IN CAPPADOCIA, TURCHIA: TRA FATE E CAMINI

di Nicola Pucci

Mi sono innamorato della Cappadocia ancor prima di giungere in questo luogo, dove perfino il tempo sembra concedersi una sosta. Nel programmare l’avventura in Turchia immaginavo la meta obbligata della capitale, Istanbul per noi europei, Bisanzio per chi porta in dote conoscenze di storia antica. Una metropoli tentacolare e caotica in cui convivono a stretto contatto di gomito due mondi di culture e tradizioni assolutamente diversi. E le aspettative sulle sponde del Bosforo non sono andate disattese, altroché. Ma…

Camini delle Fate – wallpapersweb.com

… ma portavo ben custodito nelle segrete stanze della mia mente il joker, il jolly per dirla all’italiana, ciò che la Cappadocia evocava per la mia fantasia fin da quando, qualche mese prima, una semplice guida turistica se n’era impadronita: l’idea della magia.
Mi misi dunque in marcia di sera, quando le tenebre avvolgevano in un abbraccio silenzioso il cammino che la corriera percorreva a buona andatura; l’alba mi sorprese con le sue suggestioni colorate che si specchiavano nel Lago Salato – Tuz Gölü nella lingua dei paladini di Ataturk – quando già si annunciavano i primi tornanti che portavano da Uçhisar a Göreme: Uçhisar, sembra pronunciarlo il nome stesso, è uscio, porta d’ingresso al mondo incantato che mi attendeva con la sua energia ipnotica. La Cappadocia era lì, chiamava come seppero fare solo le sirene di Ulisse, ma senza intenti malvagi; impossibile opporre resistenza. E non era certo questa la mia volontà, desideravo solo l’incondizionata resa al suo invito bisbigliato con convincente forza di seduzione.

La Valle delle Rose

Undici ore di viaggio sono necessarie per completare il tragitto che da Istanbul conduce in Cappadocia. Ed è uscendo dal piccolo borgo di Uçhisar che improvvisamente appaiono ai miei occhi i primi, stupefacenti prodigi della natura: costeggio le piccionaie scavate nella roccia, insediamenti abitativi di un tempo che fu, che mi sorprendono per il loro singolare profilo, reso ancor più stimolante dalla luce che li illumina alle prime ore del mattino. Ecco, è questo il miglior momento per la presentazione ufficiale: bianco e grigio danno al paesaggio che mi circonda una connotazione lunare che non ha eguali al mondo. Sono preda dello stupore come Alice quando fu catapultata nel paese delle meraviglie: sogno o son desto? Pochi chilometri e il pullman termina la sua corsa a Göreme. La cittadella, poco più di duemila anime, è meravigliosamente posizionata tra formazioni geologiche di origine vulcanica chiamate “camini delle fate”, infinita serie di pinnacoli in cui sono ricavate le unità ricettive che accolgono i numerosi turisti che negli ultimi tempi hanno iniziato a frequentare la zona. E’ una sensazione sconosciuta, quella di dormire in una comoda grotta rubata alla pietra. Consiglio di provare l’esperienza di ascoltare il richiamo alla preghiera del muezzin standosene seduti ad ammirare il sole che si nasconde dietro i minareti e i coni di tufo, che regalano una colorazione arancio-chiaro dagli insoliti effetti emotivi.

Chiesa rupestre – Elmalı Kilise

La Cappadocia è regione selvaggia e remota, tramanda da millenni storie di cavalieri di incerta provenienza, ma è pur sempre terra ottomana; non può quindi mancare il sollievo di un buon bagno nella più pura tradizione turca. Ma questo solo dopo aver apprezzato il patrimonio, riconosciuto dall’UNESCO, che ammanta di magia i dintorni. Zaino leggero e calzature adeguate, pronti, via ed aprite la giornata con la panoramica mozzafiato, volando in pallone aerostatico quando l’aurora è sorta da poco; tornati a terra, non perdetevi l’escursione al Museo a Cielo Aperto, camminando tra gigantesche rocce a forma di fungo e scendendo nelle chiese rupestri dipinte con mirabili affreschi di epoca remota, tra cui il primo posto spetta di diritto alla straordinaria Tokalı Kilise; terminate con la scoperta della Valle delle Rose – ondulata come un tessuto di velluto – che, come sintetizza il suo nome, assume sfumature che vi ricorderanno le ciocche della fata di Pinocchio.
Ecco, questo è quanto la Cappadocia ha da propormi. Non posso negare di aver faticato ad arrivare fin qua, ho conosciuto vicissitudini che mi sarei risparmiato volentieri e che taccio al lettore, ma ne è valsa la pena. Lo sottoscrivo e me ne assumo la responsabilità: se avrete tempo e voglia di scoprire un mondo a parte, è qui che dovete venire. Vi sentirete bimbi e la magia tornerà a visitare i vostri sogni. Tra fate e camini.

5 Comments

  1. farolfi 22/01/2012
  2. CLAUDIA 22/01/2012
  3. LOVETURKEY 22/01/2012
  4. Katia 23/01/2012
  5. Marinette 23/01/2012

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