COCAINA NEI FIUMI: STIME ALTISSIME

di Claudia Boddi

I fatti di cronaca che si susseguono continuamente nel nostro paese, insieme alle statistiche istituzionali, dimostrano un generale aumento dell’uso di cocaina. Le relazioni annuali al Parlamento sullo stato della tossicodipendenza in Italia basterebbero a preoccupare al riguardo, ma a sostegno dei dati già allarmanti arriva anche una ricerca condotta dall’istituto Mario Negri di Milano, con focus sugli inquinanti ambientali, con particolare riferimento a farmaci d’uso comune, antibiotici e ormoni, nelle acque di scarico e di fiume.

da viareggino.com

L’assunto che sta alla base di questa indagine è che nelle urine umane permangono tracce dei farmaci somministrati e delle droghe sperimentate che permettono di risalire alle dosi consumate. Queste confluiscono prima nelle acque di scarico e poi in quelle dei fiumi. Dopo aver osservato i risultati delle rilevazioni in merito all’uso dei farmaci comuni, i ricercatori hanno allargato il loro raggio di valutazione alle sostanze stupefacenti con l’obiettivo di costruire una mappa quantitativa e qualitativa della loro assunzione all’interno di una popolazione circoscritta. La cocaina è stata la droga maggiormente studiata perché dotata di un metabolita stabile – la benzoilecgonina – che è un elemento presente in chi la usa, tanto che guida anche i controlli antidoping nello sport.

Per rendere più semplici e controllabili i dati dello studio sono state scelte quattro città italiane di media grandezza (Varese, Cuneo, Pavia e Cagliari). Dall’analisi delle tracce di urina, contenute al suo interno, è emerso che il Po trasporta ogni anno l’equivalente di 4 kg di droga.  Le stime del consumo di cocaina della popolazione residente  nel bacino del fiume risultano nettamente superiori a quelle istituzionali (già alte): la misura dei livelli della droga sul sito del prelievo è superiore alla tonnellata su base annua con un impatto economico del traffico maggiore di 100 milioni di euro. Praticamente, per ogni 1000 giovani adulti della zona si consumerebbero ogni giorno almeno 27 dosi di cocaina e il consumo complessivo sarebbe pari a 40000 dosi al giorno.

I prossimi passi della ricerca dell’istituto Negri vedranno la standardizzazione del metodo, affinché questo possa affiancare quelli classici ed essere esteso anche all’analisi del fenomeno nelle grandi città – Milano in primis – nonostante sia una tecnica pensata e particolarmente adatta a piccole popolazioni. A questo scopo sono in corso studi preliminari su altre droghe come eroina, anfetamine e derivati da cannabis. Lo studio che si incentrava sull’indagine degli agenti inquinanti esclude la cocaina da questo elenco: come spiegano i ricercatori, per quanto concerne i farmaci, è possibile che questi siano fattori nocivi per il nostro ecosistema, perché ne esistono anche di estremamente attivi a livello ambientale. Allo stato attuale, lo stesso non è da considerarsi vero se applicato alle sostanze stupefacenti: non resta altro che aspettare e vedere gli sviluppi delle ricerche che coinvolgeranno anche centri urbani di maggiori dimensioni.

3 Comments

  1. Roberto 28/10/2012
  2. Anonymous 21/06/2018
    • Anonymous 06/09/2018

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