di Andrea Cardinale
Eindhoven e Sheffield non erano mai state così vicine geograficamente, ma lo sport, si sa, non ha confini. Sorelle d’Italia e Regine d’Europa: il comune denominatore è l’essere Donna. Calcio a parte, questo fine settimana dello sport italiano è stato tutto al femminile. Per la precisione, un sabato d’Oro, nel vero senso della parola: uno di quelli da incorniciare, uno dei tanti momenti in cui lo sport femminile ha saputo regalare emozioni e allori all’Italia. Merito di atlete straordinarie, che hanno fatto della regolarità e dell’abitudine alla vittoria una specie di kharma. Un dato è palese: si tratta di donne dal profilo vincente.
Nella città olandese patria della Philips, sulle orme di quel Setterosa campione di tutto, con la stessa grinta, la stessa determinazione, gli occhi delle tigri, la Nazionale di pallanuoto femminile torna sul tetto d’Europa dopo nove anni, come a Lubjana 2003, vigilia della trionfale Olimpiade di Atene che chiuse il ciclo della squadra più forte di tutti i tempi. Battute le campionesse del mondo della Grecia 13-10 nella rivincita più prestigiosa: dopo i ko nei quarti dei Mondiali di Roma 2009 e nelle semifinali degli Europei di Zagabria 2010 e dei Mondiali di Shanghai 2011. Una medaglia d’oro straordinaria per le nostre azzurre, a testimoniare la forza di un gruppo formato dal commissario tecnico Fabio Conti, capace in un anno e mezzo di riportare la Nazionale tra le quattro grandi a livello internazionale: argento in World League a Tianjin, quarto posto ai Mondiali di Shanghai, poi l’oro in terra olandese.
Quanti volti ha questa medaglia? Tutti quelli accumunati da un unico obiettivo: i Giochi di Londra 2012. C’è la “portiera” Elena Gigli, la più giovane olimpionica dello sport italiano, che forma con Giulia Gorlero una coppia affidabile e competitiva; la “cazzimma” di Simona Abbate cresciuta tra le tante palestre pugilistiche di Marcianise, a 4 km da Caserta. C’è la potenza di capitan Elisa Casanova, 38 anni divisi tra nuoto e pallanuoto, che prima ti sorride e poi ti spegne con una battuta al veleno; la velocità di Teresa Frassinetti, elegante “sincronette” in passato, timida fuori e leonessa in vasca; il talento di Roberta Bianconi e Giulia Emmolo, feroci dal perimetro, con Rosaria Aiello ed Elisa Queirolo le più giovani del gruppo (1989-1991). C’è l’acquaticità istintiva di Aleksandra Cotti, polvere da sparo che ti risolve i problemi; la costanza difensiva di Giulia Rambaldi Guidasci che soffre e spinge come poche; l’intelligenza dell’esile Allegra Lapi e l’esplosività di Tania Di Mario, tra le più grandi interpreti della pallanuoto moderna, eletta Miglior giocatrice del torneo. La storia del match prende una sola piega: Gigli in porta era insuperabile e in attacco Abbate e Bianconi non sbagliavano un colpo. La Grecia, così, minuto dopo minuto, andava in confusione, senza riuscire a trovare il modo di scardinare con continuità la difesa azzurra. Il finale era una passerella trionfale per le ragazze e il CT Conti che finiva in acqua con tutte le atlete. Tempo di festeggiare però ce n’è poco, per le neo campionesse d’Europa: tra due settimane, infatti, il Setterosa è atteso dal primo torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Londra.
In volo per Sheffield, cittadina inglese di Joe Cocker e Gordon Banks. In pista c’è Carolina Kostner che ha l’appuntamento con il quarto oro europeo della carriera, lei ha solamente 24 anni e sembra una veterana. Tre li ha già vinti, poi è iniziato un periodo di eclissi, legato a incertezze incredibili per una ragazza che ha sempre avuto grandissime qualità tecniche, con un’insicurezza che non conosceva. È prima dopo il programma corto nonostante un errore nel finale di un’esibizione eseguita in modo magistrale: crederci suona un obbligo, perché c’è solo una pattinatrice che può scippare il quarto titolo europeo a Carolina Kostner. Quell’avversaria si chiama Carolina Kostner. Di fatto è diventata la regina d’Europa mettendo in mostra leggerezza ed eleganza, oltre a una prestazione memorabile. La pattinatrice di Ortisei si è imposta con il punteggio di 183.55 punti, davanti alla finlandese Kiira Korpi, argento con 166.94; mentre il terzo posto e la medaglia di bronzo sono per la georgiana Elene Gedevanishvili con 165.93. Aveva le gambe dure come il marmo, all’apparenza, ma sulle note di Mozart si lascia andare con dolcezza e serenità; nei salti è impeccabile, li esegue in maniera perfetta, cinque tripli e una combinazione senza errori. Dopo averlo perso lo scorso anno, questa volta la Kostner riconquista il titolo europeo. È il quarto oro europeo dopo quelli ottenuti a Varsavia nel 2007, a Zagabria nel 2008 e a Tallinn nel 2010, il settimo podio su dieci partecipazioni agli Europei. Vanno aggiunte, infatti, anche le medaglie d’argento nel 2009 e 2011 e il bronzo nel 2006.
Insomma, il “sesso forte” ha regalato all’Italia due titoli europei d’importanza capitale: che sia impetuosamente d’augurio verso quel traguardo chiamato Londra 2012 e divulgato nelle scuole il messaggio che ogni sforzo, con lealtà e impegno, viene premiato. E Carolina e le ragazze della pallanuoto lo sanno bene. Brave, brave e ancora una volta brave!




bellissima l’interpretazione di Carolina, elegante e leggiadra come una libellula!
Carolina quando non mette il sedere a terra sui salti è nettamente la più forte in Europa. Tra lei e la Korpi c’è la differenza che c’è tra una 500 e una Maserati. Ma la finlandese è troppo più bella…su questo non si discute.