GEORGES SIMENON: VITA DANNATA DELL’AUTORE DEL COMMISSARIO MAIGRET

di Claudia Boddi

Uno degli scrittori più prolifici di tutti i tempi, Georges Simenon, autore belga nato a Liegi il 13 febbraio 1903, ma adottato nella sua lunga vita dalla città di Parigi. È però sempre stato cittadino del mondo, innumerevoli infatti i luoghi dove ha dimorato e che lo hanno ospitato per brevi o lunghi periodi di tempo. Così come numerosi sono i fatti importanti della sua biografia, le donne che ha avuto o amato, i balzi in avanti e le cadute che lo hanno visto protagonista assoluto.

Una storia umana fatta di enormi fragilità e di profonde sacche di eccellenza, intricatissime relazioni personali che hanno alimentato il suo genio creativo e la sua produzione letteraria, sterminate le sue letture e la sua solitudine.

Un’infanzia apparentemente tranquilla, fino alla nascita del fratello minore, che catalizza su stesso tutte le attenzioni della madre, trasformandola in una severa matriarca, nell’abbandono del piccolo Georges all’amatissimo padre indifferente. Il primo rapporto sessuale, a dodici anni, un evento che lo segna in maniera indelebile: da anziano dichiarerà di aver avuto più di diecimila donne, per lo più, prostitute. Legge in maniera bulimica di giorno e scrive senza sosta di notte. Non termina gli studi obbligatori ma continua a cibarsi privatamente delle pagine di Dumas, Stevenson, Balzac, Conrad, Stendhal, Dickens e molti altri. Un giorno nel 1919, per caso, entra nel palazzo che ospita la redazione del giornale La Gazzetta di Liegi e viene assunto su due piedi. Gli affidano la cronaca nera dalla quale prenderà interessanti spunti per alcune storie del commissario Maigret.

Maigret interpretato da Gino Cervi - simenon-simenon.com

Maigret interpretato da Gino Cervi – simenon-simenon.com

Qualche anno dopo, il primo matrimonio, con la giovane Régine Renchon e l’amara morte dello stimatissimo padre, Desiré, evento che per Georges costituisce un vero e proprio trauma. Riesce a farsi congedare velocemente dal servizio militare, grazie a degli agganci nell’ambiente giornalistico, e approda con la moglie per la prima volta nella città che rappresenterà per lui una seconda famiglia: Parigi.

Animato da una foga interiore che non gli dà tregua, è alla continua ricerca di qualcos’altro. Si mantiene con la pubblicazione di racconti sul giornale francese Le Matin e con la scrittura di romanzi sentimentali e popolari, nei quali troverà suggestioni importanti per dare i natali al suo famosissimo commissario. Ama la vita intellettuale parigina: frequenta Max Jacob, Vlaminck e Picasso, fino a quando, al teatro dei Campi Elisi conosce una giovane di colore, Joséphine Baker, con la quale intratterrà una lunga relazione extraconiugale. Scrive e vive in maniera frenetica e, in mezzo ai fasti della vita notturna, ricomincia a cullare sogni di giovinezza: vorrebbe imbarcarsi per un’impresa senza tempo, ma è troppo maturo, per una cosa del genere. Fa il giro marittimo della Francia e cambia due imbarcazioni, una dietro l’altra, acquisendo la patente di capitano di lungo corso. Simenon non è un uomo che può restare fermo in un posto: parte per il Congo, passando per l’Egitto, per poi fare ritorno in Francia. Attraversa l’Europa, arriva in Turchia, dove riesce ad intervistare Trotskij in esilio. Varca l’oceano alla volta di New York, Panama, Galapagos, Tahiti e l’Australia. Almeno sei dei suoi romanzi esotici vengono ispirati da questa esperienza planetaria. Litiga con i vecchi editori, cede alle seduzioni dei nuovi che porterà con i suoi lavori a grandi vette. Maigret è solo una tappa del suo mestiere che vuole chiudere a un certo punto della carriera. I suoi libri hanno successo, i soldi iniziano ad arrivare copiosamente e a imbottire le tasche dell’autore che vive rasentando lo scialo. Dal punto di vista sentimentale, continua a tradire la moglie con molte prostitute, per evitare di incantenarsi con relazioni fisse che potrebbero mettere a rischio il matrimonio. Régine, all’approssimarsi dei quarant’anni, gli chiede un figlio: Marc nascerà a Bruxelles nel 1939. La minaccia dell’invasione nazista aleggia sulla Francia e questo spinge i Simenon a cercare riparo definitivo per la loro famiglia: dopo alcuni anni vissuti a Londra, i tre decidono di stabilirsi a New York. Georges ha 42 anni ed è pronto a una nuova vita.

Georges Simenon con la su immancabile pipa - salvatoreloleggio.blogspot.it/

Georges Simenon con la su immancabile pipa – salvatoreloleggio.blogspot.it/

Continua a essere uno scrittore di successo mondiale, assume una giovane canadese che svolge il ruolo di segretaria – interprete e con la quale intreccia una lunga relazione. I Simenon viaggiano per tutti gli Stati Uniti fino a stabilirsi in Arizona ma Georges non riesce ad integrarsi nella nuova realtà. Intanto il rapporto matrimoniale è solo puramente formale, anche se la moglie gli resta accanto per occuparsi del figlio Marc. Nel frattempo però rimane incinta la segretaria: il padre di Maigret opterebbe per l’aborto ma il puritanesimo della società americana non concilia la scelta. Georges chiede ed ottiene dalla giustizia americana il divorzio da Régine, che non lo accetta di buon grado, e si trasferisce con la nuova famiglia in Nevada, dove sposerà la segreteria bilingue e dove nascerà il secondogenito, Tucson. La sua produzione procede a ritmo impressionante, poco tempo dopo nasce la terzogenita, Marie- Jo, ma a Georges comincia a tornare in circolo la voglia d’Europa. D’un tratto, con un colpo di testa, riparte alla volta della sua Parigi, dove viene accolto come un eroe. Poi è il turno di Liegi e a seguire quello di Bruxelles. Ognuna di queste città, accoglie il suo ritorno come quello di un divo, tributandogli onori pubblici di eterno valore. Da qualche tempo, Simenon ha sempre bisogno di bere per alimentare la sua vena creativa e la giovane moglie canadese lo segue lungo la china dell’alcolismo. Sono anni bui: Georges è violento, sempre ubriaco, con irrefrenabili appetiti sessuali che sua moglie tenta di soddisfare, seducendo per lui giovani ragazze di ogni etnia. Malgrado la nascita del terzo figlio della coppia, Pierre, il periodo oscuro sembra non rischiararsi. Le crisi nervose, gli isterismi, i malanni e le depressioni dell’autore continuano a non dargli pace, nonostante il mondo continui ad insignirlo di riconoscimenti assoluti. Mentre anche la giovane moglie diviene vittima di crisi maniaco-depressive e non fa che entrare ed uscire dalle cliniche psichiatriche, come sempre, per dare una svolta alla sua vita, Simenon decide di cambiare dimora e si fa costruire un castello di dimensioni impressionanti su misura per lui nei pressi di Losanna.

La giovane canadese viene sostituita dalla discretissima Teresa, una donna italiana che gli starà vicino fino alla fine dei suoi giorni. A 85 anni, muore la madre del romanziere che, a causa delle difficoltà di rapporto avute durante la loro esistenza, farà fatica a rientrare a Liegi per i funerali. Da un po’ di tempo, scrivere è diventato un dovere e un obbligo per l’autore che destina a una forma orale il capolavoro “Lettre a ma mère” dove riporta le sofferenze vissute nella relazione con la madre. Decide di chiudere con gli sfarzi e si sposta in un piccolo appartamento della stessa Losanna, dove i dolori fisici e psichici lo assediano, alleviato solo dalla rispettosa presenza della moglie Teresa. La tragedia incombe: nel 1978 Simenon apprende del suicidio della figlia Marie-Jo che le cronache riportano avesse ereditato i disturbi psichici della madre. La ex moglie solleva uno scandalo e attribuisce a Georges la responsabilità del gesto della figlia. L’autore tace per qualche mese e poi ricomicia a scrivere, sprigionando in Mémoires intime, tutta l’energia creativa che gli è rimasta. Questo romanzo, pubblicato nell’81, è l’ultima opera edita in vita dello scrittore.

La decadenza fisica del grande romanziere ormai è inesorabile: viene operato di tumore al cervello e subisce una paralisi al braccio sinistro e alle gambe fino a spegnersi nell’89 in un albergo di Losanna. Accanto a lui, la moglie italiana. I figli apprendono della scomparsa del padre dai giornali, come aveva disposto lui stesso. L’esperienza di Simenon può essere riassunta nelle fasi erotica e letteraria della sua esistenza. La sua produzione è talmente che ricca e di una qualità tale da farlo assurgere di diritto all’olimpo dei più grandi di tutti i tempi. Tra le opere, ricordiamo:

“Lettera al mio giudice” (1946)

“La camera azzurra” (1960)

“Senza via di scampo” (1936)

“L’affaire Saint- Fiacre” (1932)

“L’uomo che guardava passare i treni” (1938)

[…] e molte altre ancora […]

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