di Giacomo Parretti
Eccoci qua! Era un po’ che non vi scrivevo… a volte la vita porta impegni imprevisti. L’importante è vincere le sfide, ed esserci.
Nell’ultimo articolo, nel quale parlavo degli elettrizzanti AC/DC, ho chiuso consigliando a chi non aveva mai avuto modo di ascoltarli (folli! spero abbiate rimediato), che il luogo adatto sarebbe stato in auto, durante la marcia, su una strada libera e di periferia.
Il post mi ha dato l’ispirazione per questo articolo, ovvero parlare dei luoghi del rock, nei quali è idoneo ascoltare questo o quell’artista o quel gruppo. Ovviamente il tutto è molto soggettivo, e come di consueto mi aspetto interventi in merito da parte vostra. Quali sono i vostri luoghi del rock?
Spesso, per lavoro, mi trovo a percorrere strade toscane caratterizzate da splendidi paesaggi collinari, e non posso fare a meno di immaginarmi lì, immerso nelle colline assaporando la primavera… mi lascerei prendere dai profumi, dall’aria, dal verde, ed accompagnerei il tutto con la musica dei Rolling Stones, che sarebbero il condimento ideale per quella tarda mattinata di sole.
Verrei da un risveglio calmo, sereno e rilassato. Immaginatevi di alzarvi la mattina, aprire la finestra col caldo del sole che vi batte sul viso e di vedere questo panorama collinare. Chiudete gli occhi e che canzone parte nella radio della vostra immaginazione? Nella mia partirebbe l’intro splendido di chitarra di “Bed of Roses” dei Bon Jovi, che accompagna perfettamente il gesto delle braccia che si stirano, tipico del risveglio mattutino di tutti noi.
La giornata immaginaria comincia a prendere vita, il cervello si attiva, il fisico anche. E’ pomeriggio e nel mio immaginario non sono più in collina ma mi sono spostato verso il mare. Salgo sulla moto (elemento del tutto immaginario in quanto non la posseggo) e via verso passeggiate, assaporando salsedine e gelsomino con Mark Knopfler e i suoi Dire Straits.
Vado avanti fino a quando non vedo una terrazza panoramica sul mare, decido di fermarmi a riflettere… parlo di quelle riflessioni dovute a niente, di quei momenti dove ognuno interroga se stesso su successi, insuccessi, dubbi, perplessità, gioie, sconfitte e vittorie. Mi serve qualche artista profondo, talmente profondo che possa sembrar folle… un poeta… trovato! Anzi, trovati… mi immergo nel mio Karma prima con Jim Morrison e i suoi Doors, poi con i Radiohead.
Rientro e mi preparo per la serata, sarà una grande serata dove mi scatenerò a suon di rock. E’ una delle scene più famose dei film, la preparazione davanti allo specchio di casa con facce buffe annesse provando ogni tipo di espressione… Status Quo con “Whatever You Want” accompagnano questa mia follia preparatoria, e fanno solo da aperitivo alla follia pura che avverrà più tardi quando mi scatenerò in una serata danzante a suon di Guns n’ Roses e Led Zeppelin.
Beh… la giornata è ideale, e sarebbe ancora più bella, se accompagnati. Se trovate un o una partner che accompagnerebbe la sua giornata ideale con le stesse canzoni con la quale la accompagnereste voi, beh… si rischia sia l’anima gemella, e un anello al dito, o anche un bracciale con spunzoni e borchie, perché no, non è detto sia una pessima idea, in quel caso. Anche perché alla fine della serata, se si è in coppia… prima carnalmente gli Aerosmith con “Love in an Elevator“, poi più romanticamente di nuovo con i Bon Jovi in una delle sue ballad tipo “Thank You For Loving Me“.
Come l’articolo sulla band immaginaria dell’aldilà, anche questo è una sorta di gioco dove si descrive la giornata ideale e, se questa giornata fosse un film, la sua colonna sonora.
Non mi resta che invitarvi a scrivere la vostra versione, salutandovi e lanciando la sigla di chiusura… “I WANNA ROCK“



