INTERVISTA A FEDERICO FIUMANI, LEADER DEI DIAFRAMMA

di Francesco Gori

Per chi non lo conoscesse, Federico Fiumani è da oltre trent’anni anima e corpo dei Diaframma, gruppo musicale formatosi a Firenze. La band comincia la sua storia nei primi anni Ottanta e raggiunge il successo nel 1984 con il primo album Siberia, al quale ne seguiranno altri 15, l’ultimo dei quali uscito il 17 gennaio 2012, dal titolo Niente di serio. Considerando anche gli Ep, le raccolte e i live, la produzione dei Diaframma è corposa, ma non è la quantità la loro caratteristica principale, bensì la qualità della musica e dei testi scritti da Federico, cantante, chitarrista e unico superstite ai cambi di formazione negli anni.

Federico Fiumani è presente sul web con uno spazio my space e con il sito della band: qui potrete trovare le date dei concerti, gli aggiornamenti sui dischi in uscita e ascoltare gli estratti delle canzoni più famose.

Una curiosità per cominciare: siamo alla fine degli anni Settanta, come nasce nel giovane Federico Fiumani l’idea di creare un gruppo che dal 1980 prenderà il nome di Diaframma?

Nasce dalla voglia di esprimermi, di vivere. All’epoca non mi interessava nulla tranne che la musica.

È il 1984 ed esce Siberia, album d’esordio che fa conoscere i Diaframma al grande pubblico. È giusto definirlo un disco fondamentale nel panorama della new wave italiana di quegli anni? Quali furono le influenze e le fonti di ispirazione?

Direi proprio di sì, ne parlano tutti i libri di rock italiano… Sicuramente i Joy Division e tutto il post punk di cui avevamo straboccanti le orecchie.

Gli anni Ottanta sono stati un periodo di grande fervore musicale: Diaframma, Litfiba, Neon, Moda, Cccp, e tanti altri gruppi hanno animato la scena underground che trovava a Firenze la sua collocazione ideale. Con quali di questi hai legato di più, che tipo di rapporto vi univa o divideva e cosa c’è di vero a proposito della rivalità musicale e personale con Piero Pelù?

Ammiravo tutti questi gruppi, certo coi Litfiba c’era un’affinità speciale perché tutti ci accomunavano, e poi facevamo un sacco di concerti insieme. Con Piero una rivalità c’era, ma era positiva, stimolante.

Con Miro Sassolini e la sua voce lirica tre album (Siberia, Tre volte lacrime e Boxe) fino al 1988, poi il momentaneo scioglimento e il ritorno sulle scene senza di lui con L’EP Gennaio che decreta Federico Fiumani come unico leader e cantante della band. Cosa successe?

Successe che la new wave era in declino e noi con essa, non avevo più stimoli e così sciolsi il gruppo per poi riformarlo qualche mese dopo, quando la voglia ritornò. Non avevo pretese, era un esperimento. Mi dissi “proviamo a cantare, vediamo” e da lì la cosa è ripartita. Avevo un entusiasmo bestiale.

In questi anni, la produzione di album procede a gonfie vele e nascono canzoni-capolavoro della musica italiana come Caldo, il già citato Gennaio, Labbra blu, Fiore non sentirti sola. Al punk si mescola la canzone d’autore, è l’abbraccio definitivo tra rock e poesia?

No, forse la poesia c’era più all’inizio; dopo ho cominciato a pensare ai testi in modo diverso, più funzionale alla musica. Parole e musica dovevano andare di pari passo.

Nel tuo libro Brindando coi demoni hai scritto che “la musica è un mezzo di purificazione”, quanto c’è del quotidiano e delle difficoltà del vivere, comuni a noi tutti, nella tua?

Direi un bel pò, ma speriamo di guarire da questa punizione ingiusta!

Ai fan appari un uomo duro e nervoso ma anche sensibile e molto timido. Come ti vedi dall’esterno e come sei nella vita di tutti i giorni?

Non saprei, vado a periodi. Rispetto a Brindando coi demoni, certe cose vanno meglio. Ho voglia di vivere.

Premio Ciampi 1995; l’anno dopo lo vinse un certo Fabrizio de Andrè, uno dei tuoi miti. Cosa significa per la storia dei Diaframma?

Il premio Ciampi? Una soddisfazione, certo. De Andrè… un genio, probabilmente.

Ripenso alle canzoni che hai scritto e cantato e, oltre alle perle già citate, mi vengono in mente ad esempio Elena, Dottoressa, Verde, e mi chiedo perché solo le nicchie – come anche nel caso di un altro straordinario cantautore come Bobo Rondelli – seguano musica di valore, e a valanghe sostengano invece il pop più volgare. È una questione di sapersi vendere o cosa?

Non lo so, ma forse è meglio così. È un fatto di sensibilità, in fondo essere in pochi fa sentire di essere anche dei privilegiati… Tutto dipende da cosa chiedi alla musica: se vuoi evasione ci sono determinate cose, se cerchi arte, cuore, emozioni c’è Bobo!
Mi ricordo di quando scoprii i Television, tanti anni fa, ero felice e un po’ snob nel sapere di essere uno dei pochi a conoscerli in Italia.

Quali le band attuali da seguire con attenzione?

I Cani e i Karibean.

Dopo il bellissimo Live 09-04-2011 registrato durante una serata fiorentina con i contributi di Miro Sassolini, Andrea Chimenti e Marcello Michelotti,  ci parli del nuovo album Niente di serio uscito il 17 gennaio 2012?

E’ difficile descrivere un disco… ci sono 12 canzoni nuove, ho fatto del mio meglio. Potevo fare di più, forse, ma sono contento. Oggi lo sentivo in heavy rotation alla Fnac dove l’abbiamo presentato, e direi che abbiamo fatto un buon lavoro.

4 Comments

  1. Lucio 28/01/2012
  2. davide sapienza 28/01/2012
  3. CLAUDIA 28/01/2012
  4. Giovanni Agnoloni 29/01/2012

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.