RIJKSMUSEUM DI AMSTERDAM, L’ETÀ D’ORO DELLA PITTURA OLANDESE

di Nicola Pucci

Per chi organizza una spedizione estera tra mulini a vento e tulipani non può dimenticarsi di ammirare i virtuosismi artistici dei pittori olandesi del Seicento, esposti al Rijksmuseum di Amsterdam. Snobbarli sarebbe un reato di lesa maestà, son pronto a giocarmi la reputazione.

“Ronda di notte” di Rembrandt – adrianoferrara.files.wordpress.com

L’edificio che accoglie il museo è in stile neogotico ornato ed è uno dei simboli architettonici di Amsterdam. Si lascia apprezzare per la sua esuberanza strutturale e trova collocazione nella zona più interessante della città, quella culturale, proprio a due passi dall’altro grande polo attrattivo, il Van Gogh Museum. Mi presento ai cancelli d’ingresso di buona mattina, evitando così le comitive invadenti e vocianti di giapponesi che incrocerò al momento di far ritorno in albergo. La mia Canon digitale è oliata a dovere, scatto un paio di foto all’esterno ma è tra le sale espositive che l’entusiasmo si accende.

“Paesaggio invernale” di Avercamp – http://img19.imageshack.us

La chiamano “l’età d’oro“, e ne hanno ben donde. Il XVII secolo ha rappresentato per l’Olanda l’apice della sua storia politica, e questo predominio ha trovato vita anche nella forma espressiva più autentica, la pittura. Il Rijksmuseum conserva gemme preziose. Il primo fuoriclasse del pennello che mi viene incontro con la forza barocca dei suoi ritratti è Frans Hals, un totem da queste parti e forse il più grande dopo l’immortale Rembrandt di cui vi parlerò tra poco. “L’allegro bevitore” è tanto vivido che sembra poter uscire dalla cornice che lo contiene e mi emoziona per l’intensità che trasmette. È la volta di due tele importanti di Jan Steen, “La festa di San Nicola” e “La famiglia felice“, colori che esplodono e tratteggiano lo spiccato senso dell’umorismo del pittore, nonchè la sua conoscenza del cuore umano. Hendrick Avercamp è uno straordinario paesaggista, sordomuto ma particolarmente attento nel disegnare i personaggi delle sue opere e capace di curare i dettagli come pochi altri. “Paesaggio d’inverno” non può certo passare inosservato, occupa quasi una parete intera ed è tra i miei preferiti.

“Lattaia” di Johannes Vermeer – http://1.bp.blogspot.com

È un crescendo rossiniano, l’occhio trova conforto nel gran numero di capolavori che testimoniano quanto gli olandesi del tempo avessero fama di grandi artisti. Ecco Johannes Vermeer… e qui il livello raggiunge picchi da vertigine. Osservo con trepidazione due meraviglie del grande maestro, “Lattaia” e “Stradina di Delft“. Basterebbero ed avanzerebbero per legittimare il costo del biglietto di ingresso ma il diamante più pregiato mi attende in ultima battuta: Rembrandt Harmenszoon Van Rijn, comunemente noto come Rembrandt. L’audace “Autoritratto“; “Johannes Wtenbogaert” che pare perfetto; “La sposa ebrea” che Vincent Van Gogh, non proprio uno qualunque, definì “intimo ed infinitamente empatico”; ma sopra tutto e tutti un dipinto tra i più conosciuti al mondo, “La ronda di notte“. Mi metto a sedere, chiudo gli occhi e mi permetto di sognare… quanto dista il paradiso? È dietro l’angolo, in Jan Luijkenstraat 1.

2 Comments

  1. Anonymous 02/09/2012
  2. Francesco 03/09/2012

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