di Ferdinando Cocciolo
Seconda settimana di un Giro d’Italia che ogni giorno regala emozioni ed imprevisti. Il dominio di Vincenzo Nibali, il ritiro di Bradley Wiggins, la continuità di Cadel Evans. Ma anche la grande rivincita di Giovanni Visconti nella tappa del Galibier dedicata a Marco Pantani, e la spregiudicatezza di Mauro Santambrogio.
È il Giro d’Italia di Vincenzo Nibali, probabilmente anche oltre le migliori aspettative, ma anche del ciclismo italiano, alla ricerca di tante rivincite. Il Giro è l’emblema della vita, delle emozioni, delle paure, delle ansie e del cuore dei corridori, dal primo all’ultimo. Ed anche nell’ edizione 2013 non sta tradendo le attese, in una corsa spettacolare, dura e battagliata sin dal primo giorno.
Giovanni Visconti, “eterna promessa” del nostro ciclism ed alfiere della Movistar, ha vinto, prima di una nuova sosta, la tappa di montagna dedicata, a proposito di emozioni ed eroi, all’ indimenticabile Marco Pantani. La Cesana Torinese-Les Granges du Galibier ha visto per quasi tutta la corsa un tempo clemente, tranne la neve nel finale, ed ha rappresentato il suggello ad una settimana molto difficile, anche e soprattutto dal punto di vista climatico, che ha visto arrendersi due “pezzi grossi” come Bradley Wiggins e Heysejdal. Ma è stata soprattutto la “grande rivincita” di un ragazzo che , negli ultimi due anni, sembrava quasi perso per il ciclismo, lui che veniva spesso definito “il nuovo Argentin” del ciclismo italiano, corridore da grandi classiche che, tuttavia, non ha ancora espresso pienamente il valore che molti tifosi ed addetti ai lavori gli riconoscono. Visconti è stato autore di una fuga solitaria iniziata a metà del Telegraphe, ha resistito al ritorno del gruppo della maglia rosa nel quale “navigava” tranquillamente il leader Vincenzo Nibali, al secondo posto si è classificato ancora una volta Carlos Betancur, uno che non molla mai, di cui probabilmente si parla poco, che comunque sta lasciando qualche traccia in uno dei Giri più difficili ed imprevedibili degli ultimi anni. Parlavamo prima delle emozioni uniche che solo uno sport come il ciclismo sa suscitare, ed allora più di qualcuno si sarà emozionato ed anche commosso ascoltando le dichiarazioni post corsa di Giovanni Visconti nel corso del “Processo alla tappa” condotto da Alessandra De Stefano. Soprattutto un uomo che ha candidamente ammesso di aver attraversato il momento più difficile della sua vita e della carriera, sopportando quel “male oscuro” di nome depressione. Il trionfo in solitario è stato l’occasione per il corridore siciliano non solo della grande rivincita, ma anche della riflessione, della “ liberazione” dalle paure che rischiavano anche di far finire anzitempo la carriera di uno dei nostri corridori più completi.
Il Giro d’Italia delle emozioni e dei sogni. Ce li sta regalando soprattutto Vincenzo Nibali, sempre più pronto all’appuntamento con il destino e padrone meritevole della corsa rosa, al di là dei problemi di salute che hanno costretto al ritiro Bradley Wiggins. Ma si è capito sin dalle prime pedalate che il leader della SKY non era quello del Tour 2012. Sull’arrivo in salita del Montasio, ad esempio, non è mai stato “il vero Wiggins”, troppo timoroso, senza determinazione e senza voglia di continuare. In questa tappa, c’è stato il “cambio della guardia” in casa SKY tra il britannico e il colombiano Uran, che ha attaccato, vincendo e mettendo in grande difficoltà il proprio capitano. E sul Montasio, invece, lo squalo dello stretto” ha consolidato il ruolo di leader assoluto, dimostrando anche una padronanza sotto il profilo tattico mai vista prima.
L’attuale classifica generale vede in testa Nibali, al secondo posto Cadel Evans a un minuto e ventisei secondi, terzo Rigoberto Uran a due minuti e 46, quarto Mauro Santambrogio (la vera rivelazione di questo Giro d’ Italia), al quinto posto un Michele Scarponi che ha perso le distanze da Nibali proprio nella tappa vinta dal portacolori della Vini Fantini ed ora ha un distacco di tre minuti e 53. Al momento non si vede proprio come Vincenzo possa perdere il “suo sogno”, la grande gara a tappe che ha sempre desiderato ed anche sfiorato nel 2010, quando conquistò anche la maglia rosa e poi si mise puntualmente al servizio di Ivan Basso. È un Nibali, sostenuto da una squadra forte (Agnoli e Tiralongo encomiabili), che ha dimostrato di andar forte su tutti i terreni e sicuramente avrebbe temuto soprattutto il miglior Wiggins. Il cagnaccio Cadel Evans, al secondo posto in graduatoria, non molla, anzi è sempre più convinto di potersela ancora giocare, anche nelle prossime cronometro. Ma nella quattordicesima tappa, vinta sotto il diluvio da Mauro Santambrogio davanti alla maglia rosa, Cadel ha dato qualche segno di flessione, perdendo le ruote da Nibali. Un segnale? Potrebbe essere, certamente rimane negli appassionati e negli addetti ai lavori l’enorme stima ed ammirazione per un corridore che ha praticamente deciso all’ultimo momento di venire al Giro, avendo già annunciato da diverso tempo di puntare con forti ambizioni al prossimo Tour de France. A proposito di corridori di classe e promettenti del panorama ciclistico nazionale, come non sottolineare quanto sta facendo Santambrogio, vero e proprio leader per la classifica della Vini Fantini ed emblema quindi della verve caratteriale del “condottiero” Luca Scinto. Mauro sta disputando una stagione straordinaria, e in questo Giro, con molte tappe dure in salita, sta andando oltre le previsioni, un quarto posto che potrebbe essere anche migliorato nelle prossime tappe.
Dunque, corridori italiani “sugli scudi” e c’è anche da segnalare un primo, mezzo ruggito in gruppo, da parte di Filippo Pozzato, dopo l’ ottavo posto ottenuto nell’ultima tappa vinta dal padrone delle volate Mark Cavendish. Ma il corridore della Lampre non può accontentarsi di questo, i suoi tifosi attendono con ansia la vittoria, e chissà che la tappa di martedì prossimo con uno strappo nel finale, dopo la sosta, non regali anche a Pippo la rivincita.
Intanto, inizierà un’altra settimana di Giro, ci attendono il Gavia, lo Stelvio e le Tre Cime di Lavaredo.

Giornalista pubblicista e web writer. Da sempre lo sport è la sua prima, grande passione. Non solo calcio, ma anche tennis, golf e motori.
L’amore per la scrittura lo porta poi verso tutti gli altri territori.



