“FUORI QUADRO: UN PROGRAMMA DI ACHILLE BONITO OLIVA PORTA L’ARTE IN TV

 di Mariantonietta Sorrentino

“Fuori quadro”: un programma condotto dal critico Achille Bonito Oliva porta l’arte in televisione, su Rai Tre

La prima puntata domenica 16 febbraio è stata battezzata “Siamo tutti nervosi”, dal titolo di una mostra di Enzo Cucchi curata da Achille Bonito Oliva nel 1996. Allestita nel Museo di Capodimonte quel “Simm’ nervusi” fu un titolo ispirato a una scritta che il curatore vide su un palazzo a Napoli. Dopo il 16 febbraio tocca a tutte le domeniche la messa in onda alle 13 e 20 su Rai Tre di “Fuori quadro”, un format nato per educare al gusto contemporaneo mediante una trama di rubriche che affrontano lo stesso tema da diverse angolazioni, cercando di cogliere la complessità derivante dall’intreccio di diversi processi, discipline e linguaggi.

Achille Bonito Oliva, conduttore e critico d’arte, tiene a dire la sua: “Fuori quadro è l’arte che ha abbandonato la parete. Queste saranno tutte trasmissioni monografiche dedicate a temi quali i musei, il collezionismo, il sistema dell’arte, l’arte totale e il nervosismo nell’arte”.

C’è da non perdere l’appuntamento, vista la latitanza nei palinsesti di format dedicati all’arte!

arte.it

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Lo stesso Bonito Oliva sarà conduttore d’eccezione e inizierà questa nuova avventura prendendo di petto il concetto di arte totale con una puntata che spazierà da Wagner a Kandinski, da Jan Fabre al Palazzo Enciclopedico della Biennale di Venezia.

“Ogni appuntamento coprirà lo spettro completo dell’arte che comprende il critico che spiega, l’artista che crea, il museo che storicizza, il collezionista che tesaurizza, il gallerista che espone, i media che celebrano, il pubblico che contempla”, commenta convinto di dover fare formazione e non informazione.

Ma chi saranno gli intervistati? Bonito Oliva tira fuori qualche nome.

“Sull’arte totale parlerò con Massimiliano Gioni, in qualità di curatore della mostra ‘Il palazzo enciclopedico’ all’ultima Biennale di Venezia. Dei musei parlerò con Vicente Todolí. Ma poi farò parlare Jimmie Durham, Francesco Clemente, Jan Fabre, Liliana Moro e tanti altri”. Sempre secondo il conduttore e critico, la televisione è un buon medium per la formazione sui temi dell’arte contemporanea ma è il frigorifero: dipende da quello che ci metti dentro.

“In televisione si parla bene d’arte se lo fai con intelligenza, libertà e senso del gioco”.

E se il primo step sarà l’ “Arte Pubblica”, ad esso seguiranno: “Il bello del quotidiano”,  “Siamo tutti nervosi”, “Il collezionista”, “L’arte serve”, “I depositi del bello”, “Red carpet”, “Pericolo”, “Amore mio”, “Le tribù dell’arte”, “In Totale” e “Previsioni del Tempo”.

A ben guardare sono reminiscenze di mostre e protagonisti del ‘900 e non solo, spesso trattati da Bonito Oliva.

A proposito di protagonisti, ogni puntata esibirà 3 interviste condotte da Achille Bonito Oliva che è ideatore del programma e autore insieme a Cecilia Casorati, Paola Marino e Alessandro Buccini. Ma c’è di più. Ogni puntata conterrà un focus su un’opera rappresentativa del tema che sarà via via proposto.

Realizzato da Athena Produzioni, la consulenza musicale è stata affidata a Milena Triggiani e la regia è di Laura Muscardin. Appuntamento a domenica mattina, allora, ma sul tardi. Sono invitati tutti coloro che sono stanchi di prove di cucina. W l’arte e chi la creò!

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