di Nicola Pucci
Imperiale, ma non come Parigi. Aristocratica, ma non come San Pietroburgo. Vanitosa, ma non come Londra. Benvenuti a Vienna, miei cari amici viandanti.
E’ il vostro scriba che vi parla e vi saluta dalle imponenti mura del Palazzo di Hofburg, che fu casa di teste coronate: tra loro Francesco Giuseppe, che da queste parti idolatrano più del Papa, e l’amata principessa Sissi. Mi affaccio in Michaelerplatz, e proverò stupore nell’ammirare l’elegante profilo della cupola che sormonta l’edificio; faccio altrettanto da Josefsplatz, e rimarrò ammaliato dalle colonne che sorreggono la struttura. La collezione di tesori che l’Hofburg può vantare ha pochi riscontri in altre regge del mondo, ergo, non mancatela.
Lo scriba ha buon occhio e in lontananza scorge la Steffl, la guglia che si libra a 137 metri di altitudine del simbolo della città, la Cattedrale di Santo Stefano. Eccomi qua, nella navata centrale che mi impressiona per quanto è solenne e per i ricchi decori delle colonne che puntano la volta. Anche qui propongo una visita imperdibile, scendete nelle catacombe e lasciatevi attirare dall’ossario che raccoglie le spoglie delle innumerevoli vittime della peste.
C’è voglia di barocco, e Vienna accontenta lo scriba conservando le mirabili fattezze della Chiesa di San Carlo Borromeo. Siamo proprio fuori dal Ring, l’anello cittadino che Francesco Giuseppe volle edificare tra il 1858 e il 1865, in pieno apogeo degli Asburgo che dominavano l’Europa. Qui si concentra la vita cittadina, ed è fulcro di fervore culturale e vivacità artistica… respiro a pieni polmoni il talento di Strauss il compositore – senza dimenticare Mozart, ovvio, sarebbe reato di lesa maestà -, di Klimt il pittore, di Freud lo psicanalista. E celebrerò la loro grandezza danzando un valzer al Teatro dell’Opera che accoglie il concerto di Capodanno più seguito; andando incontro al prodigioso “Bacio” su tela al Museo del Belvedere; curiosando tra i documenti al numero 18 di Berggasse.
Soffre le altezze il vostro scriba, è cosa nota, ma vi pare che possa negarsi un giro sulla Riesenrad, la ruota panoramica del parco del Prater, che regala scorci indimenticabili sulla città che si adagia sulle placide acque del Danubio? Sia mai, il tentativo è meritevole di un bel premio che verrà consumato presso le rinomate pasticcerie dove ancora è possibile respirare l’atmosfera dei bei tempi. Magari nei caffè del Graben, l’elegante via pedonale che cataloga Vienna tra le civette d’Europa, o forse al Demel, che vi offrirà la torta Sacher, semplicemente l’eccellenza.
Coraggio scriba, sali a bordo della linea U4 della metro e raggiungi Schönbrunn, sarà l’ultima fermata del tour viennese. Il più bel castello d’Austria, una sorta di Versailles in terra d’oltralpe, ha stile barocco e colorazione gialla per volontà dell’imperatrice Maria Teresa; può darsi che sia interessante aggirarsi per gli appartamenti che accoglievano le loro maestà nei trasferimenti estivi, più probabilmente sarà memorabile la visita al Museo delle Carrozze, tra cui il cocchio imperiale merita una citazione. Il parco rivaleggia in bellezza con la reggia di Francia e la Gloriette, il porticato neoclassico che contempla dall’alto il palazzo, pare lassù il baluardo di pietra a difesa di una gloria che appartiene al passato.
Tra poco torno, amici miei cari, promesso… ma concedetemi ancora qualche minuto tra queste strade asburgiche. Le amo.



