MILAN VS.FIORENTINA, LA CORSA ALLA CHAMPIONS LEAGUE PREMIA I ROSSONERI

di Nicola Pucci

Alla fine dei salmi il campionato 2012/2013 ha chiuso i battenti regalando emozioni fino all’ultimo anelito di vita per la corsa che valeva un posto in Champions League. Milan vs.Fiorentina, la sfida che nessuno avrebbe pronosticato ad inizio stagione, ha tenuta accesa l’attenzione di una competizione che aveva definito gli altri verdetti già prima degli ultimi 90 minuti di gioco.

Milan contro Fiorentina, la sfida per la Champions League - da spaziocalcio.it

Milan contro Fiorentina, la sfida per la Champions League – da spaziocalcio.it

Facciamo un salto indietro, settembre 2012, quando le due avversarie si presentavano ai nastri di partenza con obiettivi ben differenti per una cavalcata lunga 38, estenuanti partite. Il Milan, beffato dalla Juventus a maggio, volgeva lo sguardo al futuro con un organico ringiovanito per l’addio ai senatori Seedorf, Zambrotta, Nesta e Inzaghi e per le dipartenze di Ibrahimovic e Thiago Silva verso i denari parigini. Mister Allegri si affidava a qualche giovane di belle speranze, El Shaarawy e De Sciglio in prima battuta, per alimentare ambizioni comunque di alta classifica come è logico che fosse per il blasone e le potenzialità societarie, e ben figurare in Champions League.

In riva all’Arno c’era nebbia e incertezza, dopo due anni di una magrezza sconsolante e con un rinnovamento pressochè totale della squadra. Nuovo il timoniere, Vincenzo Montella, nuovo il direttore sportivo, Daniele Pradè, soprattutto numerosi i reclutamenti in giro per l’Italia e l’Europa nel tentativo di crare un gruppo ambizioso e competitivo. Progetto azzardoso, quello del patron Andrea Della Valle, ma che fin dalle prime giornate appare convincente. Se il Milan fatica a trovare il bandolo della matassa incassando cinque sconfitte nelle prime otto gare di stagione, i viola partono lancia in resta sfruttando il buon calendario a domicilio e sorprendendo la critica con un calcio scintillante e di assoluta valenza tecnica. Montella trova subito l’affiatamento del gruppo e giocatori come Pizarro, Borja Valero, Rodriguez, soprattutto Cuadrado, il “vecchio” Luca Toni si illustrano tra i più autorevoli e positivi. In casa rossonera Allegri stenta ad inserire Montolivo, i veterani che non ci sono più si fanno rimpiangere e il solo El Shaarawy in attacco pare disimpegnarsi all’altezza delle attese. L’11 novembre le due rivali si incrociano sul prato di San Siro ed è sinfonia Fiorentina che vince 3-1 ed in classifica allunga a +10. Che diventa +12 la settimana dopo, Fiorentina-Atalanta 4-1 e il Milan che non va oltre il 2-2 a Napoli. Sarà il margine più ampio in graduatoria, con i viola che respirano aria d’alta classifica e i milanesi che navigano non lontani dalla zona retrocessione.

L’inverno è vicino e parte da un successo di misura con la Juventus, padrona del campionato, la rincorsa del Milan alle prime tre piazze da cui si accede alla Champions League. Le due contendenti beccano entrambe un bel poker in casa della Roma ma al giro di boa, complice l’inatteso k.o. casalingo con il Pescara, la Fiorentina vede ridotto a cinque punti il vantaggio in graduatoria. E qui la storia si fa interessante. Gennaio e febbraio saranno mesi complicati per i viola che gettano al vento buone occasioni perdendo a Udine, Catania, Bologna. Il patron Berlusconi, dal canto suo, piazza il colpaccio del mercato d’inverno e in Via Turati arriva l’asso che può spostare gli equilibri: il suo nome, lo sapete tutti, è Mario Balotelli.

Il 27 gennaio il Milan passa di misura al campo dell’Atalanta e per la prima volta in stagione opera il sorpasso. Sembra la fine del sogno Champions per la squadra di Montella, ma non sarà così. La sfida a distanza è ormai aperta, dopo l’appannamento torna il sereno sotto il Cupolone con alcune prestazioni convincenti e l’emergere del talento di Ljajic. La sconfitta di Cagliari manda la Fiorentina a -6 ma è solo un passo falso in attesa dello scontro diretto e del rush finale. Allo Stadio Franchi, il 7 aprile, 31^giornata, il Milan vola sul 2-0 e sembra archiviare la pratica. I viola, pur con l’uomo in meno, trovano conforto nelle due decisioni del direttore di gara che assegna loro due calci di rigore per ristabilire l’insperata parità che lascia le distanze invariate. La nemica storica, la Juventus, batte il Milan e aiuta la Fiorentina a ridurre lo scarto a -1; la Roma passa a Firenze e riporta la differenze a +4 a favore dei rossoneri, ma poi blocca il Milan sullo 0-0 in casa e a novanta minuti dalla fine è ancora tutto in gioco.

Siena-Milan e Pescara-Fiorentina, ore 20.45, domenica 19 maggio. L’ultima fatica e l’ultima sera di passione, con l’occhio al campo e l’orecchio rivolto alle radioline in attesa, gli uni come gli altri, di buone notizie. Che infine prendono la direzione di Milano, che si conquista l’ultima fetta di Champions con un finale batticuore e relega Firenze in Europa League. E’ stata una bella sfida, onore a vincitori e vinti.

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