di Nicola Pucci
Aspettando le grandi classiche di gennaio, Wengen e Kitzbuhel tanto per capirsi, è l’ora di tracciare un rendiconto della prima parte di stagione che ha regalato conferme, sorprese e, soprattutto in casa Italia, più ombre che luci.
MASCHILE. Se leggiamo tra le righe della classifica generale così come è andata configurandosi, appare evidente il grande equilibrio che regna tra i pretendenti alla sfera di cristallo. Al momento comanda il nuovo che avanza, cioè il talentino Marcel Hirscher, 23 anni ancora da compiere, che pare avviato a raccogliere l’eredità dei grandi d’Austria, in primis il vecchio Benni Raich ormai agli sgoccioli di una carriera da superstar. Il rampante sciatore ha incassato ben cinque successi nell’arco di poco più di un mese – i due giganti di Beaver Creek e Adelboden e gli slalom di Alta Badia, Zagabria e Adelboden -, domina tra le discipline tecniche e attende di cimentarsi anche in discesa e super-G per puntare definitivamente ad imporsi a marzo. Lo tallona a distanza di sicurezza il croato Ivica Kostelic, campione in carica, un drago tra i pali stretti ma che difficilmente riuscirà a bissare l’inattesa conquista dello scorso anno; terzo incomodo si candida l’esperto norvegese Aksel Lund Svindal che sogna il tris di coppe dopo i trionfi del 2007 e del 2009 e si affida alla regolarità di rendimento che lo vede spesso comparire a ridosso dei primi in tutte le discipline. Tra gli altri l’americano Ted Ligety, da alcune stagioni padrone assoluto del gigante e che a 28 anni ha raggiunto la piena maturità dei propri, indiscutibili mezzi tecnico-atletici, appare in buona forma, Bode Miller ha piazzato qualche bel colpo come la vittoria in discesa a Beaver Creek ma non è più quello di un tempo, Cuche ha quasi 38 primavere e punta ai traguardi parziali più che alla classifica generale. Potrebbero dire la loro lo svizzero Beat Feuz, piacevole sorpresa, e il francese Alexis Pinturault, classe 91 addirittura, ma l’anagrafe gioca a favore dei due giovani virgulti e probabilmente saranno pronti a dare l’assalto alla Coppa del Mondo in un prossimo futuro più che nella stagione in corso.
FEMMINILE. Due regine incontrastate, la bambolona bionda Lindsey Vonn, fresca di separazione dal marito, e la possente valchiria Marlies Schild, futura sposa Raich. L’americana non ha rivali in discesa e supergigante, ha vinto anche in gigante e sembra improbabile che possa lasciare per strada quello che sarebbe il quarto successo nella generale di Coppa del Mondo. Non ancora ventottenne, si avvia a diventare la donna più titolata della storia dello sci alpino, ha all’attivo 46 vittorie e punta decisa al primato di Annemarie Moser-Proll, che a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 arrivò a quota 62. L’austriaca difficilmente porterà a casa il trofeo più ambito ma in slalom ha fatto filotto, cinque successi su cinque con disarmante facilità, ed è giunta ad un passo dall’eguagliare il record di Vreni Schneider, la più grande slalomista di sempre: 32 contro 34, siamo a meno due. Le altre concorrenti scendono a valle a distanza siderale, due pin-up come Tina Maze e Julia Mancuso si fanno apprezzare per la loro avvenenza e di tanto in tanto ottengono vittorie di consolazione, ma ben poco possono per arginare lo strapotere delle due capoclassifica. Ci si attendeva molto di più da Maria Riesch, distratta dal matrimonio col signor Hofl, che non sta ripetendo l’annata 2011; le austriache Goergl e Fenninger vanno a sprazzi, Zettel e Kirchgasser non esplodono compiutamente, tra le emergenti Viktoria Rebensburg è ormai una bella realtà in gigante ma stenta nelle altre discipline, Lara Gut è forse la più dotata di talento puro, ma è anche maldestramente incostante.
CASA ITALIA. La stagione non era certo iniziata per il verso giusto, tutt’altro. La trasferta in Nordamerica aveva evidenziato le difficoltà dei nostri velocisti; Christof Innerhofer, gran protagonista ai Mondiali di Garmisch a febbraio ma vittima di un incidente in allenamento a novembre, era in ritardo di preparazione, Peter Fill e Werner Heel stentavano a ritrovare confidenza e fiducia dopo un’annata avara di soddisfazioni. Tornati in Europa, gli azzurri hanno parzialmente invertito la tendenza con Blardone a sorpresa vincitore sulla Gran Risa nel gigante dell’Alta Badia e la squadra di slalom in grande spolvero con Deville, Razzoli, Moelgg, Thaler e Gross sempre a lottare per le prime piazze. Tra le donne, bel secondo posto di Federica Brignone in gigante a Lienz, molto costante Manuela Moelgg in slalom e qualche segnale incoraggiante per il recupero a buoni livelli di Elena Fanchini in discesa. Ma la lotta per il successo nella classifica generale non ci appartiene. In attesa che il buon Dio ci mandi un altro Tomba e un’altra Compagnoni, questo è quanto passa il convento: conviene accontentarci.




Bei tempi quando c’era Tomba, la Compagnoni e quel puffo di Isolde Kostner!!!!Vi siete dimenticati di citare Denise Karbon che nonostante gli infortuni è ancora sulla breccia. Secondo me vince Hirscher tra gli uomini, è fortissimo.
Hirscher è la nuova stella di un’austria sempre fortissima.. Son lontani quei tempi purtroppo, anche se ogni tanto qualche bella prestazione gli italiani ce la forniscono. Ma manca il campionissimo
Hirscher è destinato a una straordinaria carriera: è un fenomeno ed ha solo 22 anni! Io non ho mai seguito assiduamente lo Sci, neanche quando era Rocca a regalarci qualche emozione (ai tempi di Tomba io non ero ancora nato o ero troppo piccolo, ahimé)…fino al 2007, quando ho visto ai Mondiali juniores un ometto austriaco, di nome Marcel, trionfare con stile e autorevolezza. Da allora seguo lo sci alpino come non mai: tifo Hirscher e per le nostre/i nostri azzurre/i…sperando in qualche vittoria di Deville e Gross…e magari nei ritorni in grande stile di Innerhofer e Razzoli
già…Hirscher è un fenomeno vero…ma favolosa la seconda manche di Raich ad Adelboden sabato, il vecchietto non molla, come Blardone del resto che sulle piste impegnative è tornato in grande spolvero…bravi i ragazzi dello slalom, Gross è un bel manzo (tipo Tomba dei vecchi tempi), Deville ha forse pagato lo scotto di essere in testa dopo la prima manche…Razzoli e Innerhofer sono in crisi, le donne sono sempre nelle retrovie…speriamo in Federica Brignone
OTTIMO ARTICOLO OGNI TANTO TUFFARSI IN UNA PISTA BIANCA DI RICORDI FA SEMPRE PIACERE……PAGNO E POCHO 84