“FROZEN, IL REGNO DI GHIACCIO”, LA MAGIA DI WALT DISNEY NON TRADISCE

di Nicola Pucci e Guendalina Carloni

Quel che c’è di immutabile è che Walt Disney non tradisce proprio mai. E al di là del successo ai botteghini, pure stavolta il colosso del cartone animato con “Frozen, il regno di ghiaccio” ha fatto centro. Regalando dolcezza e gonfiando i cuori d’incanto. La storia, diretta da Chris Buck e Jennifer Lee ed ispirata alle fiabe di Andersen, è semplice nella suo genesi, coinvolgente ed audace nel suo percorso, con un tocco di imprevisto nell’epilogo che lascerà traccia nell’anima, non solo dei bimbi ma anche di noi adulti bisognosi, a Natale più che mai, di una buona dose di zucchero e confetti.

La locandina del film - da cineblog.it

La locandina del film – da cineblog.it

C’era una volta – perchè è così che iniziano le favole che si rispettino – un re ed una regina che governavano con saggezza e giustizia sul regno di Arendelle. Le due figlie, Elsa e Anna, crescevano felici ed in armonia ma un giorno l’incanto si spezza. Elsa ha il potere, magico e fino a quel momento indolore, di creare e muovere il ghiaccio e la neve ma una notte, perdendone il controllo, colpisce accidentalmente Anna alla testa. Il re e la regina per salvare la piccola ricorrono all’intervento dei Troll, creature mitologiche che popolano le foreste della Scandinavia teatro della vicenda fantastica, e da quel momento Elsa sarà destinata ad avvolgere in un abbraccio di ghiaccio ogni suo pensiero e tutto ciò che tocca. I genitori decidono di isolarla chiudendo al mondo esterno le porte del castello di Arendelle e costringendo le due sorelle lontane l’una dall’altra. Gli anni trascorrono, il re e la regina muoiono travolti dalle onde in un mare in tempesta, e nel giorno del ventunesimo compleanno di Elsa ha luogo la sua incoronazione a regina. Il ricevimento si trasformerà in un “cataclisma di ghiaccio” e quel che accadrà poi sarà un susseguirsi di eventi che trasformeranno Arendelle in un regno intrappolato da neve e ghiaccio. Elsa fuggirà in cima ad una montagna per poter sprigionare i suoi poteri, divenuti una triste maledizione, lontana da tutto e tutti.

Con la trama ci fermiamo qui, altrimenti sveleremmo la bellezza della storia in cui entreranno personaggi come il principe Hans, che vien dall’Isola del Sud; il montanaro Kristoff, che si accompagna con l’inseparabile renna Sven; lo spassosissimo pupazzo di neve Olaf, che adora l’estate e i caldi abbracci… e poi, tra sprazzi di irrefrenabile timore ed uno slancio di coraggiosa virtù, la vicenda volgerà a termine con un messaggio che invita a riflettere sul valore dell’amore fraterno. Perchè Anna, che poi è la protagonista assoluta del film animato, salverà Elsa, che a sua volta salverà Anna, ed appunto come ogni bella favola che si faccia rispettare “tutto è bene quel che finisce bene“.

108 minuti che si meritano l’applauso, tra effetti speciali azzeccati, una storia che conquista, paesaggi da fiaba nordica e l’eccellente doppiaggio, anche per il cantato, di Serena Autieri/Elsa, Serena Rossi/Anna, Enrico Brignano/Olaf, capaci di animare gli eroi di questa meravigliosa favola.

The end.

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