di Ferdinando Cocciolo
Scosso dal tremito legato alle confessioni di Lance Armstrong, il popolo degli appassionati di ciclismo rivolge il suo interesse a quello che faranno i corridori in una stagione che, ad alti livelli, sta per iniziare in Australia e in Argentina.
Sicuramente, ci si aspetta moltissimo da quella che è considerata la migliore squadra italiana World Tour, la Cannondale Pro Cycling, praticamente l’ex Liquigas Cannondale nella quale, tra gli altri, sino alla scorsa stagione, hanno gareggiato Vincenzo Nibali ed Ivan Basso, ora separati da due diverse avventure. Liquigas Cannondale, dunque la più forte squadra italiana e una delle migliori al mondo nel 2012, che tuttavia ha chiuso i battenti, nonostante risultati straordinari, difficili da ottenere nel ciclismo moderno.
Ma è solo un problema di sponsorizzazione. Infatti, lo sponsor Liquigas aveva abbandonato il progetto che ha portato in questi ultimi anni tante vittorie di qualità, quantità e prestigio, prime fra tutte quelle nei due Giri d’Italia vinti da Danilo Di Luca e Ivan Basso. Tuttavia, proprio grazie all’ultima straordinaria annata che ha visto tra l’altro gli exploit di Moreno Moser e Peter Sagan, la Cannondale ha deciso di diventare lo sponsor principale, con obiettivi ambiziosi e strategici.
Come detto, non c’è più Vincenzo Nibali (approdato all’Astana) ed allora si riparte dai giovani, in particolare da Sagan, Moser e Viviani, e naturalmente da Ivan Basso, il “corridore simbolo” che, nonostante la grandissima delusione del Giro 2012, è pronto a rimettersi in gioco, consapevole di poter essere ancora vincente soprattutto nelle grandi gare a tappe.
Ivan è un professionista serio, un personaggio molto orgoglioso. A 35 anni è ancora convinto di poter vincere la Corsa Rosa e dunque la sua stagione sarà incentrata in primo luogo su di un obiettivo che, nel 2012, è sfumato nelle ultime tappe, proprio quelle che sembravano più congeniali al varesino.
Basso, come ha più volte dichiarato anche alla stampa nei giorni scorsi, non riesce ancora a capacitarsi di come sia sfuggito il massimo risultato sulle strade italiane, ma è convinto di non ripetere più determinati errori, anche di natura tattica, e di dare battaglia al cospetto di campioni come Wiggins, Nibali e Sanchez. Ad aiutarlo in salita ci saranno due giovani come Damiano Caruso, che dunque rappresenta la prima alternativa al due volte vincitore del Giro, e Josè Sarmiento. L’italiano e il colombiano sono attesi quest’anno al definitivo salto di qualità .
Ivan Basso avrà diverse motivazioni, derivanti anche dalla recente decisione dei vertici federali che in sostanza riammette in Nazionale chi ha già scontato una squalifica per doping. Quindi, il Mondiale sarà un altro importante obiettivo e per questo, molto probabilmente, Ivan disputerà anche la Vuelta, puntando al successo finale.
C’è molta attesa e curiosità per un ciclista che è esploso nella scorsa stagione, ha già “offerto grossi numeri” ed è onorato di portare un cognome famoso. Parliamo naturalmente di Moreno Moser, già vincitore del Giro di Polonia, del Trofeo Lagueglia e del Gp di Francoforte. Moreno è un passista di valore che tuttavia ha ampiamente dimostrato di saper andare forte su ogni terreno, cronometro comprese.
Il trentino ha una grande responsabilità, quella di non far rimpiangere Vincenzo Nibali nelle brevi corse a tappe come ad esempio la Tirreno- Adriatico, senza dimenticare le classiche delle Ardenne, dove, nonostante la giovane età, potrebbe già lasciare il segno. Ma il “sogno” è la Milano-Sanremo ed è stata praticamente ufficializzata da Amadio e Zanatta la sua partecipazione al Tour de France.
L’altra giovane stella della Cannondale è lo slovacco Peter Sagan, salito alla ribalta nella stagione scorsa grazie alle sue immense doti nelle gare di un giorno. Peter è un corridore completo, può vincere tranquillamente una volata di gruppo, ma anche fare il vuoto nei brevi strappi in salita.
Praticamente, non si conoscono ancora i limiti di questo fenomeno, ma la netta impressione è che possa ancora migliorare e quindi ottenere successi in tutti i terreni, anche nella classifica delle brevi corse a tappe. Ma Sagan, quest’anno, sarà soprattutto l’uomo di punta della Cannondale nella Sanremo e nelle classiche del nord.
L’organico 2013 della Cannondale è composto da 27 corridori, tra cui anche il forte velocista Elia Viviani, Fabio Sabatini e Daniele Ratto.
L’altra squadra italiana World Tour, alla ricerca di rivincite in questo 2013, è la Lampre Merida del team manager Giuseppe Saronni, che nel 2012 non ha ottenuto risultati importanti nelle classiche e nelle grandi gare a tappe. Per ripartire con rinnovate aspettative, il management ha ampiamente rinnovato la rosa, ingaggiando dodici nuovi corridori e lasciandone partire tredici. Per quanto riguarda i nuovi arrivati, il nome più altisonante è certamente quello di Filippo Pozzato: il vicentino, dopo l’infortunio in Qatar, ha recuperato a tempo di record cogliendo ottimi piazzamenti in primavera, sfiorando il successo al Giro delle Fiandre. Il campione di Sandrigo metterà in obiettivo ancora una volta le classiche di inizio anno nelle quali, nel 2012, si è ben disimpegnato arrivando vicino alla vittoria ad Oudenaarde (opinione personale: alla Ronde ne aveva di più di Boonen). Per provare l’acuto al Nord, tuttavia, la sua squadra è di gran lunga inferiore allo squadrone Omega Pharma; capiterà a Pippo di trovarsi solo contro Boonen e almeno altri due atleti di Lefévre.
Il vicentino, dopo la nota vicenda della mini-squalifica e i diversi infortuni patiti l’anno passato, è molto motivato e determinato ed è convinto di lasciare il segno in una grande classica, tra Roubaix, Fiandre e Sanremo.
Ha fatto il suo stesso percorso, lasciando la Farnese, anche Elia Favilli, una delle novità più liete dei giovani 2012; il livornese, pur non vincendo, ha lasciato un’ottima impressione dimostrandosi abile in prove differenti tra loro come la Ronde, l’Amstel e le Strade Bianche.
Dall’Androni di Gianni Savio provengono ben tre nuovi elementi, vale a dire Roberto Ferrari, José Serpa e Miguel Ubeto: l’italiano si è imposto d’autorità al Giro nella tappa di Montecatini e pare pronto a misurarsi costantemente con le ruote veloci del gruppo. I due venezuelani esordiscono nel World Tour rispettivamente a 33 (Serpa) e 36 (Ubeto) anni ma, se il primo potrà rendersi utile come gregario su molti terreni, il secondo è stato ingaggiato soprattutto per i tanti punti che porta in dote.
Dal Team Idea arrivano due giovani italiani di belle speranze che si sono fatti conoscere lungo tutto il calendario italiano: Andrea Palini è riuscito a vincere una tappa alla Coppi & Bartali ed ha chiuso la stagione con una lunga serie di piazzamenti tra i primi 10, mettendo i mostra un discreto spunto veloce. A nostro avviso si tratta di un elemento su cui il ciclismo italiano potrà appoggiarsi in un futuro prossimo; le speranze per la stagione 2013 sono legate ad un suo debutto nelle classiche e, probabilmente, alla partecipazione al primo grande giro. Luca Dodi invece è piaciuto soprattutto nella stagione estiva dove è riuscito a farsi vedere in più occasioni. Un altro reduce da un ottimo 2012 è Maxi Richeze che ha alzato le braccia in ben dodici occasioni, seppur in gare di categoria 2; tuttavia, nelle occasioni in cui ha gareggiato in corse blasonate, si è ottimamente difeso, come testimoniano il 3° posto alla Coppa Bernocchi e il 5° al Gp Costa degli Etruschi. Vedremo ancora nel 2013 sia Mattia Cattaneo che Luca Wackermann, ottimi giovani che daranno soddisfazioni, se ben supportati. Chiudono l’importante campagna di rafforzamento i due giovani dell’ex Jugoslavia, il croato Kristian Durasek dall’Adria Mobil e lo sloveno Jan Polanc dalla Radenskwa, che farà parte della rosa da agosto prossimo.
Daniele Pietropolli punterà a far bene nelle brevi corse a tappe e sarà al servizio dei capitani nei grandi giri; Matthew Llyod ha vissuto un 2012 anonimo, per cui le sue possibilità sono legate alle singole tappe neii grandi giri; José Serpa, da buon tuttofare, cercherà di farsi vedere in azioni in appoggio ai vari capitani provando, fin quanto possibile, di ottenere buoni piazzamenti personali.
Diego Ulissi avrà un ruolo molto importante nel 2013 partendo quantomeno alla pari degli altri nelle classiche ardennesi. Il suo 2013 vedrà come obiettivo primario la partecipazione ai mondiali casalinghi in Toscana dove il percorso particolarmente adatto potrà farlo diventare un outsider per la conquista dell’iride.
Per quanto riguarda le grandi corse a tappe, occhi puntati su Michele Scarponi, che vuole riscattare la grossa delusione del Giro d’Italia. Ha avuto un 2012 deludente contraddistinto dal 4° posto al Giro in cui non ha mai dimostrato di essere superiore ai suoi avversari; al Tour, a parte la buona prova a Bellegarde, la sua partecipazione è passata quasi innosservata. Il suo 2013 dipenderà dall’eventuale squalifica a seguito del procedimento avviato per le cattive frequentazioni; in caso di risoluzione a lui positiva è altamente probabile la sua partecipazione al Giro.
Infine Damiano Cunego, che continua sempre nell’amletico dubbio: essere o non essere corridore da Grandi Giri? Al Giro il suo ruolo di co-capitano è sembrato stargli stretto mentre la seconda parte di stagione è da dimenticare. Il Mondiale 2013 potrebbe essere l’ultima possibilità in maglia azzurra per il cerrese e, anche per questa ragione, la sua stagione dovrebbe concentrarsi sulle classiche e sul Tour de France.




VI segnalo che Andrea Palini è già andato a segno vincendo la seconda tappa di una corsa di categoria 2.1, la Tropicale Amissa Bongo …