THE ARTIST DI HAZANAVICIUS, IL RITORNO DEL CINEMA MUTO

di Francesco Gori

Un salto indietro nel tempo, agli anni del cinema muto, quando nessun sonoro arrivava allo spettatore. Ecco cosa ci offre il film The Artist del regista Michel Hazanavicius, presentato al Festival di Cannes e al momento in programmazione anche in Italia.

I protagonisti di The Artist. cinematografo.it

Siamo nel 1927 a Hollywood, dove George Valentin è un attore acclamato, re incontrastato del cinema muto. La sua fisicità fatta di spalle larghe e sorriso ammaliatore attira le donne, una di loro è una semplice ragazza che si ritrova al suo fianco sulle prime pagine dei giornali, per una casualità durante l’uscita dell’attore alla prima di un film. Peppy Miller, questo il nome della giovane, decide così di provare a fare un provino e sfruttare la momentanea popolarità. Lo supera, ottenendo una particina in una pellicola dove domina l’icona Valentin, poi pian piano scala posizioni e diventa una primadonna. Gli anni passano e, con la crisi del 1929, arriva la novità del sonoro, che sconquassa la vita benestante di George. La Kinograph Production lo scarica – gli spettatori vogliono carne fresca, dice il produttore, e il sonoro inizia a dominare la scena – mentre proprio Peppy firma per la casa di produzione. E’ il momento dello scambio: il declino di George Valentin e l’ascesa di Peppy Miller. Per l’artista, abituato ad essere al centro dell’attenzione, è la crisi d’identità: con la moglie va male e nel giro di poco tempo, per il fallimento del nuovo movie Tears of love, va in bancarotta e in depressione, cominciando a bere. Peppy, da sempre innamorata di lui, lo aiuta acquistando tutti i suoi beni di nascosto e cercando di riproporre il suo nome al produttore.

100 minuti senza una sola parola, solo musica e rari sottotitoli. Una storia perfetta per conciliare il sonno, penseranno in molti. Tutt’altro. La storia procede con ritmo e senza sbadigli, e sta qui l’eccezionalità: mantenere attento lo spettatore nonostante il solo mezzo delle immagini. La storia è dolce, delicata come la storia d’amore tra George e Peppy che si rincorrono per anni, senza mai dichiararsi veramente. Ma sono i fatti a parlare: la nuova stella del cinema fa di tutto per aiutare il suo amore decaduto mentre quest’ultimo, durante un incendio nella catapecchia in cui è andato a vivere, stringe tra le braccia la pellicola della scena del film girato insieme, tanti anni prima. A solleticare ulteriormente la parte romantica dello spettatore, c’è l’inseparabile Jack Russell di Valentin: compagno di vita molto più affidabile delle persone – il suo intervento sarà decisivo proprio in occasione dell’incendio – nonché protagonista da sempre sul set.

Chi sono gli attori? Jean Dujardin e Bérénice Bejo (moglie del regista), una coppia perfetta. Con questa performance il primo ha vinto a Cannes il premio per la miglior interpretazione maschile, grazie a una sagoma e una mimica – soprattutto facciale – che richiama in toto gli attori di quell’epoca; la seconda, ragazza dal neo disegnato, ha uno sguardo, una vitalità e una freschezza che ben rappresenta il personaggio della vicenda.

Un esperimento difficilissimo, quello di riportare una storia senza parlato in un’epoca dove comincia a giganteggiare il 3D. Ma più che riuscito. Nessuna noia, ci si emoziona e si partecipa molto più che in tanti cinepanettoni, ritrovando in un lungometraggio muto le caratteristiche che attiravano il pubblico degli anni Venti e il fascino del silenzio. Perché in fondo, anche se tutto cambia intorno a noi e nelle nostre abitudini, siamo come i nostri antenati.

2 Comments

  1. Valentina 21/12/2011
  2. Loretta 21/12/2011

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