di Nicola Pucci
È tempo di US Open per i forzati del tennis. Archiviato il settimo sigillo di sua maestà Roger Federer a Wimbledon; osannata l’orgasmica vittoria dell’enfant-prodige Andy Murray all’Olimpiade londinese, i giovani virgulti in maglietta e pantaloncini hanno fatto baracca e burattini trasferendo bagagli ed ambizioni oltreoceano, in terra americana.
New York accoglie maschietti e femminucce nel lezzo nauseabondo di patate fritte e hot dog di Flushing Meadows. Gli atleti non amano questo quarto appuntamento del Grande Slam, le condizioni di gioco non sono ottimali ma la superficie è sincera e premia da sempre i campioni più versatili e completi.
Due nomi su tutti capeggiano le liste dei predestinati al successo: Federer, appunto, tornato legittimo numero 1 del mondo e fresco di trionfo nell’antipasto di Cincinnati, e la bionica Serena Williams, regina a Wimbledon e assolutamente inavvicinabile – quattro categorie superiore al lotto delle avversarie -, nell’appuntamento a cinque cerchi.
Djokovic ritroverà l’ispirazione che pare smarrita in questo 2012 per lui avaro di soddisfazioni dopo gli Australian Open di gennaio? Murray avrà imboccato la strada vincente dopo il trionfo olimpico? I magnifici tre – assente Nadal ancora in bacino di carenaggio per il ginocchio malandrino -, anche stavolta si spartiscono i pronostici della vigilia senza dimenticare di lasciare qualche possibilità a quel Juan Martin Del Potro che qui nel 2009 illuminò la scena col suo tennis stratosferico. Dovessi giocare la carta a sorpresa azzarderei i nomi di Tsonga e Isner, ma non ci credo troppo ad onor del vero.
Tra le ragazze solo Sharapova e Azarenka potrebbero impedire a Serenona di portare a casa il quindicesimo Slam di una carriera leggendaria; Li Na e Kvitova appaiono in ripresa dopo la sbornia da successo accusata per le celebrazioni di Roland-Garros e Wimbledon 2011; Stosur difende il titolo ma non mi pare da corsa; Venus Williams e Clijsters sono al capolinea e proveranno a chiudere con l’ultimo acuto. Difficile ma… mai dire mai.




Se ci riferiamo ai due mille americani vince facile Federer, purtroppo Murray in primis arriverà in condizione sicuramente migliore, Nole potrebbe cercare la reazione d’orgoglio nella speranza di difendere il titolo, poi Del Potro io come sempre me lo aspetto sempre lì pronto ad esplodere da un momento all’altro, fuori da questi quattro non cercherei più di tanto.
Quanto al femminile Serena se ha il piglio giusto non lascia niente alle altre, le uniche che gli si avvicinano sono Vika e Maria ma per il resto calma piatta.
Federer è ancora il favorito d’obbligo, solo un Djokovic ritrovato può dire la sua, ma sembra in una fase di appannamento…