GROTTA DI PERTOSA A SALERNO: NUOVI INTERVENTI

di Mariantonietta Sorrentino

Non c’è due senza tre e così, l’impianto palafitticolo della Grotta di Pertosa (Salerno), dopo  l’esplorazione del 2005 e del 2009, ha conosciuto le cure di un nuovo intervento di ricerca.

grottepertosaCondotto tra il 4 e il 13 marzo di quest’anno, l’intervento è stato coordinato dal Dr. Felice Larocca dell’UNIBA e del CRS “Enzo dei Medici”. Una sinergia insiste alle spalle dell’azione che ha visto l’ accordo di collaborazione tra la Fondazione MIdA (ente di gestione della grotta turistica), l’Edipower (società che controlla lo sfruttamento idroelettrico del torrente sotterraneo) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.

Scoperta su due livelli alla fine del 1800, la Grotta del salernitano attrae milioni di visitatori ogni anno e nasce dal lavorìo incessante della natura, un lavorìo lungo trentacinque milioni di anni.

Il sito degli Alburni esibisce un patrimonio naturalistico, speleologico ed archeologico che ne fanno uno dei siti più importanti della penisola.

L’impianto  palafitticolo è stato fatto oggetto di tali cure nel marzo scorso da chiarire la planimetria dell’abitato protostorico, arrivando a censire quasi tutte le strutture lignee emergenti dal fondale del torrente ipogeo e riconoscendo all’insediamento una maggiore estensione.

Il rinvenimento di ulteriori reperti archeologici testimonia l’estremo interesse del giacimento; è stato portato alla luce abbondante materiale ceramico, osseo, litico e metallico, ascrivibile sia ad età protostorica che ad epoca greco-romana e medievale.

L’intervento prevede anche la messa a punto di un programma di ricerche triennali, concordato con la Soprintendenza, allo scopo di approfondire i diversi aspetti connessi al contesto archeologico sotterraneo. Chissà quanti rinvenimenti porterà ancora questo programma ambizioso votato ad un sito naturale di grande suggestione che permette di camminare per circa 3000 metri sotto l’imponente mole degli Alburni.

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