di Sofia Riccaboni
(da Periodicodaily)
La ministra del Lavoro, delle politiche sociali e delle pari opportunità, Elsa Fornero, alla presenza della vice segretaria Generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini-Dragoni ha firmato pochi giorni fa a Strasburgo la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. (v. qui)
La domanda che sorge ora è: serviva la firma su un nuovo trattato se poi non si adottano misure di tutela reali e pratiche? Se ancora oggi nella nostra nazione una donna che viene picchiata e seviziata in famiglia deve aver paura a fare denuncia, perché nessuno la protegge, perché le pratiche sono lunghe? A che serve mettere la faccia su un altro, nuovo, ennesimo, documento contro la violenza alle donne quando in Italia i dati ci dicono che le violenze non diminuiscono?
Ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. Nel 62,4% dei casi i figli hanno assistito a un episodio di aggressione. (fonte Corriere della Sera del 24 novembre 2011 su dati ISTAT)
E ancora:
Un milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, il 6,6% del totale. Gli autori delle violenze sono vari e in maggioranza conosciuti, solo nel 24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Un quarto delle donne vittime prima dei 16 anni ha segnalato un conoscente (24,7%), un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di famiglia, il 5,3% un amico. Tra i parenti gli autori più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta maggioritaria: il 53% delle donne ha dichiarato di non aver parlato con nessuno dell’accaduto. (fonte Corriere della Sera del 24 novembre 2011 su dati ISTAT)
Direi, caro Ministro, che prima di andare a firmare un nuovo trattato e specificare che “è in linea con la Costituzione” forse dovremmo capire come mai questa Costituzione permetta che ci siano questi numeri e come mai non diminuiscano.



