di Simone Provenzano
Nell’ultimo post che ho condiviso con voi ci siamo lasciati dietro un interrogativo non da poco!
“Quando ci capitano eventi che non ci piacciono, o che ancor peggio ci fanno stare proprio male, cosa possiamo fare?”
La risposta più semplice è che ognuno farà quello che è in grado di fare. Così ho detto tutto e niente contemporaneamente, ma ho anche detto una verità universale:
l’umana natura ci pone limiti a cui dobbiamo sottostare.
“MENTRE PERSEGUIAMO L’IRRAGGIUNGIBILE , RENDIAMO IMPOSSIBILE L’ATTUABILE.”
La frase qui sopra riportata non appartiene a un monaco zen, né tanto meno a uno psicanalista di fama mondiale. Questo aforisma appartiene a un paleoantropologo che finì a fare lo sceneggiatore per Hollywood: Robert Ardrey.
Ne ho sempre apprezzato la semplicità dell’esposizione di un concetto così enorme, in così poche parole, così ben comprensibili. Ci spiega uno dei limiti umani meno presi in considerazione: la facoltà di discernere tra ciò che si può modificare e ciò che si può solo e semplicemente accettare.
Non possiamo risolvere ogni problema come non possiamo arrenderci ogni volta.
Spesso ci troviamo ad affrontare sfide molto difficili e dolorose, ma non è detto che affrontarle significhi necessariamente cambiare la situazione che ci si para di fronte.
Alcune volte è semplicemente impossibile.
Alcune volte ci sentiamo impotenti, ed in effetti niente potrà mai mutare la natura di alcuni problemi che ci si potranno parare davanti.
Non potremo riportare in vita una persona cara, piuttosto che tornare indietro nel tempo ed evitare un incidente (due casi limite tra i più dolorosi, chiedo scusa). Ci sentiamo impotenti perchè lo siamo! Perché dirigiamo tutte le nostre energie per trovare una soluzione che non esiste!
Ci sono mostri che non possiamo battere!
Ma ancora una volta non siamo perduti, ancora una volta possiamo trovare in noi la soluzione. DIFFICILE, SOFFERTA SOLUZIONE.
Badate bene, ho detto soluzione, non vittoria. Ma allora quando non possiamo vincere cosa possiamo fare? Possiamo non considerare il problema una guerra che necessita una vittoria?
POSSIAMO!
Come al solito la soluzione alberga dentro di noi. Come al solito il cambiamento non potrà che essere al nostro interno, su noi stessi ed in noi stessi.
Questo cambiamento lo si può ottenere attraverso l’accettazione e la consapevolezza.
Mia nonna mi diceva sempre di non piangere sul latte versato. Forse parole antiche, che appartengono all’immaginario di tutti potranno rendere maggiormente intellegibile il concetto:
esisteva una preghiera, ed esiste ancora (spesso usata nei gruppi di auto-aiuto degli Alcolisti Anonimi), che nasce da una tribù indiana che si chiama Cherokee.
Molto probabilmente avrei potuto scrivere la preghiera direttamente senza aggiungere altro.
Quale che sia il vostro Dio
di certo
non sarà scontento di ascoltarne le parole:
Oh Grande Spirito,
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che possono cambiare,
e la saggezza di capirne la differenza.
Vi auguro buone feste e colgo l’occasione degli auguri per ringraziare per i commenti con cui ampliate e approfondite argomenti che sicuramente meriterebbero più spazio di quello che gli concedo. Grazie.



La saggezza è una delle virtù più difficili da conseguire. Eppure è dentro di noi, e sta principalmente nel renderci conto che, qui e ora, abbiamo già tutto quello che ci serve. Questo sia nel senso di accettare quello che abbiamo, anche quando è impossibile cambiare le cose, sia nel senso che il nostro vero potenziale è dentro di noi, e con esso i risultati che può ragionevolmente portare. Il problema è che, di solito, si tende a desiderare l’irrealizzabile quando non si ha il coraggio di prendere in mano quello che è veramente raggiungibile.
Simone le tue sono parole sacrosante, concetti che condivido ma che raramente si riscontrano. La serenità quasi mai ci appartiene, forse perchè oppressi dal ritmo incalzante dell’esistenza quotidiana a cui è difficile sottrarsi, spesso siamo saggi ma non basta, in quanto al coraggio di cambiare ciò che possiamo cambiare…beh, vediamo di provarci…
Segnalo questa interessante intervista a Igor Sibaldi, consonante e “dialogante” con certi aspetti del pezzo di Simone: http://www.youtube.com/watch?v=OKcoDNlxIZo