SINGAPORE NOTTURNA INCORONA VETTEL, MA ALONSO C’È

di Francesco Gori

Lo spettacolo notturno del gp di Singapore, unico del circus della F1 a corrersi al calar del sole per le esigenze televisive europee, incorona Sebastian Vettel. È lui il vincitore, è lui che contenderà il titolo a Fernando Alonso. Questo il verdetto più importante di una gara segnata dal ritiro di Lewis Hamilton quando era ampiamente al comando. L’inglese, avversario alla vigilia più temuto dallo spagnolo, è ora in classifica quarto, a 52 punti dal leader rosso, un gap difficilmente colmabile nonostante la sua Freccia d’argento (veloce ma inaffidabile). A meno di clamorose sorprese in un autunno che si preannuncia intenso.

Una corsa caratterizzata da abbandoni eccellenti e safety car in pista. Detto del “ciao ciao” di Lewis quando era in testa, causa cambio, anche quello del tignoso Pastor Maldonado è da segnalare per la sua posizione, giusto davanti ad Alonso. Oltre che fenomenale, anche fortunato il Nando nazionale che sfrutta due abbandoni che lo catapultano in zona podio. E poi gli incidenti: quello di Karthikeyan nel muro e soprattutto quello del povero Schumi che tampona senza pietà Vergne. Per lui l’ennesima figuraccia e 10 posizioni in griglia da scontare nel prossimo appuntamento a Suzuka. Fuori l’inglese n.1 McLaren, là davanti Vettel domina senza rivali, precedendo il n.2 di casa Mc Jenson Button. Terzo si consolida Fernando, quindi un ottimo Paul Di Resta. Queste saranno le posizioni finali. Dietro ecco l’ennesimo piazzamento di Raikkonen, un sesto posto che gli consente di portarsi al terzo in classifica senza neanche una vittoria, e il solito Felipe Massa: pasticcia come sempre, foratura da contatto dopo poco e finisce ultimo, poi una bella quanto confusionale e inutile rimonta.

Mancano sei gran premi, 29 i punti di vantaggio dell’ariete di Maranello sul tedeschino Redbull. Basteranno?

IL PODIO VIRTUALE

1° ALONSO: 8

L’intelligenza tattica di Fernando merita il voto più alto. Sul circuito di Singapore, che Monza non è, la sua Ferrari fatica ma lui centellina le energie della monoposto, sciorinando sorpassi di perfezione su Di Resta dopo una partenza complicata, poi sui tignosi Perez e Hulkemberg. Rimediare un terzo posto in un weekend difficile significa che è il suo anno. Del resto, anche la dea bendata – vedi Hamilton e Maldonado – è dalla sua.

2° VETTEL: 7.5

Dopo un digiuno durato ben 9 gp, il campione del mondo torna a dimostrare chi è. È vero, con Hamilton sarebbe stata dura, ma era anche l’unico a poterlo impensierire. Il ritiro dell’inglese lo ha agevolato ma ha sempre pestato come un dannato. Anche quando le varie safety-car hanno annullato il suo vantaggio non si è fatto deconcentrare, centrando una vittoria che lo rilancia.

3° DI RESTA: 7

Giusto premiare il buon Paul. Perché guida una Force India, non la McLaren del pur ottimo Button. Parte facendo paura ad Alonso, poi sfodera una gara eccezionale, gestendo al meglio la sua monoposto. Arrivare a 19 secondi dal vincitore Vettel, a soli 4 dal leader mondiale, e davanti a Mercedes e Lotus è come ottenere una vittoria.

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