RYDER CUP 2012: L’ONORE VA ALLA RIMONTA EUROPEA

di Francesco Gori

Lo spettacolo della Ryder Cup 2012 ha proposto come sempre una sfilata di campioni di golf, premiando alla fine quelli della selezione europea, autori di una clamorosa e storica rimonta.

Per chi non la conoscesse la Ryder Cup è una manifestazione che si svolge ogni due anni, dal lontano 1927, tra Europa e Stati Uniti (a campi alternati, stavolta nell’Illinois, quella del 2010 fu disputata in Galles). Ha un appeal più forte di un major, nonostante i giocatori non siano pagati. In gioco c’è solo l’onore. Dopo i fasti di Costantino Rocca e un 2010 nel segno dei fratelli Molinari, stavolta per l’Italia ai nastri di partenza il solo Francesco, autore di una bella annata sul circuito.

Europa detentrice vs. Usa, dunque: la squadra capitanata da Olazábal, con il n.1 del mondo Rory McIlroy, contro quella di Davis Love III  della stella Tiger Woods.

Venerdì e sabato con i tradizionali incontri foursomes, cioè tra 2 squadre di due golfisti con 2 palline (i giocatori si alternano a colpire), fourballcon 4 giocatori e 4 palline. La tre giorni di coppa tra gli otto giocatori prescelti è cominciata subito in salita per gli europei: la prima giornata ha portato avanti i locali sul 5-3, poi nella seconda gli stessi hanno preso il volo portandosi sul 10-6,  con Lee Westwood e Sergio Garcia protagonisti in negativo.

La domenica la sfida individuale tra i 12 giocatori.  Dal 10-6 alla clamorosa rimonta europea fino al’ 11-11. Sfide al cardiopalma, colpi facili sbagliati per l’adrenalina, tra il tifo infuocato degli americani. Si va sul vantaggio esterno grazie al duo che aveva deluso in coppia, ovvero Westwood e Garcia contro Kuchar e Furyk, e al sempre vincente Ian Poulter. Poi ancora pari 13. Il finale è tutto da seguire: quattro match con il fenomeno Tiger contro il nostro Molinari, partiti per ultimi. Al clan del vecchio continente basta un punto per tenersi la coppa. Ed arriva incredibilmente con il tedesco Martin Kaymer, che ammutolisce il pubblico di casa. A pareggio acquisito, Tiger sbaglia un facile putt per il par alla 18, e concede con grande signorilità quello di Chicco. Finisce 14.5 a 13.5 a favore di un’Europa mai doma.

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