SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI IN ITALIA: CENNI E RIFLESSIONI

di Claudia Boddi

Domenica 18 Dicembre 2011, Papa Benedetto XVI si è recato a Rebibbia per una visita storica, all’indomani delle nuove misure predisposte dal pacchetto “svuota-carceri” che prevede, tra gli altri punti, che per 3300 condannati (esclusi coloro i quali si sono macchiati di reati gravi e di particolare allarme sociale) gli ultimi diciotto mesi di pena siano scontati ai domiciliari.

Le sbarre di un carcere. flickr

Da “Radio Vaticana”, il Guardasigilli Paola Severino parla di una felice coincidenza e indica come “segnale di grandissima importanza” il fatto che le più alte istituzioni dello Stato e quelle religiose si occupino così intensamente del tema della tutela dei diritti umani in carcere. Il Pontefice ha incontrato i detenuti ed è stato accolto con un fragoroso applauso. Nell’occasione, Ratzinger si è espresso anche circa il sovraffollamento delle case circondariali che rende ancora più amara la pena per i carcerati, lanciando un appello alle istituzioni affinché si mettano all’opera per salvaguardare la dignità della persona, migliorando strutture e servizi, magari facendo ricorso anche a soluzioni alternative.

Il livello di civiltà di un paese si vede anche da come gestisce la popolazione deviante. A questo proposito, dal rilevamento trimestrale dell’Uil Penitenziari, l’Italia ha un sovrappopolamento medio del 53,2%, con la Puglia in testa (84%). Nel 2011, a fronte di 44385 posti disponibili, gli occupanti erano 68017. Questo dato si traduce nella pratica in celle da uno nelle quali, invece, vivono quattro persone o in stanze da quindici, dove è necessario fare i turni per stare in piedi perché non c’è posto per tutti. Lo stesso istituto di ricerca ha poi analizzato il fenomeno dei tentati suicidi nel periodo che va dal 1° Gennaio al 30 Novembre 2011. 924 è il totale dei tentativi falliti, 387 le persone salvate in extremis. Guida questa classifica, Firenze Sollicciano (38), seguito da Lecce e Teramo (27). 64 sono, invece, i casi in cui l’obiettivo è stato raggiunto.

Lo scopo dell’esecuzione della pena è restituire il reo alla società, dopo che ha pagato per gli errori commessi, senza calpestarne la dignità o escluderlo dalla vita sociale. Rieducare e reinserire. Giustizia e sicurezza. Due facce della stessa medaglia, in un binomio inscindibile. Nel nostro paese, dove  il pendolo oscilla spesso e volentieri dall’una o dall’altra parte, a seconda del periodo storico o dell’orientamento della legislatura in atto – tra inasprimento delle pene nei momenti d’emergenza e provvedimenti indultivi quando a prevalere è la sicurezza sociale – è veramente difficile credere che ci potrà mai essere una qualche realistica corrispondenza in una soluzione di continuità tra i principi legislativi e i bisogni concreti evidenziati dalla popolazione. Il sovraffolamento carcerario è una piaga sociale che, in quanto tale, dovrebbe essere affrontata in maniera complessiva e non tramite provvedimenti tampone che rischiano di ottenere come unico effetto quello di svuotare gli istituti penitenziari solo temporaneamente, per poi farli riempire di nuovo qualche settimana dopo, riportando i detenuti a vivere nelle condizioni di inciviltà e disagio a cui ormai siamo tristemente abituati.

3 Comments

  1. Francesco 12/01/2012
  2. CLAUDIA 12/01/2012
  3. Simone Fabbri 12/01/2012

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