di Alberto Presutti
Per affrontare al meglio la vita di relazione – sociale, mondana e professionale – e poter esprimere, così, quel carisma che solo l’Etichetta e le Buone maniere sono in grado di infondere, è fondamentale scegliere con attenzione il giusto canale con cui rapportarsi agli altri.
Non è facile individuare il giusto tono, i modi e le maniere corrette, avendone contezza con semplicità e savoir faire.
Mai come oggi, poter fare la differenza, è indispensabile per affermare il brand personale e professionale, per far parte di quel gruppo esclusivo di persone che sanno comportarsi in ogni contesto e ambito senza imbarazzi, per avere rapporti facilitati con tutti i nostri interlocutori anche stranieri, e trarne opportunità e vantaggi sul lavoro e non solo.
Le regole, i protocolli, i cerimoniali dalle presentazioni fino alla scelta dell’abbigliamento per ogni occasione, sono le chiavi di volta del vivere sociale e professionale, come padroneggiare la Business Etiquette cioè l’insieme delle norme che consentono di muoverci con disinvoltura nel mondo aziendale e degli affari.
Pertanto, è bene ricordarsi che non si può avere mai una seconda occasione per fare quella buona prima impressione, indispensabile, per differenziarsi ed imporre quel carisma che apre ogni porta, anche quella più serrata.
Nasce a questo fine la “LeaderChic Academy” – di cui sono il Direttore didattico – che è volta ad imprimere una svolta nella vita e nella carriera dei suoi frequentanti, cioè, tutti coloro che intendano acquisire e sviluppare strumenti concreti per una crescita nella gestione elegante ed efficace delle relazioni interpersonali che significa acquisire quel carisma di cui si diceva sopra.
Con sede didattica a Roma, con corsi diluiti in sei week end tra novembre e marzo 2013, la “LeaderChic Academy” può realizzare il desiderio di cambiamento che tanti professionisti e manager sentono necessario in questo periodo di crisi da cui si esce anche primeggiando sulla concorrenza e dando un’impressione unica di essere i migliori, senza se e senza ma.
La “LeaderChic Academy” applicando le metodologie didattiche migliori, consente di apprendere il modo per sviluppare e ed esprimere in ogni occasione chi veramente vorremmo essere e non sempre riusciamo ad essere.
Acquisire carisma è un’ esperienza che cambia la vita!
Per info: leaderchicacademy@hritalia.it




A Dio piacendo non esiste solo il mondo artefatto del business e degli affari…altri contesti, più umani, forse più imperfetti, sicuramente più autentici valgono altrettanto se non di più…le porte del cuore, poi: quelle non le apri con il carisma, le apri con la sensibilità…
Ben detto Farolfi. Le porte del cuore valgono 1000 porte di un ufficio di lavoro
Non avete tutti i torti, Farolfi e Stefano, ma non cadiamo nel tranello della retorica buonista.
Pur trovando l’articolo di Presutti leggermente “pubblicitario” (mi scuserà l’autore) e benché si possano nutrire dubbi circa la didattica del carisma, sono portato a pensare che il modo di porsi nei confronti del prossimo (e, in questo caso, nei confronti delle persone con cui lavoriamo) sia un aspetto cruciale nell’intessere un rapporto in modo positivo.
E questo non riguarda solo l’ambiente dei top manager, ma anche in contesti meno “ingessati”.
Un salumiere, esattamente come un membro dell’alta finanza che cerca di stringere una partnership, deve saper trovare quegli ingredienti che gli consentono di guadagnarsi il rispetto professionale e la fiducia del proprio datore di lavoro, senza ridursi mai a uno stato di soggezione né risultare aggressivo e difficilmente gestibile.
L’idea che scendendo di livello nel monte stipendi si trovi maggiore genuinità e umanità è tanto falsa quanto inflazionata.
Lasciando perdere il salumiere, porto un altro esempio. Più volte delle commesse mi hanno confidato di essere state redarguite dal datore di lavoro (che di solito era donna, giusto perché non si travisi) per l’abbigliamento. Chi gestisce l’attività commerciale non vede di buon occhio una commessa che si presenta sul posto di lavoro con una felpa larga, ancorché pulita, perché dà l’idea di sciatteria.
È invece gradito che, nel caso di un negozio d’abbigliamento, la commessa indossi abiti della marca venduta in quell’esercizio; se, invece, l’indirizzo commerciale è diverso, viene richiesto un look “carino”, non troppo pressapochista.
Questo solo per far capire come la superficialità sia presente un po’ in ogni settore, e come sia opportuno conoscerne i meccanismi per non venir discriminati o perdere occasioni buone.
Purtroppo anche io lavoro nel commercio e posso dire che spesso e volentieri non solo il proprio datore di lavoro ma anche i clienti badano più all’aspetto esteriore di come uno si presenta che alla cortesia con la quale vengono serviti e magari anche riveriti. Persino il sottoscritto, che lavora ad una pompa di benzina, settore nel quale l’aspetto esteriore dovrebbe essere secondario, dovrebbe arrivare sul luogo di lavoro con barba rasata di fresco e divisa inappuntabile, anche se in certi periodi come l’estate, il sudore è tremendamente fastidioso se ti radi e le divise si sporcano non appena fai un controllo dell’olio…
Detto questo, io preferirò sempre avere la divisa sporca e la faccia pulita, che la divisa pulita e la faccia sporca….
ecco perchè sono amico, e mi vanto di esserlo, di emiliano morozzi…
Parole sante, ragazzi.