SEBASTIAN VETTEL DOMINA LA STAGIONE DI F1

Si è concluso ieri a Interlagos, con la prima affermazione stagionale di Mark Webber su Red Bull, il campionato mondiale di Formula 1. Al secondo posto il già iridato Sebastian Vettel – attardato per un misterioso problema al cambio o per dare al compagno la soddisfazione di una vittoria? – , terzo Jenson Button che ha mantenuto così la seconda piazza nella generale, proprio davanti all’australiano che in extremis ha bruciato di un punto Alonso (quarto anche in gara). Vettel taglia il traguardo finale da dominatore assoluto, togliendosi anche la soddisfazione di battere il record storico di Nigel Mansell, centrando 15 pole in un solo anno ed entrando così, a soli 24 anni, nella storia di questo sport. Ecco un pagellone conclusivo, che prende in considerazione quanto fatto dai piloti dal debutto a Melbourne alla chiusura in Sudamerica.

Sebastian Vettel in azione. Flickr

SEBASTIAN VETTEL (Red Bull): 10

Secondo mondiale consecutivo, 11 vittorie, 15 pole, 392 punti e un vantaggio abissale sul secondo in classifica. Per lui parlano i numeri ma anche la frustrazione degli avversari, incapaci di metterne in discussione la leadership nel circus, vuoi per la sua classe, vuoi per una Red Bull stratosferica che alle storiche rivali Ferrari e Mclaren ha lasciato solo le briciole. DOMINATORE

FERNANDO ALONSO (Ferrari): 8

Fernando si conferma pilota di valore assoluto, paragonabile a Vettel quanto a talento e continuità, mancante però di un mezzo di pari competitività. Mette in cascina una vittoria, cinque secondi posti e un quarto in graduatoria finale: il massimo ottenibile con questa Ferrari. Se il prossimo anno a Maranello saranno capaci di dotarlo di una macchina all’altezza, lo spagnolo potrà tornare a lottare per il titolo. TALENTO

JENSON BUTTON (Mclaren): 8.5

Un’annata da incorniciare per il buon Jenson. Tre vittorie – con la perla in Canada, autore di una rimonta strepitosa dal 21esimo al primo posto – e una costanza di risultati che gli consentono di chiudere con 270 punti in graduatoria, dietro al solo marziano Vettel. Dimostra di aver meritato un titolo mondiale in passato e di saper gestire un compagno scomodo come Hamilton, battuto con intelligenza tattica abbinata a lampi di classe.  GARANZIA

LEWIS HAMILTON (Mclaren): 6

L’inglese strappa la sufficienza grazie a tre vittorie, come il compagno Button. Ma dal talento di Lewis ci si aspetta ben più di rare affermazioni che meno si ricordano rispetto ai numerosi incidenti e scontri da kart, in particolare con Massa. Rimane un piede di classe cristallina ma con una testa peggiorata nel tempo, dopo lo straordinario anno di esordio e il mondiale successivo. Se ritroverà umiltà e freddezza ha ancora stagioni da possibile protagonista. DELUSIONE

FELIPE MASSA (Ferrari): 4

Che non sia mai stato un fenomeno, un pilota di prima fascia, è cosa risaputa. Ma dallo sfortunato incidente in Ungheria del 2009 non è più stato capace di lottare ai vertici come l’anno prima (mondiale perso a pochi metri dalla fine per il famoso sorpasso di Hamilton ai danni di Glock), perdendo anche quella costanza che ne avevano fatto in questi anni un degno sostituto di Barrichello. È giunto il tempo che Maranello cambi la seconda guida: 100 in Ferrari per Felipe sono anche troppe. INADEGUATO

MARK WEBBER (Red Bull): 5

L’australiano ha ormai accettato il ruolo di seconda guida, svolgendolo con diligenza, ma piaceva di più quando vinceva spesso e si sportellava col compagno-rivale. I primi 25 punti, necessari per salire sul terzo gradino in classifica, arrivano solo all’ultima possibilità e con il benestare di Vettel. Troppo poco vista l’eccezionalità della Red Bull. UBBIDIENTE

MICHAEL  SCHUMACHER (Mercedes): 6

Il veterano pluri-iridato, tornato in pista una stagione fa, conclude il campionato con dignità, a pochi punti dal compagno Rosberg – molto più giovane di lui – e con un acuto in Canada, quarto posto e qualche lampo del vecchio Schumi. Fa tristezza pensare a quel che era e alla sua non accettazione del tempo che passa: tra poco saranno 43 ma non ne vuol proprio sapere di smettere… Che non vada d’accordo con la moglie Corinna? TENACE

JARNO TRULLI (Lotus): 7

Merita una menzione con applauso il buon vecchio Jarno – unico italiano insieme a Liuzzi – che da due anni naviga nelle retrovie con una Lotus impresentabile, senza raggranellare neanche un punto, ma con l’umiltà e la voglia di un ragazzino agli esordi. Pilota da sempre sottovalutato che negli anni non ha mai avuto una macchina degna di tale nome ma che ai tempi della Renault dava del filo da torcere a un certo  Alonso. LODEVOLE

FRANCESCO GORI

4 Comments

  1. Nicola 28/11/2011
    • Francesco Gori 29/11/2011
  2. Leonardo 29/11/2011
  3. Nicola 29/11/2011

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