di Francesco Gori
Il famoso detto “In amore vince chi fugge”, si può considerare veritiero? È il metodo più funzionale all’interno di una coppia di innamorati?
La fuga non è mai una buona soluzione. Fuggire significa evitare gli ostacoli e risparmiarsi: è così che si nobilita la vita? Agendo in questo modo, si perdono le conseguenze positive che una situazione faticosa sul momento può generare in seguito. Scalare una montagna porta con sé notevoli sforzi, ma la conquista della cima è il premio: è qui che si prova la vera gioia. Essere disertori dell’esistenza significa invece vivere ai margini ed essere spettatori, non protagonisti.
E in amore? Ci sono da distinguere due fasi. Nella fase di seduzione, scivolare dalle mani del possibile partner convinto di aver preso la preda, aumenta l’appeal di quest’ultima e la voglia dell’altro di conquistare. Si può considerare una vera e propria tecnica di attrazione, alla sorta dell’ eye contact per esempio. È un gioco, in fin dei conti, che può fare da esca per un rapporto che poi si consoliderà nella fase seguente. Oppure rimanere un’esperienza ludica, destinata a finire.
Nella coppia consolidata, ci sono reciprocità di intenti, apertura al dialogo profondo, empatia al mille per cento. Nel vero amore, nel rapporto capace di durare nel tempo non vince chi fugge: vince chi resta, e affronta con dolore gli ostacoli che quotidianamente la vita ci propone. Come ci insegna il bellissimo film Amour di Michael Haneke.
Scappare può essere “utile” all’inizio – ma non sempre -, ma se in un rapporto che si mantiene negli anni la logica del fuggire continua, si tratta solo di un divertimento prolungato oltre il consentito. Amare è darsi all’altro, confrontarsi anche sulle cose spiacevoli, avvicinarsi nei momenti difficili. Avere la forza di rimanere anche quando la voglia di mollare prende il sopravvento, soprattutto in una società dai mille stimoli e dai facili incontri: questo fa la differenza, e permette al rapporto d’amore di ripartire. E raggiungere la cima.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.




…amare…amare è quando le difficoltà rendono più saldo il rapporto…a me è successo, ed è per questo che posso dire di amare mia moglie…
In un rapporto, come nella vita, ci troviamo ad affrontare problemi, crisi e scappare da questi senza provare a risolverli non serve a niente. Se si ama veramente una persona siamo disposti a tutto per far andare il rapporto, se alla prima difficoltà “leviamo le tende”, scappiamo a gambe levate be, forse non è vero amore. Ma questo è solo il pensiero di una giovane donna di 21 anni, alle prese con le prime esperienze.
“Nella coppia consolidata, ci sono reciprocità di intenti, apertura al dialogo profondo, empatia la mille per cento”, “amare è darsi all’altro, confrontarsi anche sulle cose spiacevoli, avvicinarsi nei momenti difficili”: sottoscrivo in pieno!
Comprendere e accettare i difetti reciproci, sorriderci sopra, e dialogare, sempre…
Condivido l’articolo, direi che coglie “quasi al centro”.
Trovo giusto a mia volta, come viene fatto in quest’articolo, distinguere fra Amore e tattica, l’Uno escludendo l’altra… Un saluto a tutti,
Giulio
Concordo con tutti, grazie. Un saluto!