di Claudia Boddi e Francesco Gori
8 marzo, Festa della Donna e meritate mimose per il genere femminile.
Una giornata internazionale per ricordarne le conquiste sociali nel tempo, che hanno portato l’essere umano simbolo della bellezza a raggiungere un riconoscimento di ugual valore all’uomo, storicamente deputato a “comandare”.
8 marzo, Festa della donna: perché?
Ma da dove nasce questa ricorrenza e perché si festeggia?
Domanda che genera risposte controverse, tra verità e leggende metropolitane.
Storicamente, fonti ufficiali riconoscono la prima festa della donna ufficiale negli Stati Uniti, il 28 febbraio 1909, per mano del Partito socialista americano che la introdusse per manifestare il diritto di voto delle donne.
In Europa, dalla Conferenza internazionale delle donne socialiste (Copenaghen 1910) uscì una mozione di Clara Zetkin per l’istituzione delle giornata dedicata alla donna, e in alcuni paesi europei la festa si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911, per scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Ma la celebrazione annuale fu interrotta dalla Grande Guerra, fino all’8 marzo 1917 quando a San Pietroburgo ci fu una grande manifestazione femminile per la fine del conflitto bellico e dello zarismo, che sancì questa come data storica, legittimata poi dalla Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste nel 1921.
In Italia la manifestazione si tenne la prima volta nel 1922 grazie al Partito comunista, ma il 12 marzo, la domenica successiva. Una festa dal sapore politico, associata a Russia e comunisti, che la portarono a una momentanea perdita di memoria con la Seconda Guerra Mondiale. Negli anni successivi tornò in auge, insieme alle leggende urbane.
Quel che è certo, infatti, è che non ricorda l’incendio e la morte delle operaie di una fabbrica di camicie a New York.
Secondo ricostruzioni fantastiche, nel 1908 le donne della “Common” scioperavano da giorni per le condizioni di lavoro disumane e, in quel giorno, il proprietario le chiuse all’interno del fabbricato, finché le operaie morirono in un rogo.
Tragedia in realtà mai avvenuta e confusa con quella veramente accaduta il 25 marzo 1911 (foto dazebaonews.it qui sopra), sempre a New York, nella fabbrica Triangle, nota azienda di camicette, che vide 146 vittime tra i lavoratori.
Nell’Italia dei rumorosi anni Settanta, l’8 marzo festa della donna e il femminismo hanno camminato di pari passo, con manifestazioni significative, atte a criticare famiglia e società dell’epoca.
Ma in un’era come quella attuale, in cui femmina e maschio sono finalmente sullo stesso piano, seppur con diverse sfumature conseguenti a una differente morfologia, è bello ricordare l’importanza del Pianeta Donna, la sua bellezza e centralità nel mondo, al di là di connotazioni politiche.
E la mimosa, perché?
Il fiore dai rametti gialli è il simbolo di questa ricorrenza in quanto la sua fioritura avviene proprio nei primi di marzo. E dunque, quale periodo migliore per festeggiare la splendente femminilità, se non a un passo dalla primavera, stagione di rinascita e frutti rigogliosi della terra?
Buon 8 marzo, buona Festa della donna.




Ricordiamoci anche che la festa della donna è una festa che ha radici politiche: se si perde la memoria storica del perchè esiste questa festa e di chi l’ha introdotta, la medesima si riduce a regalare mimose e uscire fuori la sera con le amiche…
…..tra storia e leggenda un reale grazie di cuore per questo gradito regalo !!!!!!!!
Bella ricostruzione! Grazie!
Senza nessuna polemica, ma col sorriso di chi sente con orgoglio il proprio genere, non c’è niente di terribile nel regalare mimose – e/o nel riceverle 😉 – e uscire fuori la sera con le amiche. Anzi. Ognuna farà quel che vuole, come dovrebbe essere sempre, in ogni parte del mondo, rivendicando non solo la femminilità quanto la propria LIBERTA’.
Che credo (o spero, boh) sia quella che davvero vogliamo.
AUGURI DONNE! ANZI, IN BOCCA AL LUPO! 🙂
donne, donne!!!…nelle vostre mani è la salvezza del mondo…con la vostra grazia, la vostra delicatezza, la vostra sensibilità…fate di questi elementi un’arma invincibile…
Grazie a te, Ire!