di Rossana Castiglia
Uno degli argomenti più “cool” del quale si sente spesso parlare in questo periodo in rete, è l’effetto del wi-fi sulla salute delle persone. È dannoso oppure no? Le onde elettromagnetiche creano danni?
È doveroso innanzi tutto fare alcune premesse.
Chi vi scrive non ha gli strumenti o le competenze per poter misurare un’onda generata da un apparato wi-fi e le sue relative conseguenze sull’ambiente e sulle forme di vita (umane, animali e vegetali) che popolano questo ambiente.
Dietro la parola “wi-fi” si celano interessi carichi di zeri, che farebbero perdere la testa anche a chi fra le onde non ci sguazza. Dobbiamo ricordare che in tantissime zone di grandi città, luoghi pubblici e altro ancora il wi-fi è un servizio gratuito, il che equivale a dire che chi del wi-fi ne fa il proprio pane quotidiano, forse non apprezza a cuor leggero questa gratuita condivisione.
Ricordiamo sempre, che quando un argomento è ostaggio di interessi economici di potenti realtà aziendali, è ben difficile accertarne l’obiettività di chi dice che fa bene o che fa male. E di questi casi ne abbiamo purtroppo infiniti esempi, in particolar modo quando di salute si tratta, uno dei business mondiali più redditizi al mondo (vedi cure per il cancro, malattie degenerative/genetiche e stamina).
E per quanto banale possa sembrare, siamo costantemente circondati da onde, che in misure diverse, attraversano i nostri corpi e la nostra realtà. Abbiamo onde sonore, onde radio, onde elettromagnetiche, onde luminose, onde gravitazionali. Onde unidimensionali, bidimensionali e tridimensionali. La nostra tv, il nostro microonde, il nostro telefonino o il nostro computer, trasmettono continuamente onde alle nostre orecchie, ai nostri occhi o ai nostri organi interni.
Inoltre, secondo la teoria dei quanti, le onde subiscono continuamente variazioni, in relazione ai corpi che incontrano, attraversano e in alcuni casi anche se solo osservate.
Anche questa volta, credo che ognuno di noi dovrà dare retta al proprio buon senso e al proprio intuito, a meno che non acquisisca competenze e strumentazione per poter misurare in autonomia i rischi di uno spettro di onde sul proprio corpo e sull’ambiente che abita.
D’altronde, mentre il mondo si distrae chiedendosi se il “wifi fa bene o male”, se sia pericoloso o meno, ai nostri bambini vengono venduti cellulari, tablet e playstation.
Forse dovremmo fermarci un attimo prima di farci cogliere dal panico dell’allarmismo, e assumere verso ogni notizia un atteggiamento “critico da osservatore”. Perché che ci piaccia o no, viviamo un’era nella quale l’informazione è costantemente manipolata al fine di nutrire e rinsaldare il folle ego di pochi burattinai.



