ROCK ECONOMY: CELENTANO È SEMPRE IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

di Francesco Gori

Ogni volta che Adriano Celentano compare sugli schermi televisivi o incide l’ennesimo album, gli italiani si dividono tra detrattori e sostenitori del ragazzo della via Gluck. E così è stato per l’evento-show Rock Economy, storia del 9 e 10 ottobre 2012 in quel di Verona, nella magica atmosfera dell’Arena, luogo di ritorno live dopo ben 18 anni.

Se le consuete operazioni di marketing e pubblicità – con un promo accattivante che sul web sta facendo discutere per un presunto plagio ai danni dell’artista francese Woodkid (vedi link) – hanno creato la consueta, spasmodica aspettativa, lo spettacolo dell’Adriano nazionale non ha certo tradito le attese.

Adriano Celentano a Rock Economy (lanostratv.it)

Show di denuncia, come al solito, dettato dalla voglia di Celentano di smuovere le coscienze degli italiani. E già questo è un successo, perché in pochi riescono a farlo. Aprire la serata cantando Svalutation è il miglior modo per usare l’arte che “entra”, lasciando messaggi in note, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Perché il Molleggiato è sempre attuale: nonostante oltre mezzo secolo di presenza pubblica e qualche ovvia battuta a vuoto a livello di memoria, la sua mente di 74enne è ancora straordinariamente lucida. Oltre alla canzone della “svalutazione”, la riproposta Mondo in mi 7° ci restituisce un testo all’avanguardia, che prediceva l’oscuro futuro del mondo già quarant’anni fa. Predicatore, show-man, attore e cantante. Ha portato il rock and roll in Italia, ha cercato di scuoterla nell’arco degli anni con i suoi interventi, le sue polemiche.

E Rock Economy non è stata da meno, alternando musica a ricerca di soluzioni urgenti. Se Io non so parlar d’amoreTi penso e cambia il mondo, Il ragazzo della via Gluck, Una carezza in un pugno, Prisencolinensinainciusol hanno emozionato il pubblico televiso e i 12mila di Verona, la tavola rotonda con gli economisti e i toni apocalittici dei messaggi d’apertura conditi con immagini e balletti di battaglie epiche hanno fatto riflettere. Almeno per quelle tre ore, poi “Finita la serata ognuno di noi tornerà ad essere solo nella propria casa”

I rimedi dell’intramontabile rocker per questo mondo alle corde sono, ancora una volta, bellezza ed amore, come già sottolineato in Facciamo finta che sia vero. Ci vuole un’inversione di rotta, ribadisce, per quanto utopistica sia.

Non importa se la forma fisica non è più la stessa, se la memoria a volte fa cilecca nel ricordare strofe, se la voce si fa più incerta, se le pause teatrali sono costruite o meno. Celentano è sempre Celentano, il suo ruggito sempre lo stesso.

6 Comments

  1. Luca Moreno 11/10/2012
  2. Francesco 11/10/2012
  3. Luca 12/10/2012
  4. Roberto 14/10/2012
  5. Nicola Pucci 14/10/2012
  6. Roberto 14/10/2012

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