di Ferdinando Cocciolo
Ormai la stagione del grande ciclismo, così tanto attesa – considerando tra l’altro anche il suo impatto mediatico che ne fa lo sport più seguito dopo il calcio – sta entrando nel vivo, con il debutto di alcuni dei corridori più attesi, i primi significativi confronti, i primi “verdetti” già di una certa importanza per chi ha impostato l’annata soprattutto sulla prima parte ed ha subito bisogno di vincere.
E le prime due corse a tappe della stagione, il Tour Down Under in terra australiana, e il Tour de San Luis argentino, non stanno di certo tradendo le attese: la prima è appena terminata e ha visto la vittoria del corridore di casa Simon Gerrans, mentre la seconda si avvierà proprio oggi con un cast eccezionale ai nastri di partenza.
La gara a tappe australiana, primo appuntamento del circuito mondiale UCI World Tour, ha riscosso un enorme successo anche per il posizionamento nel calendario ed ha già fornito risultati importanti e significativi per alcuni protagonisti. Basti pensare alle affermazioni di Greipel, terzo al mondiale 2011 di Copenaghen, che, al cospetto dei vari Petacchi, McEwen, Boasson Hagen e Bennati, ha dimostrato di essere attualmente il velocista più in forma ed un serio pretendente per la prossima Milano-Sanremo.
Ma sono stati soprattutto gli acuti del “redivivo” Valverde, nella penultima tappa in salita, e dell’eterno Oscarito Freire, a dare segnali in una stagione lunga, faticosa, in cui i nostri dovranno dimostrare di essere competitivi sia nelle classiche di un giorno, sia nelle grandi gare a tappe. Il primo è reduce dalla squalifica di due anni dopo il coinvolgimento nella famosa “Operation Puerto” e vuole dimostrare ai suoi detrattori e all’intero ambiente ciclistico di essere un corridore “pulito”. Personalmente, ho sempre avuto un po’ di dubbi sulla “verginità” dello spagnolo, ma ha già pagato e sarà sicuramente un osso duro per i nostri nelle classiche di primavera ed anche in prospettiva Mondiali di Valkenburg. Il secondo da questa stagione è alla Katusha (l’ex squadra di Filippo Pozzato) e sta pian piano ritrovando i giusti stimoli per dimostrare agli avversari di esserci sempre, di poter mirare ancora una volta a quella Sanremo già vinta tre volte. Passione, sacrificio, orgoglio, determinazione, sono questi gli elementi cardine presenti soprattutto in una disciplina come il ciclismo dove, è ampiamente dimostrato, l’età non conta se supportata in primo luogo da passione e sacrifici quotidiani.
Quei sacrifici, nell’allenamento e nella preparazione, che stanno evidenziando anche i protagonisti del Tour de San Luis, la più importante corsa a tappe del calendario argentino che scatta oggi. Pur non facendo parte, almeno per il momento, del circuito World Tour, è un appuntamento che di anno in anno sta acquisendo sempre più un certo prestigio legato anche ai percorsi, e presenta al via nomi altisonanti: lo spagnolo Alberto Contador della Saxo Bank, in attesa del verdetto definitivo sulla spinosa vicenda doping, che rifinirà la preparazione ed avrà anche due test in salita per misurarsi con Levi Leipheimer, statunitense dell’Omega Pharma Quick Step; il belga Tom Boonen, della stessa squadra, alla ricerca di vendette e rivincite dopo l’opaco 2011 (fallimenti dal Fiandre al mondiale, passando per la Roubaix) che, nelle tappe per velocisti, dovrà però vedersela con i nostri Viviani (Liquigas) e Andrea Guardini della Farnese–Neri.
Ma i nostri italiani più attesi, che già promettono battaglia per tutta la stagione, sia pure con obiettivi differenti, sono Vincenzo Nibali, Filippo Pozzato e Giovanni Visconti. Il primo è stato tra i protagonisti della scorsa stagione, soprattutto con il terzo posto al Giro di Contador, ma paradossalmente a quota zero alla casella vittorie. Il siciliano della Liquigas punta forte al Tour e alle classiche ardennesi ma non esclude una sua partecipazione alla corsa rosa. Pippo sta ritrovando ottime motivazioni con la nuova maglia della Farnese-Neri (squadra Professional) ed è “galvanizzato” dagli inviti ufficiali al Giro delle Fiandre e alla Gand-Wevelgem, le “sue corse”. In attesa dell’invito clou alla Parigi-Roubaix, il leader del team diretto da Luca Scinto non intende lasciare nulla di intentato pur di riprendere la “strada maestra” della vittoria ed è ben consapevole di entrare nella stagione determinante per il suo futuro. Infine, Giovanni Visconti: il campione italiano è nella stessa squadra di Valverde – la Movistar – e partirà con una certa calma in quanto i suoi obiettivi conclamati sono soprattutto la Liegi, la Sanremo e il mondiale.
Insomma, sarà una bella gara da seguire, aspettiamoci importanti acuti dagli alfieri azzurri e dalle grandi stelle del ciclismo internazionale.



Ma, Pozzato almeno una Sanremo è riuscita a vincerla. Visconti ho l’impressione che sia buono per le corse in Italia, tipo il campionato nazionale, ma appena si sposta all’estero non batte chiodo. Mi piace di più Viviani, Guardini è forte ma quest’anno è atteso alla conferma dopo il debutto positivo dell’anno scorso e non avrà vita facile.
speriamo in una stagione degli italiani ricca di soddisfazioni, soprattutto nei grandi giri