TORNEI DI AUCKLAND E SIDNEY: ISNER E DEL POTRO SUGLI SCUDI

di Nicola Pucci

Con gli Open d’Australia pronti ad alzare il sipario, campioni e comprimari rifiniscono la forma e spolverano le ambizioni dandosi battaglia a spasso per il pianeta. I tornei di Auckland e Sidney sono da anni appuntamenti che occupano le prime settimane di gennaio e per la stagione in corso son stati territorio di caccia per due nomi che contano nel panorama del tennis, Del Potro l’uomo di Tandil e Isner il battitore americano.

Isner vince a Auckland - da sports.ndtv.com

Isner vince a Auckland – da sports.ndtv.com

TORNEO DI AUCKLAND. L’Heineken Open presentava in tabellone da favorito David Ferrer, numero 3 del mondo, poco ispirato sette giorni addietro a Doha ma pronto alla rivincita in Nuova Zelanda. Tre successi in sequenza, vantava l’ispanico da questi parti, ma non sempre è domenica ed è il cinese di Taipei, Lu, a farlo fuori in semifinale. Il numero 62 del mondo si guadagna così la prima finale in carriera all’alba dei suoi 31 anni e magari vorrebbe pure mettersi in bacheca il titolo ma non ha fatto i conti con Isner, trampoliere dal servizio che paralizza, sopravvissuto a tre maratone con Lacko, Kohlschreiber – tre tie-break su tre! -, e Bautista-Agut. Anche all’ultimo atto Big John conferma l’eccellente capacità di ben giocare i punti importanti, doppio tie-break per un record di sei vinti su sette nell’arco del torneo e secondo trionfo in carriera fuori dagli Stati Uniti su otto titoli, guarda caso sempre ad Auckland come già nel 2010. 7-6 7-6 il risultato a referto, grazie anche a 23 aces, e per Lu la gioia della prima vittoria è rimandata.

Del Potro a Sidney - da dhakatribune.com

Del Potro a Sidney – da dhakatribune.com

TORNEO DI SIDNEY. Del Potro in copertina all’APIA International Sidney e tutti gli altri a tentar di contrastarlo sulla strada ad un titolo annunciato. Ci ha provato Mahut, che vollea bene per un set ma poi cala alla distanza; altrettanto azzarda Stepanek, altro ragno che attacca la rete, strappa un set ma non completa l’opera; in semifinale è il turno di quel gran boscaiolo da fondocampo che risponde al nome di Tursunov, macchè, fuori in due set. Bernard Tomic, già, proprio l’eterna promessa del tennis australiano, dai colpi alla Mecir e con papà feroce bandito dal tour – ma in tribuna a Sidney nonostante il divieto -, che approfitta di un buon varco in tabellone e vola in finale rimontando un set a Stakhovsky, è l’ultimo ostacolo per Del Potro ma l’argentino ha voglia di mettersi il trofeo in bacheca. Ed ha vita facile, 6-3 6-1, forse perchè Tomic è già pago di esser giunto alla sfida decisiva oppure, semplicemente, perchè Delpo è tre categorie più forte.

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