NEVROSI: SINTOMI E CAUSE

di Simone Provenzano

Tutti sappiamo che la nevrosi è un disturbo. La prima volta che questa parola venne pronunciata con il significato attuale, uscì dalla bocca di un certo William Cullen, era il 1769. Cercava un termine che esprimesse un disturbo psichico non riferibile a fattori organici di nessuna sorta.

William Cullen - wikipedia.org

William Cullen – wikipedia.org

Sono passati più di un paio di secoli e molti personaggi hanno adottato il termine nevrosi attribuendogli sempre nuove interessanti caratteristiche. Sarebbe davvero noioso ricordarli tutti, e probabilmente non ne sarei neanche capace. Conviene nominare Freud, che fu colui che rese conosciuto al grande pubblico il termine.

In sostanza per la maggior parte delle scuole ad orientamento psicodinamico, la nevrosi rappresenta un conflitto inconscio tra un desiderio, una pulsione, un istinto ed un meccanismo di difesa dell’io.

È un po’ come se avvenisse uno scontro tra il modo in cui siamo fatti più profondamente dentro e come vorremmo rappresentarci fuori. Detto così sembra davvero banale, ma è tutt’altro.

In termini un poco più psicologici potremmo immaginare la nevrosi come uno scontro psichico, una sorta di contrasto irrisolto  che nasce dalla contrapposizione, l’inadeguatezza e l’incompatibilità tra alcuni bisogni legati all’istinto e alcune tendenze ed esigenze etico e sociali.

Insomma, siamo tutti inevitabilmente nevrotici.

Nessuno si può sottrarre alle regole della società umana, quindi nessuno si può sottrarre allo scontro tra i propri istinti e bisogni e quelli che la società definisce giusti. Siamo fottuti.

Ci siamo creati una società che non ci permette di esprimere pienamente e con soddisfazione la nostra natura. E il corpo si ribella, e la mente lo segue.

Ed ecco arrivare ansia ed insoddisfazione, fobie, paranoia, ossessioni e compulsioni, attacchi di panico e tutto il circo dei sintomi nevrotici.

dreamingoutloud.ilcannocchiale.it

“Ho dentro me che cosa non so
un vuoto che non capirò
Lontano da quel mondo che ho,
c’è un sogno che
spiegarmi non so!”

Piccola estrapolazione dal film Nightmare Before Christmas, che rende l’idea.

Niente che ci privi del contatto con la realtà per fortuna, o niente che ci impedisca di adattarci alla vita sociale.

Ma qui arriva il paradosso! Esser nevrotici significa essere sani.

La nevrosi è un tentativo del nostro essere di superare un ostacolo. Dobbiamo ammettere che è un tentativo andato male. Ma non abbiamo sbagliato obiettivo ma solo lo strumento o il modo in cui lo abbiamo usato.

Essere nevrotici significa cercare una soluzione soddisfacente che fino ad oggi non abbiamo saputo trovare.

Il problema non è non aver trovato ciò che si cercava, ma piuttosto smettere di cercare.

È come se sapessimo che la strada giusta è davanti a noi, proprio dritto davanti a noi, ma in mezzo alla strada che noi sentiamo essere giusta ci troviamo un brutto muro invalicabile, costruito dai mattoni delle regole sociali, dei doveri improrogabili, degli obblighi. Tutta roba che può essere giusta ma che ci obbliga a cambiare strada. E spesso questa nuova strada obbligatoria non ci soddisfa molto. Il nostro io può mentire a se stesso raccontandosi che è la strada giusta, ma tutto il resto che abbiamo dentro urla di rabbia. E così nasce lo scontro. La nevrosi.

Ma non siamo condannati.

Certo, potremmo pensare di cambiare la realtà sociale. Direi che è difficile, ma non impossibile. Ma è un obiettivo decisamente a lungo termine. Un lavoro che potremmo iniziare noi e che i figli dei nostri figli potrebbero portare a compimento.

Come sempre oltre alla via esteriore c’è quella interiore.

Non cristallizziamoci nelle nostre nevrosi. Se le cose sono andate male in passato non significa che andranno male anche in futuro.

Investite su voi stessi. Smascherate le vostre nevrosi.

Tentate nuove soluzioni. Ne abbiamo tante.

Possiamo essere felici e soddisfatti.

Possiamo.

E francamente ce lo meritiamo!

P.S.

vi lascio con una riga scritta da J. Campbell, uno storico statunitense molto simpatico:

“se vuoi procedere nel cammino, devi disfarti di tutte le idee fisse.”

[amazon_link asins=’8860222230,B01DTO6P66′ template=’ProductCarousel’ store=’postp-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d6fd4296-16ba-11e8-9a4f-ab99030b2e2f’]

5 Comments

  1. Andrea Di Carlo 13/03/2013
    • S. P. 13/03/2013
  2. Andrea Di Carlo 14/03/2013
  3. Emanuela 10/11/2017
    • Simone 10/11/2017

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.