di Nicola Pucci
A due settimane dall’evento olimpico di Sochi la Coppa del Mondo di sci 2013/2014 celebra l’appuntamento più prestigioso, la Streif di Kitzbuhuel, con le donne invece che ci riprovano a Cortina dopo lo slittamento della settimana passata.
Si comincia col supergigante femminile, Elisabeth Goergl è veterana che sa come si vince – lo ha fatto qualche giorno addietro in discesa ad Altenmarkt -, e denuncia già condizioni eccellenti per la grande kermesse che si avvicina. Eccola protagonista di una discesa da brivido, a demolire il tempo di chi la precede, l’americana Stacey Cook. 1minuto 24secondi 23centesimi, e la teutonica Maria Riesch, leader di Coppa, rimane alle sue spalle per la miseria di 4centesimi, così come l’altra austriaca di antico lignaggio, Nicole Hosp, sale sul terzo gradino del podio con un disavanzo di 34centesimi. Tra i curvoni veloci dell’Olympia delle Tofane c’è poca gloria per i colori azzurri, il sostegno degli appassionati di casa spinge Verena Stuffer ad un buon ottavo posto, ma nulla di più.
Venerdì è giorno di discesa femminile, e Daniela Merighetti, “dada” per gli amici, che qui vinse nel gennaio 2012 l’unica gara in carriera, disegna la traiettoria magistrale che la issa al comando col tempo di 1minuto 18secondi 89centesimi. La sfida tra le migliori si accende su un tracciato accorciato per il vento che soffia oltre il consentito nell’area di partenza, Stacey Cook rinnova la prestazione del giorno prima in supergigante e anticipa l’azzurra di 27centesimi, ma è il 1minuto 17secondi 84centesimi di Maria Riesch a regalare alla tedesca la ventisettesima vittoria in carriera ed un cospicuo vantaggio sulle inseguitrici in graduatoria generale. Tra queste Tina Wierather e Lara Gut, seconda e quarta con l’intromissione di Nicola Schmidhofer, terza col pettorale numero 39 ed ennesimo prodotto dell’inesauribile serbatoio austriaco, ed Anna Fenninger, sesta infine alle spalle di Cook e davanti a Maze, ancora lontana dalla stupefacente sciatrice della passata stagione. Merighetti salva l’onore azzurro, ottava, così come Elena Fanchini è undicesima.
Lo slalom, anticipato al venerdì, apre il programma maschile a Kitzbuhuel, ed è battaglia serrata. Hirscher contro Neureuther, ed il resto del mondo a navigare a distanza abissale, ben oltre il secondo di disavanzo – il sorprendente elvetico Luca Aerni viaggia con 1secondo 26centesimi di ritardo -: tra i due primi della classe, il fenomeno e il suo delfino, 38centesmi e la seconda manche è momento agonistico memorabile. La pista è infida, i primi a scendere trovano un manto compatto e liscio ed è l’altra nuova leva svizzera, Daniel Yule, trentesimo dopo il primo round, ad approfittare del numero uno di partenza e segnare un cronometro di rilievo. I passaggi solcano il tracciato e fare il tempo diviene un’impresa, ci provano Gross, Raich, Grange e Moelgg ma inciampano nei tranelli disseminati sotto gli sci, Herbst si presenta all’ultimo intertempo con un buon vantaggio ma finisce dietro con un margine di 17centesimi. La rimonta da primato di Yule vale il settimo posto posto finale, è quel funambolo di Henrik Kristoffersen ad interromperne il sogno, 1minuto 53secondi 80centesimi che lo spedisce sul secondo gradino del podio, terza volta dopo Levi e Adelboden. La vittoria se la giocano Hirscher e Neureuther, il tedesco addomestica con efficacia le buche e vola a conquistare la seconda vittoria stagionale tra i pali stretti dopo Bormio, l’austriaco è sfortunato e deraglia lasciando via libera a Patrick Thaler, eccellente terzo proprio davanti a Pinturault, vincitore a Wengen ed Aerni, che si conferma dopo la grande prima manche.
Dopo le prime quindici atlete, la discesa femminile del sabato si apre con due americane al comando, Stacey Cook che fa meglio per 7centesimi di Julia Mancuso, campionessa esperta che sta crescendo di condizione in vista dei Giochi Olimpici. Tocca alle migliori, Tina Weirather vola e con il tempo di 1minuto 38secondi 17centesimi si assicura il terzo gradino del podio. L’altra giovane fuoriclasse, Lara Gut, è abbondantemente dietro, in casa Svizzera c’è gloria per Abderhalden, che dopo il trionfo di Val d’Isere insegue un prestigioso bis. Ma sarà seconda, Marianne, confermandosi in forma smagliante, tra le curve del Rumerlo ci vuole velocità e tecnica sopraffina, e non mancano proprio a Tina Maze che dopo il grigiore dei primi mesi di Coppa ritrova il sorriso che ammalia e conquista il primo successo stagionale. Riesch e Fenninger concludono quarta e quinta di giornata conquistando punti preziosi per la classifica generale, le italiane sono assenti dalle prime posizioni con Johanna Schnarf, la migliore, solo tredicesima.
Si va sulla Streif, con le sue pendenze vertiginose, i suoi salti da brivido, lo schuss finale – seppur privato dell’Hausbegkante –, a 120 chilometri orari. Siamo campioni in carica, ma per Dominik Paris stavolta non c’è gloria. La discesa libera è religione, in Austria, ma in terra asburgica l’orgoglio nazionale è ferito da un successo che manca da Bormio 2012, quando Reichelt anticipò la concorrenza. Ci prova subito Matthias Mayer, pettorale numero 8, ma Bode Miller pennella le curve della Steilhang come meglio non si potrebbe e col tempo di 2minuti 3secondi 72centesimi sembra inavvicinabile. L’americano ha pasticciato prima del tratto conclusivo e l’errore gli costerà caro, Svindal è campione vero nonchè leader di specialità e di Coppa e con una prova in recupero lo scavalca di 13centesimi. Tocca ad Hannes Reichelt, proprio l’ultimo vincitore veloce biancorosso, la sua prova è perfetta in ogni settore e il cronometro al traguardo lo premia: 2minuti 3secondi 38centesimi e l’Austria intera esulta. Il sortilegio è sconfitto, così come l’Italia in panne annota il quinto posto di un eccellente Innerhofer. Gli altri azzurri son lontani.
Sconfitte nelle prime tre prove cortinesi, all’ultimo giorno sulla Olympia delle Tofane le giovani leve si prendono una sonora rivincita sulle veterane. Il disegno tecnico del supergigante è tortuoso, bisogna saper condurre con efficacia gli sci ed infine è Lara Gut a vincere, pennellando le traiettorie e sopravanzando Tina Weirather di 12centesimi. Maria Riesch occupa il terzo gradino del podio e conserva un buon margine sulle inseguitrici in graduatoria generale, Verena Stuffer tiene alta la bandiera tricolare e con il quarto posto a 7centesimi dalla tedesca ottiene il miglior risultato in carriera e si guadagna il pass per Sochi. Nadia Fanchini chiude settima, alle spalle di Maze e Goergl, e la squadra azzurra si rilancia in prospettiva olimpica.
L’interminabile week-end sciistico arriva a conclusione con il supergigante maschile, valido come prova unica ma anche per la supercombinata, in coppia allo slalom del pomeriggio. La gara si disputa tra le nubi e sotto la neve; il tracciato è privo di difficoltà, basta scivolare a valle e far correre gli strumenti sotto i piedi il più velocemente possibile. In quest’opera il più abile è lo svizzero Didier Defago, trentaseienne elvetico con quattro vittorie in carriera, che sbuca dal nulla e per 5centesimi brucia le speranze di Bode Miller, che già assaporava il gusto della vittoria. Svindal ha un ritardo di 15centesimi e conclude in terza posizione appaiato a Franz, nessun azzurro compare tra i migliori quindici e la situazione, con vista Olimpiadi, si fa preoccupante.
La supercombinata, appunto, con Pinturault che può amministrare un buon vantaggio su Ligety – 25centesimi – e Hirscher – 89centesimi – e con Svindal, Miller, Janka e Jansrud pronti ad approfittare di un eventuale passo falso dei tre favoriti. Così pare dopo il supergigante dell’ora di pranzo, lo slalom si corre sotto i riflettori ed il francesino non delude le attese balzando al comando con il tempo complessivo di 2minuti 2secondi 79centesimi. Ligety rivela buon adattamento tra i pali stretti ed accusa un ritardo di 44centesimi, Svindal esce e butta via punti preziosi per la Coppa mentre Miller si destreggia bene ma un’inforcata nel finale lo priva del podio. Ma è la discesa di Hirscher, che scende per trentacinquesimo, ad infiammare il pubblico; il principe deve riscattare l’uscita di venerdì, azzarda la rimonta ma la pista è una trincea e non va oltre il terzo posto. Il che significa, comunque, sessanta punti guadagnati su Svindal in classifica generale. Pinturault esulta, è la seconda vittoria in sette giorni… mica male, no? Buon sesto Peter Fill.



