TORNEO DI BEIJING E TORNEO DI TOKYO: NADAL TORNA NUMERO 1, DJOKOVIC VINCE E DEL POTRO FA TRIS

di Nicola Pucci

Ullallah che settimana, miei cari appassionati!!! Ce ne sono di episodi da raccontare, misurando alla lente di ingrandimento le vicende che hanno segnato i tornei di Beijing e Tokyo. Il montepremi appetitoso che ha richiamato i grandi della racchetta fermi ormai dagli US Open – in palio due ATP World Tour 500 da 3.566.00 e 1.438.000 dollari -, Nadal che torna numero 1 del mondo, Fognini che spreca l’occasione della vita, Djokovic scalzato dalla vetta ma che batte il maiorchino, Nalbandian che si ritira e l’amico/nemico Del Potro che lo saluta tornando al successo: questa la sintesi.

Djokovic impegnato a Beijing - da atpworldtour.com

Djokovic impegnato a Beijing – da sports.fr

TORNEO DI BEIJING. Entry-list che accende la libido tennistica, dalle parti della capitale cinese. Sei dei primi dieci sono della partita, soprattutto ci sono Djokovic e Nadal che si contendono a distanza la prima posizione del ranking. La strada che porta allo scontro diretto è perigliosa per il serbo che lascia un set a Verdasco e si trova a randellare di rimonta con Gasquet che in semifinale prende un break di vantaggio ma poi si spenge come spesso, troppo spesso gli accade al cospetto dei top-four. Il maiorchino vede le streghe con Fabio nostro, Fognini, che gioca come neppure in Paradiso, allunga 6-2 4-1 dominando la scena per poi offuscarsi sul più bello. Nadal riemerge dalla buca, approfitta pure del ritiro di Berdych in semifinale ed arrivando al traguardo conclusivo si garantisce il sorpasso in classifica. La finale è degna, e non potrebbe essere altrimenti, tra due campionissimi che si incrociano per la sfida numero 38 di una rivalità da annoverare tra le più memorabili della storia del tennis. Djokovic ha l’onore scosso per esser stato spodestato dal trono, vuol pure vendicare il k.o. di Flushing Meadows e pennella la partita perfetta: 6-3 6-4 in 1ora27 minuti per gridare al mondo che almeno a Pechino, dove può vantare un 4 su 4 tornei disputati, il migliore è sempre lui.

Del Potro impegnato a Tokyo - da atpworldtour.com

Del Potro trionfa a Tokyo – da atpworldtour.com

TORNEO DI TOKYO. Cina chiama Giappone e Tokyo può illustrare in programma solo un pizzico di qualità in meno. C’è un argentino, Nalbandian, talentuosissimo e fuori dagli schemi, che saluta a 31 anni e va in pensione vantando in bacheca 11 trionfi ATP, una finale a Wimbledon nel 2002, il successo al Masters nel 2005 e la piazza numero 3 in classifica nel 2006; e c’è un altro biancoceleste, Del Potro, giovane e affamato, che vuol togliersi di dosso l’etichetta di primo dei secondi che da anni lo accompagna. Il pennellone di Tandil suda le proverbiali sette camicie per guadagnarsi la finale scavalcando ostacoli tosti, Baghdatis, Berlocq, Dolgopolov e Almagro. Di là dal net trova Raonic, fresco di vittoria a Bangkok, e la sfida decisiva è un duello tra bombardieri che sparano missili da altezze vertiginose. Delpo ha il merito di giocar meglio i punti importanti e si mette in saccoccia trofeo e assegno generoso vincendo il primo set al tie-brek, 7-5, per poi sfruttare l’unico momento di appannamento al servizio dell’avversario nel secondo parziale. E’ il terzo titolo dell’anno per l’argentino ma soprattutto tanta, ma proprio tanta fiducia per l’imminente appuntamento Master 1000 di Shanghai.

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