PSICHIATRIA E MALATTIA MENTALE: SECONDA PARTE

di Claudia Boddi

“Possiamo dire che le malattie mentali sono l’alterazione della struttura psichica dell’uomo così come essa è prevista dalla filogenesi e dalla formazione personale nel corso dello sviluppo. Per quanto i confini tra patologia e normalità restino spesso difficili da tracciare, possiamo allora ritenere ancora normali tutti i comportamenti e i vissuti che non si accompagnino a un sovvertimento radicale di suddetta struttura. La malattia non si definisce quindi tale per ciò che uno pensa o fa, ma per l’alterazione strutturale della persona che è a monte di tali manifestazioni” (Balestrieri, 1986, pp. 132).

Queste parole, pur riuscendo a delineare in modo semplice il concetto di malattia mentale, lasciano intravedere tutta la complessità di un fenomeno che non può essere agevolmente appiattito in banali definizioni ma che non può neppure essere eluso negandone l’esistenza. La malattia mentale non va identificata con le presunte cause: pensare che un disturbo mentale possa avere un’unica determinante organica o intrapsichica è riduttivo e parziale, e conduce nelle secche delle convinzioni dogmatiche.

Il contesto di vita e la storia individuale contribuiscono, di volta in volta e in maniera diversa, a determinare il comportamento eccessivo o distorto, a delineare cioè il confine tra la norma e l’abnorme, tra la salute mentale e la malattia. Ogni nostro pensiero, gesto, moto dell’animo si realizza e si manifesta in quanto tale ad opera della nostra realtà somatica; noi percepiamo, comprendiamo e riflettiamo, utilizzando uno strumento, il cervello, di incommensurabile complessità, tuttavia, una clinica che volesse ridurre la malattia a una pura alterazione somatica sarebbe, allo stato attuale delle conoscenze, a dir poco grottesca poiché rifiuterebbe implicitamente il valore dell’esperienza e delle elaborazioni che nel corso della propria storia l’individuo ne ha fatto.

Ma altrettanto assurdo sarebbe ridurre a tensioni psicologiche interne, a conflittualità inconsce ricorrendo a riferimenti che, per quanto suggestivi, relegano in secondo piano la realtà somatica, l’uso che il nostro cervello fa delle informazioni; verrebbe negata, altresì, la fondamentale e determinante influenza che il contesto familiare e le prescrizioni della società esercitano su ogni individuo. La psichiatria contemporanea cerca di individuare con sempre maggiore precisione il valore e il peso delle variabili biologica, psicologica e sociale, non solo per capire ma anche per affinare metodi terapeutici idonei ad alleviare la sofferenza del paziente e del suo contesto familiare e sociale.

Si può concludere quindi che la malattia mentale è una realtà che si manifesta determinando sofferenza. Ogni quadro clinico e la sofferenza di ogni malato sono certamente plurideterminati e il corpo (inteso come entità biologica), la complessa realtà emotiva, il contesto sociale giocano nel determinare le caratteristiche, un ruolo ogni volta diversi, orchestrato da rapporti alchemici. Ciò che sappiamo e i mezzi terapeutici e riabilitativi che abbiamo a disposizione ci permettono di arginare e contrastare con successo la malattia mentale e, in alcuni casi, di prevenirla. Quanto detto rende ragione delle conflittualità e delle vere e proprie battaglie divampate attorno al problema della nosografia (studio descrittivo delle malattie) e a quello, connesso, della loro classificazione. La psichiatria non è solo una scienza teorica ma, di fatto, è una pratica operativa che mutua da scienze diverse la  propria individualità e i propri contenuti e all’operatore della psichiatria viene richiesto di intervenire attivamente, in quanto esperto della salute, in un campo in cui cura, riabilitazione, prevenzione, ma anche controllo sociale, si intersecano vicendevolmente. Deve perciò disporre di riferimenti teorici condivisi e di un linguaggio comune per comunicare, confrontarsi e valutare.

5 Comments

  1. Giovanni Agnoloni 17/08/2012
  2. CLAUDIA 17/08/2012
  3. Giovanni Agnoloni 17/08/2012
  4. vilma torselli 10/05/2013
  5. CLAUDIA 11/05/2013

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