PETRA, SIMBOLO DI… PIETRA DEL PRODIGIO UMANO

di Nicola Pucci

Petra, ovvero l’immobilità silenziosa della… pietra come simbolo della prodigiosa capacità umana quando c’è da costruire. Ci spostiamo oggi in Medio Oriente, Giordania, a metà cammino tra il Golfo di Aqaba e il Mar Morto. Tra questi speroni rocciosi, infuocati dal sole arabo, avari di vegetazione, ricchi di corsi d’acqua piovana – i wadi –, genialmente canalizzati dai Nabatei per i propri rifornimenti idrici, sorge uno scenario da mozzare il fiato.

Il Siq – http://www.select.jo

E’ Patrimonio Unesco , Petra, ormai dal lontano 1985. Non solo, dal 2007 appartiene al ristretto novero delle sette meraviglie del mondo moderno. E ne ha ben donde. Immaginiamo lo stupore che deve aver colto chi vi mise piede per primo dopo secoli di abbandono, l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, quando nel 1812 giunse, vestito come un umile beduino, attraverso una delle vie d’accesso, la stretta gola del Siq. Agli occhi accecati e polverosi dell’uomo apparve qualcosa di assolutamente inatteso nella sua abbagliante maestosità: un monumentale tempio greco scavato nella roccia, El Khasneh.

Fu difficoltoso per Burckhardt, così come per chi negli anni successivi azzardò analoga spedizione, riuscire a ricostruire le origini di un luogo e di una civiltà, testimone per conto della storia di un passato glorioso.

E’ accertato che Petra conobbe l’apice del suo splendore in epoca nabatea, dal VI secolo a.C. in poi, quando la città si sviluppò per l’intensificarsi dei commerci – soprattutto perle, incenso, spezie e seta – e delle carovane che si spingevano dal Sud Arabia verso il Mar Mediterraneo e collegavano l’Egitto con la Siria. Nel corso dei secoli Macedoni, Seleucidi e Tolomei provarono ad insidiare la città ma furono respinti; nel 106 d.C. i Romani, alla morte del re Rabel II, sotto l’impero di Traiano, operarono invece l’annessione della zona con Cornelio Palma. Il periodo romano fu relativamente prosperoso ma è in epoca bizantina e nel corso del Medioevo che Petra subì un rapido declino per poi venir quasi del tutto abbandonata.

La Strada colonnata – http://it.wikipedia.org

Oggi delle antiche vestigia di una città partorita tra le rocce sono rimasti edifici sorprendenti per la loro forza monumentale. Petra si compone di un numero eccezionale di strutture ben conservate, e già oltre l’ingresso a cui si accede al sito ecco le Case dello Spirito e soprattutto la Tomba dell’Obelisco, complessi funerari che accendono l’interesse del turista. Poco oltre si apre, anzi si restringe, un passaggio largo in alcuni tratti poco meno di 2 metri, il Siq. L’emozione nel percorrere questa sorta di budello tortuoso strappato alla montagna si avverte fin da subito; lungo il sentiero di oltre 1 chilometro si ha la sensazione, tra pareti alte quasi 200 metri, che la pietra possa da un momento all’altro avvolgerti in un abbraccio definitivo per inghiottirti tra le viscere della terra. Sono passati anni, quasi 20, da quando giunsi in questi luoghi che profumano di storia antica ma porto ancora ben impresso nella memoria il ricordo delle tracce erosive che acqua e vento hanno prodotto in questa gola incombente.

El Khasneh (Il Tesoro) – http://it.wikipedia.org

El Khasneh, il Tesoro, dunque, il tempio greco che la leggenda racconta conservi – non si sa bene dove – un faraonico tesoro dal quale ne deriva il nome. E qui le fotografie si sprecano, trattandosi in verità del monumento più famoso di Petra: uscendo dal Siq, sfoggia maestosità e simmetria nei tratti eleganti del suo disegno esterno. E non può non travolgere i nostri sensi.

Aggirandoci nella calura del giorno sono tante le bellezze da ammirare e che Petra può illustrare agli occhi del mondo. Il Teatro, costruito dai Nabatei più di 2000 anni fa, ampliato dai Romani e che compete in suggestione con quello greco di Siracusa – giudizio personale, concedetemi -; il complesso delle Tombe Reali, tra cui quella di Seta è meravigliosa per la sfumata colorazione rosa, gialla e bianca della facciata; la Strada Colonnata, disseminata di colonne di arenaria di raro pregio, e il Tempio Grande; il Qasr al-Bint, straordinario centro di culto religioso per i Nabatei.

Chiudo con il Monastero, al-Deir, sontuoso palazzo probabilmente costruito come sepolcro del re Obodas I per poi venir utilizzato dai Cristiani, lo dice il nome stesso, come monastero, coronato da un’urna dell’altezza di 9 metri.

C’è chi sospetta che la storia dell’umanità sia scritta sulle pietre: se venite a Petra, avreste qualcosa da obiettare? Non credo proprio.

One Response

  1. Giovanni Agnoloni 30/12/2012

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