Cosa ci regalerà la Milano Sanremo 2013, la celebre corsa arrivata alla 104ª edizione? Una volata di gruppo o un colpo di mano di qualche temerario? Riuscirà Nibali stavolta a fare selezione sul Poggio, un tempo punto chiave della Classicissima di Primavera e ora semplice strappetto che i corridori affrontano a velocità da motorino? Oppure vedremo un ennesimo arrivo allo sprint? O ci sarà qualche temerario che, memore dell’impresa di Chiappucci, tenterà la fuga da lontano, magari attaccando sulla Cipressa?
Questi gli interrogativi che precedono la prima classica monumento della stagione, che quest’anno verrà corsa di Domenica, per motivi di maggior sicurezza (creando meno problemi al traffico) ma soprattutto per un maggiore ritorno televisivo, come se gli appassionati di ciclismo non rimanessero ugualmente incollati al televisore a seguire una delle gare più importanti e più blasonate del calendario. I favoriti come al solito sono numerosi e indicare un nome vincente è un po’ come centrare un biglietto della lotteria. Cominciamo da quello che è il più promettente giovane del plotone, quel Peter Sagan che in pochi anni di professionismo ha fatto indigestione di vittorie, conquistando tappe al Giro di Svizzera e al Tour e che in questa stagione ha già alzato cinque volte le braccia al cielo, ma al quale manca la vittoria di prestigio, quella che consacra il campione. Più che Sagan, che è un cavallo di razza, ma non ha ancora l’intelligenza tattica del veterano, punterei sul suo compagno di squadra Moreno Moser, che ha vinto la “Strade Bianche” superando proprio lo slovacco. Un altro nome che sicuramente lascerà il segno è Vincenzo Nibali, che come l’anno scorso, arriva fresco di vittoria nella “Tirreno Adriatico”, dove ha regolato gente del calibro di Froome, Contador, Rodriguez. Sul Poggio nelle ultime edizioni il siciliano ha fatto fuoco e fiamme, ma anche a lui manca la capacità di attaccare al momento buono, e finisce sempre per essere raggiunto e battuto. Questi i nomi di coloro che proveranno a infiammare la corsa sul Poggio o anche prima, ma come successo spesso nelle passate edizioni, è probabile che la corsa si risolva allo sprint, e allora i nomi da tenere in considerazione sono altri. Cominciamo da coloro che in quest’inizio di stagione hanno brillato come Greipel (3 vittorie al Tour Down Under), Goss e Cavendish, mattatore al Tour dell’Oman. I bookmakers danno per favoritissimo Sagan, e forse potrebbe essere per lui il momento della definitiva consacrazione, un altro dei papabili è Matthew Goss, già trionfatore sul lungomare di Sanremo, ma sinceramente tra i due le stimmate del campione le ha lo slovacco, il pistard australiano sembra più uno dei tanti carneadi che con la Milano Sanremo hanno indovinato la gara della propria vita.
Se dovessi scommettere su chi accenderà la miccia sul Poggio, direi ad occhi chiusi Nibali o Sagan, se dovessi dire chi vincerà sul lungomare di Sanremo invece punterei su Moreno Moser, uno che ha dimostrato di non essere solo un figlio d’arte. Interessante sarà vedere quali saranno le gerarchie tra lui e Sagan, e se i due andranno d’accordo o si punzecchieranno a vicenda, dando magari il via a qualche attacco a sorpresa. Vedremo chi la spunterà in una gara che va seguita fino alla fine, perché proprio nei chilometri finali si decide il destino della corsa, con la speranza che il Poggio torni ad essere il punto decisivo della corsa, e non una salitella ininfluente come un cavalcavia.




scelta discutibile, quella di far disputare la Sanremo la domenica pomeriggio … ci sono le partite di calcio e io, domani, non rinuncio certo a Fiorentina-Genoa per sciropparmi una corsa che, come ormai da anni, si deciderà in cinque/sei minuti, cioè dal Poggio in avanti …
Io sinceramente avevo puntato su Sagan, che oggi mi sembra il più forte al mondo nelle corse di un giorno. Sbagliando, non avrei nemmeno escluso Tom Boonen, che l’anno scorso ha fatto incetta di classiche del nord e un trionfo alla Milano-Sanremo che gli manca sarebbe un ulteriore tassello di una carriera straordinaria. Per quanto, rimanendo in terriotorio italico, vedo ben più adatto al ciclista belga il Giro di Lombardia.
Su Nibali credo che il mio pensiero lo conosciate già: un ottimo ciclista, in grado di piazzarsi regolarmente tra i primi dieci di un grande giro, ma non un fenomeno. Vincerà la Tirreno-Adriatico o la Vuelta in assenza di avversari credibili e contando su Kreuziger come gregario, ma quando il gioco si fa duro viene divelto. Temo per lui che non vincerà mai una grande classica in carriera, l’occasione giusta ce l’ha avuta alla Liegi-Bastogne-Liegi dov’è stato sconfitto da uno straordinario Iglinky, alla vittoria più importante della carriera.
Ancora due parole su Sagan. Al momento sta scontando il destino assurdo e prosternante del re senza corona: è palesemente il più forte in questo tipo di corse, eppure non ne ha vinto nemmeno una. Secondo alla Milano-Sanremo, secondo alla Gent-Wavelgam, quinto al Giro delle Fiandre, terzo all’Amstel Gold Race. Credo che prima o poi vincerà una classica, ma se le cose continuano così alla lunga potrebbero pesare sulla sua autostima.
Dalla sua ha l’età.