di Nicola Pucci
Settimana interlocutoria per il grande tennis, che dopo le fatiche del primo round di Coppa Davis ha offerto ai mestieranti della racchetta tre eventi ATP World Tour 250. Tra i primi dieci del ranking solo Gasquet era impegnato a Montpellier, il nostro Fabio Fognini capeggiava il tabellone dei favoriti al torneo di Viña del Mar, il teutonico Haas era l’uomo da battere a Zagabria.
TORNEO DI VIÑA DEL MAR. Fognini avrebbe venduta l’anima al diavolo pur di succedere nell’albo d’oro a Nadal che proprio al Royal Guard Open Chile avviò un anno fa la rincorsa alla prima posizione mondiale. Fabio è testa di serie numero 1, un bye lo fa esordire direttamente agli ottavi ed è debutto vincente con lo sloveno Bedene. Ai quarti la faccenda si complica, Chardy è un osso duro ma il nostro non pare accusare troppo le fatiche di Davis e in tre set la vittoria è acquisita. Fa anche meglio in semifinale, Fognini, al cospetto di Almagro che dopo aver annullato due match-point lo obbliga al tie-break del set decisivo dove l’azzurro si impone per 7-5. In finale il sanremese trova Leonardo Mayer, argentino di discreto talento che ha fatto fuori agli ottavi Robredo, testa di serie numero 2, per poi avere la meglio anche di Gimeno-Traver e Giraldo. Fognini è travolgente fin dai primi scambi, serve bene ed affonda col dritto non concedendo punti nei propri turni di servizio. Il primo set si chiude sul 6-2 in poco più di mezzora e già nel primo gioco del secondo parziale Mayer si trova a dover fronteggia tre palle-break. Si salva ma nulla può due giochi più tardi, Fognini spicca il volo e dopo la doppietta tedesca del 2013 – Stoccarda ed Amburgo nel giro di sette giorni – cala il tris e si garantisce il best-ranking, numero 14.
TORNEO DI MONTPELLIER. Al Open Sud de France sono di scena i tre moschietteri, Gasquet, Simon e Monfils. Ma il cammino è breve per Gilles, che incoccia nel semi-pensionato Gicquel, Richard e Gael sono in buona forma e guadagnano le semifinali dove sono attesi da Janowicz e Nieminen. Monfils è il primo a scendere in campo, alterna momenti di tennis scintillante a pause preoccupanti che spiegano perchè non sia stabilmente tra i migliori dieci al mondo, riesce comunque ad imporsi 6-1 al terzo con Nieminen. Tocca poi a Gasquet fronteggiare il servizio che fa male del polacco Janowicz, va sotto di un break, lo recupera, vince 8-6 il tie-break del primo set e concede il bis nel secondo per garantire al torneo un vincitore di casa. Gasquet è campione in carica e si presenta in finale con i favori del pronostico, ma Monfils qui vinse nel 2010 ed ha talento ed energia quanto basta per sorprendere il numero 9 del mondo. Serve bene, 9 aces e nessuna palla-break, e con un duplice 6-4 in 1ora 25minuti conquista il quinto titolo di una carriera che pare avviarsi verso una svolta decisiva.
TORNEO DI ZAGABRIA. Haas contro Cilic era il piatto forte al PBZ Zagreb Indoors, con Kohlschreiber possibile terzo incomodo. Tommy procede spedito eliminando Benjamin Becker – sopravvissuto a sette match-point con Huta Galung – e Kuznetsov, Marin ha un match in più da disputare e dopo Delic all’esordio, sconfigge Lajovic e Dodig. Il quartetto semifinalista comprende due inattesi, l’altro germanico Phau che castiga Youzhny testa di serie numero 2 ma in scadente stato di forma, e il britannico Daniel Evans, lucky loser al posto di Stepanek. Ma esperienza (Haas) e classe (Cilic) hanno la meglio e la finale è degna conclusione del torneo. Il croato ha da mettersi alle spalle la lunga squalifica per la positività al nikethamide, scende in campo deciso a far sua la vittoria e col punteggio di 6-3 6-4 incamera il decimo trofeo in carriera – quarto davanti al pubblico amico di Zagabria – rilanciando le proprie ambizioni.



