di Luigia Sorrentino
da Poesia
“Prosa di seconda categoria”: con questa motivazione fu negato il Premio Nobel per la Letteratura allo scrittore britannico John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973), i cui libri “Il Signore degli Anelli” (The Lord of the Rings) e “Lo Hobbit” sono considerati da tempo capolavori del genere fantasy, venduti in decine di milioni di copie e portati al cinema con una trilogia kolossal dal regista neozelandese Peter Jackson.
Documenti inediti, recentemente declassificati dall’Accademia Svedese, rivelano il parere dei membri del comitato Nobel per l’anno 1961 quando decisero di ignorare grandi scrittori come Lawrence Durrell, Robert Frost, Edward Morgan Forster, Graham Greene, Alberto Moravia e Tolkien stesso, ritenendoli non meritevoli del prestigioso riconoscimento, per premiare infine lo scrittore jugoslavo Ivo Andric.
La discussione interna all’Accademia di Svezia è stata ora rivelata da un ampio articolo del quotidiano svedese “Sydsvenska Dagbladet“, firmato dal giornalista Andreas Ekström, il quale ha potuto visionare alla Biblioteca Nobel di Stoccolma i documenti non più classificati dell’anno 1961 (il segreto sui verbali cade dopo mezzo secolo). Andric fu scelto per il Nobel, si legge in uno dei verbali, per “la forza epica con la quale traccia e rappresenta i problemi e i destini umani della storia del suo paese”.
La candidatura di Tolkien fu segnalata ai giurati del Nobel dall’amico e scrittore C.S. Lewis, l’autore delle “Cronache di Narnia”, che faceva parte con lo stesso Tolkien del circolo degli Inklings di Oxford. Il giurato svedese Anders Osterling, figura eminente dell’Accademia Svedese, a lungo suo segretario permanente, bocciò senz’appello il nome di Tolkien, per il quale la scrittura dei suoi libri “non era affatto di alta qualità”. Anders affermò che lo stile del “Signore degli Anelli”, che era stato pubblicato in Gran Bretagna nel 1954, “non era in alcun modo all’altezza della narrazione della storia”.
Dai verbali desecretati del 1961, si apprende che Lawrence Durrell, autore di “The Alexandria Quartet”, fu bocciato dai giurati del Nobel perche’ sospettato di “cattivo gusto”. Graham Greene, autore del bestseller “Il terzo uomo”, venne scartato “a causa della sua preoccupazione monomaniacale per le complicazioni erotiche”. Lo scrittore Alberto Moravia, che da anni era in lizza per il premio svedese grazie al successo internazionale del suo romanzo “Gli indifferenti”, non fu preso in considerazione nel 1961 perché le sue opere soffrivano “di una forma di monotonia generale”.
Il poeta americano Robert Frost, che allora aveva 86 anni, era fuori gioco per l’età avanzata, giudicata dall’Accademia Svedese “un ostacolo fondamentale” all’assegnazione del Nobel. Il romanziere inglese E. M. Foster, autore di “Camera con vista” e “Casa Howard”, fu definito dal giurato Osterling “l’ombra di se stesso”.
La ricerca d’archivio del giornalista Andreas Ekström ha accertato che in seconda posizione, dietro al vincitore Ivo Andric, nelle deliberazioni dell’Accademia Svedese si piazzò Graham Greene e al terzo posto la scrittrice danese Karen Blixen, l’autrice di “La mia Africa”.
Sydsvenska Dagbladet




Non mi avventuro nel prendere posizione su quella che fu la scelta della giuria di allora ma a me Ivo Andric non dispiace assolutamente anche se i “Racconti di Sarajevo” non inducono all’ottimismo così come “Il Ponte sulla Drina” …non credo che lo scrittore yugoslavo abbia usurpato il titolo, semmai è discutibile la motivazione che vietò a Tolkien il premio Nobel…
Anch’io sono semplicemente stupito (anzi, meglio sarebbe dire: “allibito”) dalle motivazioni dell’Accademia di Svezia relative a Tolkien. Ivo Andric lo devo ancora scoprire, cosa che farò con enorme piacere; ma non ho pregiudizialmente motivo di pensare che abbia demeritato, anzi.
tralasciando che la ‘foto qui accanto’ di tolkien è l’ anello, mah, quando una persona è famosa si tende a stupirsi troppo facilmente di premi non assegnati, ma notorietà nn è sempre sinonimo di qualità. anche se conosco poco di tutti i personaggi nominati, da quel che mi è capitato di leggere dell’ SdA in originale il suo stile mi è parso molto più normale di quanto si può immaginare leggendo la traduzione italiana, perciò, considerando il genere e il tono a cui ambiva, il giudizio degli svedesi mi sembra in realtà molto preciso
Ecco, adesso quell’errore – un’evidente svista, perché abbiamo cambiato la foto rispetto all’articolo fonte – è eliminato, e tutto di nuovo “normale”, come lo stile di Tolkien.
Vero è, comunque, che anche secondo me la traduzione italiana supera addirittura l’inglese originale.