vuoi spiegare a Centinaia di Miglia di Musicisti che hanno iniziato e iniziano da Là? Io li ascolto da 27 anni, e dal primo accordo fu uno sconvolgimento. Avvertii subito un Carisma non comune in quella musica, un potere conturbante, in quelle soluzioni e dinamiche ora selvagge, ora dolcissime, ora epiche, ora leggere, ora potenti e profonde, prima luminosissime, poi oscure e misteriose. Da subito ho dovuto rimediare una batteria, tanto per cominciare, e dopo 27 anni sto ancora imparando da John Bonham. Una delle prime cose che mi colpì, insieme all’eclettismo e alla forte personalità di quasi ogni brano (mai simile ad un altro), fu anche che Plant non aveva mai la stessa identica voce nei vari pezzi. C’era sempre una ‘sfumatura’, una nuance diversa in ogni canzone. Una ricchezza timbrico-espressiva (ma anche compositiva musicale a sostegno) che non ho neanche lontanamente riscontrato in nessun altro grande cantante in tutta la popular music e che dà un’altrettanta gamma di emozioni ogni volta che lo si ascolta. Jimmy Page aveva la statura del compositore, andando ben oltre il riff, la ‘frasetta’. Alternava inoltre il metallico e l’acustico con un’abilità unica, fino a farne, nel quarto disco, una summa estetica di sintesi ineguagliabile. Il quarto album è molto più importante di quanto già non si ritenga comunemente, come lo è il terzo. Jones era un maestro/ jolly musicale come ce ne sono stati pochissimi, e anche il suo contributo nell’evoluzione verso una musica ‘nuova’ (Kashmir – altra superba sintesi, No Quarter ec..) resta decisivo. È stato giustamente detto che la loro importanza sta nell’aver rinnovato – anzi ri-generato componenti della musica rock che alla fine dei sessanta ormai cominciavano a suonare ‘vecchie’, ma forse si può dire che essi hanno portato a compimento un intero percorso del rock (direi quello legato al blues al folk e a al rock n’ roll) fino a scorgere orizzonti nuovi in cui la sintesi ormai perfezionata di generi e cifre musicali accoglieva fin dentro al sostrato armonico anche influenze modali e orientali, che non erano solo ‘dati musicali’, ma espressione di un’inclinazione mistica e magica che permea sin dall’inizio ogni momento della loro musica. Personalmente lo ritengo sufficiente per consegnarli all’immortalità. Non ci hanno una lunga discografia, o melodie memorabili alla ‘Hey Jude’, ma una testimonianza densissima, essenziale, paradigmatica di come la musica non sia roba per analisti, ma un profondo mistero fatto sì, proprio di magia. ‘Since i’ be been loving you’, ‘The battle of evermore’, ‘Achille’s last stand’, ecc… Si può solo ascoltare a bocca aperta, e senza fiato, questa forza e bellezza inspiegabile,