AD ABU DHABI LA RED BULL METTE LE ALI

di Francesco Gori

Abu Dhabi verrà ricordata per il primo, meritato trionfo sul volante Lotus da parte di Kimi Raikkonen, ma non solo.  Per l’escalation di emozioni, frutto di sorpassi al limite, colpi di scena, incidenti e safety car. Ma soprattutto, la gara che poteva segnare in positivo il campionato Ferrari, rischia di essere il più grande rimpianto rosso della stagione. Dopo le qualifiche e l’ingenuità Red Bull del carico di benzina, con retrocessione di Vettel all’ultimo posto, il tifoso di Maranello si aspettava sul traguardo un divario netto tra i due contendenti mondiali: invece Alonso finisce secondo, Vettel terzo, e sono solo tre i punticini rosicchiati dallo spagnolo, -10 a due dal termine.

Lo spettacolare circuito di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi

Quello che è accaduto in quel di Yas Marina ha dell’incredibile. Incredibile è Sebastian Vettel, capace di rimontare 21 posizioni 21, nonostante un danneggiamento dell’ala nella fase iniziale (contatto con Bruno Senna), un errore al giro numero 12 (scalda le gomme per ripartire dopo la safety car e danneggia ulteriormente l’alettone per evitare Ricciardo) e una tattica di gara per questo andata a farsi benedire. Già, la safety car, la vera alleata del tedeschino, che lo aiuta nella rimonta impossibile: due le entrate in pista dei commissari, al giro 9 e al giro 39, prima per il botto Rosberg-Karthikeyan, quindi per l’ammucchiata Grosjean-Webber-Perez-Di Resta. Decisivo il conseguente annullamento del gap di secondi.

La Redbull “mette le ali”, è energica come l’omonimo drink che ne fa da sponsor, e Seb è una scheggia di adrenalina. Contenerlo è un’impresa e il buon Massa, che dovrebbe fare questo e nient’altro, si mette a giocare con il compagno inutile Webber. Il capofila Hamilton intanto si è già ritirato, a conferma di una stagione altalenante, mentre il compagno Button cerca di difendere senza riuscirci il ritorno della furia teutonica. La rimonta di Vettel, una delle più belle della storia della F1, è completata dal raggiungimento del podio.

Domenicali sentenzia a fine gara che “Seb è stato aiutato dalle circostanze”. Senza dubbio, ma ad Abu Dhabi stare davanti almeno a Raikkonen era d’obbligo, così come sarebbe d’obbligo avere un secondo pilota in grado di aiutare il compagno più dotato.

IL PODIO VIRTUALE

SEBASTIAN VETTEL: 9.5

Mostruoso. Sfiora il 10 e lode, che si sarebbe meritato se avesse raggiunto un primo posto che era ormai a pochi secondi. Ma finire terzo, dopo una partenza dai box, due contatti in gara, due soste, una tattica necessariamente stravolta, un intero week-end NO, significa essere un gigante. La Red Bull è la monoposto migliore, ma Vettel è il vero Schumacher di questi tempi.

2° KIMI RAIKKONEN: 8.5

Cosa chiedere di più a Kimi, terzo nel mondiale dopo i fenomeni Seb-Nando e finalmente capace di centrare la prima vittoria in Lotus? Pilota di classe, arcigno e veloce, sa tirar fuori il massimo da una monoposto che non è né una Red Bull, né una Ferrari, né una McLaren. Vedere il compagno Grosjean, specialista in auto-scontro da luna park, per capire il suo valore.

3° FERNANDO ALONSO: 7.5

Un secondo posto è sempre un risultato notevole. Al via si sbarazza subito di Webber ed è già quarto, pochi giri dopo tocca al guastafeste Maldonado. Nel finale insidia il leader Raikkonen a suon di giri veloci, riuscendo ad avvicinarlo, ma senza impensierirlo. Impeccabile come sempre, manca la ciliegina sulla torta. La vittoria sarebbe stata cosa necessaria.

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.