18 BRUMAIO: INIZIA L’ERA DI NAPOLEONE BONAPARTE

di Emiliano Morozzi

Il 18 Brumaio dell’anno settimo (9 novembre 1799) un giovane generale corso scioglie il governo francese con un colpo di stato e instaura un triumvirato: è la fine della Rivoluzione Francese e l’inizio dell’era di Napoleone Bonaparte.

Ma cominciamo dal principio: dopo la fine del regno di terrore di Robespierre, durante il quale migliaia di cittadini vennero giustiziati in base al semplice sospetto di fare qualcosa di contrario alla Rivoluzione, gli oppositori del tiranno cercarono di ristabilire l’ordine nel paese instaurando un governo costituzionale. Fu istituito un parlamento bicamerale, costituito da un Consiglio di 500 membri e un Consiglio degli Anziani (il Senato) con 300 membri. Il potere esecutivo fu invece affidato a un organo ristretto di 5 membri, il Direttorio, che agiva indipendentemente dalle assemblee ma non poteva scioglierle. Questo tentativo fu fatto per evitare che il potere ricadesse nelle mani di una sola persona come era successo con Robespierre, ma la riforma non servì comunque a risolvere i problemi che dilaniavano la Francia. In primis, la lotta sanguinosa tra le varie fazioni, dai giacobini ai realisti che si prodigavano per restaurare la monarchia: a questo stato di perenne tensione si sommava la profonda crisi economica del paese, la caduta della produzione e del potere d’acquisto dei già miseri salari e lo stato di bancarotta nel quale versavano le casse dello stato. Per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi del paese, i membri del Direttorio e delle assemblee concentrarono le risorse sullo sforzo bellico. Dopo gli anni della Rivoluzione, nei quali le armate francesi si erano difese vittoriosamente contro ripetuti tentativi di invasione, l’esercito della neonata Repubblica varcò i propri confini nel tentativo di ottenere una vittoria decisiva contro le forze che combattevano la Francia e la sua rivolta.

La battaglia del ponte di Arcole (wikipedia.org)

Il nerbo dell’armata francese doveva aprirsi la strada in territorio tedesco per costringere alla resa l’Austria, e l’armata al comando del giovane generale Napoleone Bonaparte doveva attaccare l’Italia come diversivo, con un contingente esiguo e male armato. Quella che doveva essere soltanto un’operazione di secondo piano, si rivelò invece un trionfo e le armate nemiche furono costrette alla resa. Le brillanti vittorie accrebbero il prestigio del giovane generale, in Italia vennero fondate delle repubbliche che ricalcavano il modello di quella francese e il saccheggio delle ricchezze del nostro paese risollevò le finanze della Francia ma mise il governo in una pericolosa condizione di dipendenza dalle vittorie napoleoniche. Quando Bonaparte fu spedito in Egitto (per contrastare gli Inglesi, ma anche per allontanarlo dalla vita politica francese), le potenze ostili alla Francia si coalizzarono e riconquistarono l’Italia, esponendo lo stato transalpino al pericolo di invasione. Tornato frettolosamente in patria, Napoleone con il colpo di stato del 18 Brumaio (nove novembre, secondo il nostro calendario) rovesciò il Direttorio e instaurò un triumvirato nel quale di fatto era il solo a comandare. Fu lo stesso Napoleone, dopo avere sciolto i due parlamenti, a dichiarare che la Rivoluzione Francese era definitivamente finita. Una fine decisamente ingloriosa, arrivata ben prima della Restaurazione: tutti coloro che avevano lottato per abolire i privilegi del vecchio regime, vedevano salire nuovamente al trono un monarca assoluto così megalomane da farsi più tardi chiamare imperatore.

3 Comments

  1. Nicola Pucci 09/11/2012
  2. Emiliano 09/11/2012
  3. Nicola Pucci 09/11/2012

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