ALLA SCOPERTA DI RIGA, TRA ART NOUVEAU E BALSAMO NERO

di Nicola Pucci

Non posso negarlo: alcuni anni fa, al momento di tracciare il percorso del viaggio in terre baltiche, non riponevo particolari aspettative su Riga, capitale lettone. Immaginavo una città in vecchio stile sovietico, blocchi di cemento a mo’ di casermone a spaventare l’occhio del turista e obsolete industrie a sputare fuliggine per il cielo. Errore, grossolano errore, caro scriba, dettato dall’ignorar l’argomento. Accolta con diffidenza, la città si è presa la sua rivincita sorprendendomi dal primo momento in cui vi ho messo piede.

Casa delle Teste Nere – omero.it

Giunsi da queste parti una mattina d’agosto, non troppo calda per essere una giornata estiva, qualche lacrima di pioggia a regalare un tocco nordico al luogo. Attraversando il fiume Daugava ebbi una visione inattesa, la cornice punteggiata di guglie e campanili a rendere lieto lo scenario che prospettavo deludente. Appena il tempo di scendere dal traballante Eurolines in provenienza da Vilnius ed ecco un centro storico sorprendente. Pittoresco. Con le facciate degli edifici dai colori originali e le strette stradine a districarsi tra le piazze. Incuriosisce la Casa dei Gatti, così chiamata per le statuine di due gatti neri che si elevano sui pennoni più alti a simbolo del “malcontento” del padrone del palazzo che fu rifiutato in tempi anseatici dalla Grande Gilda a cui riteneva di dover appartenere; regala un tocco di magia la Casa delle Teste Nere, in piazza del Municipio, gioiello architettonico medievale ricostruito nel 2001 dopo la diastruzione totale perpetrata, siano maledetti, da nazisti e sovietici in era recente.

Nazisti e sovietici, proprio loro, che da queste parti hanno diffuso sangue e morte aprendo ferite che non si rimarginano. Il Museo dell’Occupazione, ospitato in un bunker a ridosso della Casa delle Teste Nere, documenta quanto dolore questa città abbia dovuto sopportare.

Viaggiando per il pianeta non conosco emozione più autentica di quella di tentar di vestire i panni dell’abitante del luogo in cui mi trovo. Bene, proviamoci anche in quel di Riga. Salgo a bordo di un vecchio filobus azzurro che tanto profuma di falce e martello – presenza russa massiccia a queste latitudini, ma non ditelo ai lettoni – e raggiungo il Mercato centrale. Qui, fortuna vuole, il turismo di massa è assente e mi trovo catapultato in un caravanserraglio di colori, fragranze, merci e banconi ricolmi dove, vivaci e dinamiche, si muovono vecchiette in foulard che paiono tante, piccole, operose matrioske e sinistri individui si affaccendano in traffici infuocati. Mi aggiro tra la moltitudine umana e mi sento lettone, russo o sovietico, insomma uno di qua, e mi accorgo che il Mercato, pur annoverabile tra i più grandi d’Europa, manca di quell’ostentato benessere che contraddistingue l’Occidente. Vorrei mostrarmi intrepido concedendomi un bicchierino del liquido dal color d’inchiostro noto come balsamo nero, una miscela misteriosa di corteccia di quercia, assenzio, buccia d’arancia e chissà cos’altro ancora, densa e pungente quanto basta a placare i morsi del gelo invernale e che la leggenda nordica racconta abbia effetti miracolosi.

Art nouveau a Riga – balticadventure.com

Ma non è cosa per me, come non mi appartiene sentirmi cittadino di qua e me ne accorgo quando l’edificio del Parlamento mi si para davanti, pensa te, disegnato nel più classico stile rinascimentale fiorentino, goffa imitazione di Palazzo Medici Riccardi in terra di Lettonia. Torno turista e chiudo col vanto di Riga, l’art nouveau in Elizabetes iela e Alberta iela, stile architettonico tra i più raffinati. Meraviglia tra le meraviglie universali, evidenzia elementi decorativi stupefacenti e bizzarri: mostri, maschere, figure grottesche abbelliscono le facciate di palazzi mirabili e mi ammaliano osservandomi dall’alto.

Arrivederci Riga, città che il vostro scriba annovera tra le più sorprendenti e affascinanti d’Europa: se vi avventurate da quelle parti fatemi un fischio, sarò ben lieto di tornarci.

One Response

  1. licia apollonio 01/12/2012

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