COPPA D’AFRICA: LO STORICO TRIONFO DELLO ZAMBIA

di Andrea Cardinale

Con la vittoria del sorprendente Zambia sulla favorita Costa d’Avorio, cala il sipario sull’edizione numero ventotto della Coppa delle Nazioni Africane, nota anche come Gabon-Guinea Equatoriale 2012, dai nomi dei paesi ospitanti.

La bandiera dello Zambia (partido.marianistas.org)

Doveva essere una Coppa d’Africa dalle grandi assenze e così è stato: dall’Egitto, campione uscente, all’Algeria di Mesbah e Ghezzal, al Camerun di Samuel Etoo, alla Nigeria di Obafemi Martins. C’erano però il Ghana di Muntari e la Costa d’Avorio di Drogba e dei fratelli Touré, le due principali favorite alla vittoria finale. Altre partecipanti importanti il Mali e la Tunisia, etichettate come eccellenti outsider, e il Senegal, lontano anni luce da quello dei mondiali asiatici. Le altre “godevano” di scarso interesse, se non nullo: tra queste lo Zambia, una compagine che non ha mai partecipato a un mondiale di calcio, in grado di scrivere la storia ieri sera inaspettatamente.

Lo Zambia, infatti, ha vinto la Coppa d’Africa per la prima volta nella sua storia e lo ha fatto nello stadio di una città come Libreville, capitale del Gabon legata ai Chipolopolo (cioè “proiettili di rame”) per la tragedia che colpì il paese nel 1993, quando la nazionale zambiana morì in un drammatico incidente aereo avvenuto in zona. Un segno del destino il trionfo inaspettato, quasi una ricompensa per la tragedia del passato, ricordata più volte dal c.t. dello Zambia, Hervé Renard. Nella lotteria dei rigori lo Zambia ha vinto contro la squadra più forte del torneo, la Costa d’Avorio del fenomenale Didier Drogba.

La favola dei Chipolopolo è cominciata il 21 gennaio quando a sorpresa hanno avuto ragione del Senegal per 2-1. Dopo il pareggio 2-2 contro la Libia, hanno centrato il primo posto nel girone battendo per 1-0 i padroni di casa della Guinea Equatoriale; una vittoria fondamentale, che ha permesso allo Zambia di evitare la Costa d’Avorio nei quarti e incrociare invece il più modesto Sudan, spazzato via 3-0. Il capolavoro è arrivato in semifinale: il Ghana era nettamente favorito, ma lo Zambia ha retto gli attacchi delle Black Stars e, dopo un rigore parato da Mweene a Gyan, nel secondo tempo Mayuka ha infilato la porta di Kwarasey regalando la finale alla sua squadra; risolta come detto ai rigori contro Drogba e compagni, dopo 120 minuti terminati sullo 0-0 e con un rigore calciato alto proprio dall’asso del Chelsea. Nei tiri dagli undici metri, il primo brivido si materializza al terzo tentativo per gli ivoriani, con Bamba che si fa ipnotizzare dal portiere dello Zambia Mweene, ma il guardalinee decide di far ripetere per il leggero avanzamento dell’estremo difensore. Bamba non fallisce una seconda volta e l’equilibrio rimane intatto fino al 7-7 quando Kolo Touré, che prende il posto di Gervinho, ostinato al “no” di fronte alla designazione del suo allenatore, si fa parare il tiro da Mweene. Kalaba spedisce sopra la traversa il primo match point, mentre Sunzu è glaciale dopo che proprio Gervinho completa la sua serata da incubo col 18° rigore che va in orbita.

Artefice di questo successo sorprendente, il  c.t. Hervé Renard. “Non siamo i migliori, l’ho sempre detto – ha spiegato alla stampa – ma avevamo una spinta in più, una motivazione fortissima. Ed è stato questo a fare la differenza. Penso che per vincere la Coppa d’Africa ci sia bisogno di un mix di bravura e motivazione. Tutto è andato per il meglio“.

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