Il campionato di MotoGP 2026 si prepara a introdurre una serie di novità rilevanti, sia dal punto di vista sportivo sia sotto il profilo geografico e organizzativo. Le informazioni attualmente disponibili delineano una stagione che punta a consolidare il carattere globale della classe regina del motociclismo, ampliando la presenza su mercati strategici e rinnovando l’interesse di appassionati e addetti ai lavori. L’avvio ufficiale del Mondiale è fissato per domenica 1° marzo 2026, con il Gran Premio della Thailandia sul circuito di Buriram. Una scelta che conferma l’attenzione crescente verso il Sud-Est asiatico, area in cui la MotoGP registra da anni un seguito in costante crescita. Il Chang International Circuit, già teatro di gare combattute e spesso condizionate dal clima, si è infatti affermato come una tappa capace di offrire spettacolo e incertezza, elementi considerati centrali nella costruzione del calendario.
Tra le principali novità spicca il ritorno del Gran Premio del Brasile, assente dal calendario iridato da 22 anni. L’ultima gara disputata nel Paese sudamericano risale infatti al 2004, quando il Motomondiale fece tappa sul circuito di Jacarepaguá, a Rio de Janeiro. Per il 2026 il rientro del Brasile rappresenta un segnale forte di rilancio verso il mercato latinoamericano, storicamente legato alle due ruote ma rimasto a lungo fuori dal calendario della MotoGP: l’appuntamento è il 20-22 marzo al circuito Internacional Ayrton Senna a Goiânia, recentemente ristrutturato.
Il calendario 2026, in generale, dovrebbe mantenere una struttura simile a quella degli ultimi anni, con una sequenza di gare distribuite tra Asia, Europa, Americhe e Medio Oriente. Piste storiche come Mugello, Assen e Phillip Island continueranno a rappresentare punti fermi del campionato. Il circuito toscano, in particolare, resta una delle tappe simbolo per il pubblico italiano e la data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del weekend relativo al 29-31 maggio. Assen, in programma dal 26-28 giugno, conserva il suo ruolo di “cattedrale della velocità”, capace di mettere in risalto il talento puro dei piloti. Nella penisola, l’altro momento da evidenziare è il GP di Misano, atteso dall’11 al 13 settembre. Poche settimane prima, l’appuntamento è nello storico circuito di Le Mans in Francia, nello specifico 8-10 maggio. La chiusura è a Valencia, dal 20 al 22 novembre.
Dal punto di vista sportivo, l’attenzione è già rivolta ai possibili equilibri in pista. Le valutazioni preliminari si concentrano soprattutto sulle forze in campo tra piloti e team ufficiali, con Ducati, Honda e Aprilia chiamate a confermare o ribaltare le gerarchie viste nelle stagioni precedenti. In questo contesto, gli addetti ai lavori non hanno dubbi: sulla carta i fratelli Marquez sono ancora i più performanti nella griglia iniziale dei piloti e pertanto le previsioni sul podio finale e in generale le scommesse sulla Moto GP riguardano principalmente i due spagnoli, mentre le speranze italiane vengono riposte in Marco Bezzecchi più che in Francesco Bagnaia, apparso alquanto in difficoltà nella scorsa annata. Si tratta di valutazioni che tengono conto non solo dei risultati, ma anche della continuità di rendimento e dell’adattabilità ai diversi tracciati.
Marc Marquez, forte di un’esperienza pluriennale e di una ritrovata competitività, viene considerato ancora un punto di riferimento, mentre Alex Marquez ha mostrato una crescita costante che lo rende un avversario credibile su più fronti. Sul versante italiano, Bezzecchi appare come uno dei profili più solidi, soprattutto sulle piste tecniche, mentre Bagnaia è atteso a un possibile riscatto dopo una stagione complessa, segnata da risultati altalenanti.



