di Ferdinando Cocciolo
La stagione ciclistica 2014, già iniziata. La stagione delle conferme, delle rivincite, dei salti di qualità, di squadre attese come la Lampre Merida, la Cannondale e l’Astana di Nibali
Il sogno Tour de France per Vincenzo Nibali (al cospetto di Froome, Wiggins e Contador), l’orgoglio di Ivan Basso, il salto di qualità di Diego Ulissi, Quintana al Giro d’Italia.
È iniziata la stagione del grande ciclismo, per grande fortuna dei tifosi, appassionati, e naturalmente anche di Postpopuli, che presenta per i propri lettori gli organici delle squadre più importanti e gli uomini più attesi in questo 2014.
Una stagione che ancora deve entrare nel vivo, per quanto riguarda i grandi appuntamenti, ma già si stanno disputando le prime gare di una certa importanza. I corridori italiani, in attesa che entrino concretamente in scena i big, ci stanno dando diverse soddisfazioni.
Le due squadre italiane sicuramente più attese sono quelle World Tour, la Lampre Merida e la Cannondale, pronte sia per le grandi classiche che per le grandi gare a tappe, e con diversi leader.
La Lampre Merida del general manager Giuseppe Saronni si è mossa molto bene sul mercato ed anche in maniera inaspettata. Rui Costa e Horner i “colpi”, il portoghese prima dello scorso mondiale di Firenze, il secondo ufficializzato praticamente pochi giorni fa. Due grossi acquisti che vanno ad aggiungersi ad una rosa che aveva già in Ulissi, Pozzato, Cunego, Modolo punti di riferimento importanti soprattutto per le grandi classiche. La squadra e i dirigenti puntano molto sul definitivo salto di qualità di Diego Ulissi, dopo tra l’altro un gran finale di stagione 2013 che lo ha visto vittorioso nel Giro dell’Emilia, Coppa Sabatini e Milano-Torino.
Diego Ulissi – teamlampremerida.com
Diego ha già vinto una tappa in Australia, nel Tour Down Under, al cospetto di grandi campioni come Gerrans e Cadel Evans, e ha già in mente due grandi obiettivi come la Milano-Sanremo (resa più dura quest’anno dalla salita della Pompeiana) e la Liegi–Bastogne-Liegi. Ma alla Milano-Sanremo (che con il nuovo percorso escluderebbe dalla vittoria i velocisti) ci pensa anche Sacha Modolo che proprio in queste ore ha vinto la prova inaugurale della Challenge Maiorca con una volata magistrale orchestrata da un grande lavoro di squadra. Dunque un team che ha varie “freccie nell’arco”, con il “vecchio” Chris Horner che punterà forte sul Giro d’Italia e il Campione del Mondo Rui Costa che ha nel mirino le classiche delle Ardenne e un buon Tour de France. Senza dimenticare Filippo Pozzato e Damiano Cunego, ben consapevoli che il 2014 potrebbe davvero rappresentare la “stagione del bivio”. Pippo non può più nascondersi, dopo le delusioni del 2013 nelle classiche a lui più congeniali, ma anche a seguito di importanti successi (soprattutto Gp di Plouay, Laigueglia e Coppa Agostoni) che confermano un dato di fatto: il vincitore della Milano-Sanremo del 2006 può ancora vincere, se soprattutto lo volesse con grande determinazione, classiche come la stessa Sanremo (dove a marzo la Lampre sarà una vera e propria corazzata), la Roubaix e il Giro delle Fiandre. Quanto a Cunego, quante parole dette e anche “sprecate” su un campione che appare in fase abbastanza discendente ed ha bisogno “come il pane” di una vittoria importante per poter ripartire. Ferrari, Niemec, Richeze e il giovane Cattaneo saranno uomini determinanti e importanti per i capitani.
Ed eccoci alla Cannondale, che attende conferme e salto di qualità (Peter Sagan), voglia di grandi rivincite (Ivan Basso) e qualche risultato dai giovani e dai nuovi acquisti. Peter Sagan, in pochissimi anni, è diventato un campione completo, capace di vincere in salita, in volata, ed anche in gruppi ristretti. Un leader nelle grandi classiche che, secondo gli addetti ai lavori, non ha ancora raggiunto il “vertice delle prestazioni”. Insomma, un modo per dire che Peter, dopo la Gand-Wevelgem dell’anno scorso e i piazzamenti sul podio nel Fiandre e alla Milano-Sanremo, è ormai pronto per entrare nella storia di queste classiche. Tra l’altro, Sagan farà per la prima volta la Parigi-Roubaix, e c’è chi giura già che le sue caratteristiche di “passista–veloce” possono permettergli di far centro. Staremo a vedere, ma la Cannondale non si aspetta grandi cose solo da Peter. C’è un Ivan Basso che scalpita, del resto come ogni anno, soprattutto dal 2005, anno in cui, realmente, aveva capito di poter ambire a grandi risultati al Giro d’Italia e al Tour de France. Ivan ha 36 anni, è uno dei leader carismatici del ciclismo italiano, con ancora tanta voglia di far bene e stupire. Nella scorsa stagione, un problema fisico proprio alla vigilia gli ha impedito di coronare il sogno di vincere per la terza volta il Giro d’Italia. Ma Ivan è uno che non demorde… torna nello scorso settembre alla Vuelta di Spagna, dove è in grande condizione e rimane in lizza per il podio, sino ad un altro infortunio che lo obbliga al ritiro. Insomma, una tremenda sfortuna che Ivan vuole debellare, puntando ancora una volta alla terza maglia rosa, anche per smentire chi (vedi Savoldelli) è suo detrattore. Ma in cerca di rivincite è anche Moreno Moser, dopo la vittoria ad inizio 2013 alle Strade Bianche ed una stagione incolore. Moreno non è certamente quello di pochi mesi fa, e ad esempio una Liegi-Bastogne-Liegi, adatta alle sue caratteristiche, potrebbe essere l’occasione del salto di qualità. Una Cannondale pronta e motivata, con Damiano Caruso che è l’alternativa ad Ivan per il Giro, Oscar Gatto uomo da Fiandre, i giovani Formolo, Vilella e Bettiol in trampolino di lancio. E c’è molta curiosità per il Campione del Mondo Under 23 Mohoric.
Proseguiamo con una squadra che non è italiana, l’Astana, ma ha nel suo organico colui che, senza dubbio, è l’uomo più atteso e attualmente il più forte corridore italiano: Vincenzo Nibali.
Vincenzo Nibali – cervelliamo.blogspot.com
È da considerare tra le squadre più compatte e forti del panorama mondiale, con atleti “polivalenti”, in grado di primeggiare su tutti i terreni. Vincenzo, a malincuore, ha deciso di rinunciare al Giro d’ Italia per puntare tutto sul Tour de France. È convinto di poter battere Froome e di essere superiore ad un Alberto Contador reduce da una stagione quasi insignificante, per tacere di un Bradley Wiggins che non vuole essere solo una “spalla” del trionfatore del Tour 2013. Vincenzo ha deciso di correre la Parigi-Nizza per essere già in forma nella Milano-Sanremo, quest’anno molto adatta alle sue caratteristiche. Ma non solo, anche alla Liegi “lo squalo dello stretto” vuole lasciare il segno. Il capitano dell’Astana al Giro d’Italia sarà Michele Scarponi, con Fabio Aru seconda punta. Michele è venuto all’Astana con tanto entusiasmo, ben consapevole che accompagnerà Vincenzo lungo la tortuosa ma difficilissima avventura del Tour de France. Guardini e Guarnieri saranno gli uomini per le volate, Enrico Gasparotto e Francesco Gavazzi possono ben figurare in classiche come l’Amstel Gold Race e la Liegi-Bastogne-Liegi. Agnoli e Vanotti saranno i “fedelissimi” di Vincenzo Nibali.
Un altro corridore che non si considera “vecchio” è già partito con il piede giusto (vincendo una tappa al Tour Down Under in Australia) e intende vincere qualcosa di importante: Cadel Evans. Il vincitore del Tour de France 2011 e Campione del Mondo 2009 punta con decisione al Giro d’Italia, dove è convinto di potersi giocare le sue carte con i vari Rodriguez, Porte, Roche, Quintana, Basso e Scarponi. La determinazione rappresenta “un punto forte” della personalità del campione australiano che, tuttavia, soprattutto al Tour dell’anno scorso, ha evidenziato chiari segni di cedimento. La sua squadra, la BMC, è un vero e proprio squadrone, che purtroppo, per le note vicende doping, ha perso (almeno per il momento, in attesa di eventuali ricorsi) Alessandro Ballan. Philippe Gilbert vuole tornare quello di due anni fa, lui che l’anno scorso è sembrato “l’ ombra di se stesso”. Il belga ha già visionato il nuovo percorso della Sanremo e ci pensa seriamente, sarà un attaccante da tener d’occhio, in grado di “far saltare il banco”. Non sarà al via del Giro delle Fiandre per puntare tutto sulle Ardenne. Un altro capitano sicuro nella “classicissima di primavera” sarà Thor Hushovd, passista e velocista che punterà molto sulla Parigi-Roubaix, come anche il nostro Daniel Oss. Per il Giro d’Italia anche l’ultimo arrivato Samuel Sanchez, mentre Phinney è reduce dal successo nel Dubai Tour, gara già di un certo prestigio.
E parlando di “doppio appuntamento” Giro-Tour, non si può non pensare ad un’altra “corazzata” ben organizzata, la Movistar. Quintana leader al Giro d’ Italia, Valverde alla Grande Boucle, questo il piano della dirigenza che punta forte anche su Adriano Malori (cronometro al Giro e possibile debutto alla Roubaix), Eros Capecchi (ancora da decidere la partecipazione tra Giro e Tour) e soprattutto Giovanni Visconti. Il siciliano è partito male, cadendo nel Tour de San Luis in Argentina, ma è convinto di recuperare in tempo per la Milano-Sanremo, le Ardenne e un Giro d’Italia che, come l’anno scorso, dovrebbe vederlo tra i più accreditati “cacciatori di tappe”. Giovanni è un altro dei nostri corridori atteso al definitivo salto di qualità; non bastano più le piccole o medie corse, “chiamano” appuntamenti di prestigio che ti fanno diventare fuoriclasse.
Abbiamo parlato di volate, e naturalmente è lecito aspettarsi conferme dal “re” delle ruote veloci Mark Cavendish, che sicuramente parteciperà sia al Giro d’Italia, sia al Tour de France. Nell’Omega Quickstep avrà un “treno micidiale”, nel quale avranno un ruolo importante l’eterno Alessandro Petacchi e Matteo Trentin. E Tom Boonen? Il belga non può più definirsi un “velocista puro”, ha spesso problemi fisici, ma sicuramente vorrà rifarsi al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix. Sì, proprio nel “regno” di Fabian Cancellara, che ha però un altro sogno da regalare ai suoi tifosi. Quel Record dell’Ora che proprio trent’anni fa, il 23 gennaio 1984, ottenne per la seconda volta un certo Francesco Moser.



