6 NOVEMBRE: INIZIA LA RIVOLUZIONE DI OTTOBRE

24 ottobre 1917 (6 novembre per il nostro calendario): le salve di cannone dell’incrociatore Aurora danno il via a quei dieci giorni che sconvolsero il mondo, i dieci giorni della Rivoluzione di Ottobre. Una rivolta accaduta ormai 95 anni fa, ma che tuttora fa discutere, anche se storicamente quel modello politico si è rivelato fallimentare. All’epoca invece quella rivolta distrusse le certezze della borghesia, che ormai pensava di avere placato la sete di rivolta del proletariato industriale e dei contadini blandendoli con moderate riforme e legandoli allo stato con l’ideologia nazionalista, e riaccese le speranze dei ceti meno abbienti della società di vedere finalmente abbattuto quel sistema politico (fosse esso monarchia, tirannia o anche democrazia) che per loro significava solo sfruttamento.

L’assalto al Palazzo d’Inverno (treccani.it)

Tecnicamente parlando, quello dei bolscevichi fu un colpo di stato, attuato non tanto contro l’odiato regime zarista (già caduto durante la Rivoluzione di Febbraio, nella quale i bolscevichi stessi avevano avuto un ruolo marginale) quanto contro il governo socialista di Kerenskij, incapace di tenere a freno da un lato le forze controrivoluzionarie e dall’altro di soddisfare le esigenze delle masse popolari che avevano appoggiato la rivolta. Il tentativo di colpo di stato del generale Kornilov, che marciò con le sue truppe alla volta di San Pietroburgo per rovesciare il governo, non fu fermato da quest’ultimo ma dall’energica azione dei bolscevichi e dei miliziani inquadrati nella “Guardia Rossa” e tutto ciò fece evaporare il credito che il presidente russo aveva presso le masse. Nella serata del 24 Ottobre, i colpi rivolti dall’incrociatore contro il Palazzo d’Inverno, sede della Duma, il governo provvisorio incaricato di gestire il paese in attesa dell’Assemblea Costituente, annunciavano l’inizio della sollevazione: miliziani della “Guardia Rossa”, militari fedeli ai bolscevichi, operai e marinai occuparono i punti chiave di San Pietroburgo: poste, uffici, banche, stazioni ferroviarie e del telegrafo. La rivolta fu quasi incruenta: il governo provvisorio oppose soltanto una blanda resistenza e il deposto Kerenskij fuggì dalla città. Il giorno dopo, il dualismo di poteri tra il Soviet e la Duma viene risolto a favore del primo: i bolscevichi infatti esautorano di ogni autorità il Parlamento e consegnano nelle mani del Soviet il potere politico. Di dirompente impatto sono le prime misure del nuovo governo: la Russia, per consolidare la rivoluzione, accetta una ingloriosa pace con la Germania, e consegna ai contadini la terra confiscata ai latifondisti.

Nel giro di pochi giorni, le misure prese dal Soviet e poi ratificate dall’Assemblea Costituente, portano la rivoluzione bolscevica alla ribalta sulla scena internazionale: per la prima volta un movimento politico di ispirazione comunista prende il potere e porta avanti riforme fino a quel momento impensabili anche negli stati di più solida tradizione democratica. Distribuzione delle terre ai contadini, separazione tra stato e chiesa, matrimonio civile con parità di diritti per entrambi i coniugi, divorzio, parità dei diritti tra uomo e donna e tra soldati e ufficiali, giornata lavorativa di otto ore, nazionalizzazione dell’economia e della finanza. La storia ci insegnerà che tutti quei buoni propositi naufragarono miseramente, travolti dalla tempesta della guerra civile russa che devastò la nazione negli anni a venire: basti pensare alla sanguinosa repressione dei contadini che, avendo finalmente ottenuto la proprietà della terra che lavoravano, cominciarono a produrre cibo soltanto per il proprio sostentamento, causando così una grave carestia e dando ai bolscevichi prima l’arma propagandistica per riprendere le terre e a Stalin poi il pretesto per un vero e proprio genocidio. In quel momento però, tutti coloro che avevano speso la propria vita lottando per migliori condizioni di lavoro ed una vita più dignitosa e che nelle democrazie occidentali avevano visto fallire le proprie speranze di una società diversa da quella che li aveva trascinati nell’orrore della guerra e di leggi speciali degne non di una democrazia avanzata ma delle più brutali dittature, nella nascente Unione Sovietica vedevano finalmente sorgere il tanto agognato “sol dell’avvenire”.

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