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di Matteo Boldrini
Ormai da anni, nel dibattito politico si discute molto della possibilità di introdurre le cosiddette “quote rosa”.
Ma cosa sono?
Sostanzialmente le quote rosa consistono in alcune norme volte a tutelare la parità di genere all’interno di strutture pubbliche o private, garantendo alle donne un numero di posti riservati.
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Quote rosa, cosa sono? Pro e contro delle norme sulla parità di genere
La legge per le quote rosa
In Italia le quote rosa sono regolamentate dalla legge Golfo-Mosca del 2011 che stabilisce che “il genere meno rappresentato nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate in borsa e delle società a controllo pubblico ottenga almeno il 20% “, diventato 30 nel 2015, 40 nel 2019 dopo l’emendamento alla legge di bilancio 2020.
L’osservatorio Cerved-Fondazione Bellisario ha pubblicato un rapporto a febbraio 2020 sugli effetti di questa legge sulla presenza di donne nelle aziende, dal quale emerge un aumento generale della presenza femminile, ma non molto oltre la quota di obbligo e con l’esclusione di molte società non inserite nella normativa.
Oltre a questo, poca rappresentanza nei posti di rilievo e scarsa inclusività, come confermato dall’elaborazione openpolis sui dati Cerved.
Quote rosa in politica: i pro e i contro
Nonostante norme sulle quote rosa siano ampiamente utilizzate in varie competizioni elettorali, sia locali sia nazionali, la discussione sulla loro applicazione risulta tutt’altro che banale.
I partiti politici sono stati sostanzialmente tagliati a metà da questo dibattito, mentre le stesse donne parlamentari hanno assunto posizioni variegate.
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Da una parte vi sono i sostenitori delle quote rosa, i quali ritengono giusto evitare che la politica diventi un affare prevalentemente maschile, penalizzando una parte consistente dell’elettorato, quella femminile, che non trova adeguata rappresentanza parlamentare. La presenza obbligata di donne aiuterebbe dunque nel rendere il Parlamento un migliore specchio della società che esso è chiamato a rappresentare; inoltre, in relazione a molte proposte di legge che riguardano espressamente le donne, vi sarebbe la possibilità di avere un punto di vista diverso, frutto della conoscenza diretta dei problemi in questione, con una ponderazione di interessi diversa rispetto a quella fatta da un parlamento unicamente maschile.
Le quote rosa rappresentano dunque un meccanismo inevitabile per garantire un’adeguata parità nella rappresentanza delle donne, sistematicamente sottorappresentate.
L’Italia non è mai stata un paese leader nella rappresentanza di genere: nonostante alcuni notevoli miglioramenti grazie ad esempio alle quote di lista introdotte dalle legge elettorale Rosatellum nel 2017 (con soglia massima al 60% di candidature per entrambi i generi), la rappresentanza femminile italiana ha superato quella di Francia e Regno Unito, ma si piazza dietro a gran parte dell’Europa, se si guarda alla parità di genere in parlamento, mentre se si osserva la situazione all’interno dei partiti politici, difficilmente si può pensare di avere una Angela Merkel o una Margaret Tatcher italiana nel breve periodo.
Tuttavia si è osservata anche una posizione contraria alle quote rosa, che nonostante sia ben più composita ed eterogenea, si è rivelata estremamente forte all’interno del dibattito politico e pubblico.
Tra le tantissime motivazioni espresse in opposizione alle quote rosa, si può risalire a due principali modi di vedere la questione.
Da una parte ci sono coloro che ritengono assurdo che debbano essere riservate delle quote di candidati per determinate categorie sociali; riservare un certo numero di candidature a favore delle donne, significherebbe dover riservare dei posti per tutte le minoranze (vere o presunte) presenti all’interno di un Paese, cosa ovviamente infattibile.
Tuttavia non bisogna dimenticare l’importanza di coinvolgere maggiormente determinate categorie sociali nell’attività di rappresentanza, poiché, come si è detto, possono portare punti di vista diversi rispetto a determinati progetti di legge che li coinvolgono direttamente.
Dall’altra parte invece c’è chi sostiene che le quote rose come tali siano più discriminatorie di quella discriminazione che si propongono di combattere. Riservare un numero di seggi a dei candidati solo per il loro genere diventa in qualche modo una forma di discriminazione e finisce per prescindere dal merito e dalla capacità effettiva dei candidati.
Aspetti fondamentali sulle quote rosa
Le motivazioni precedenti centrano delle criticità molto importanti della questione, ma tralasciano alcuni punti fondamentali.
In politica, la sottorappresentanza non deriva solo dalla scelta dei leader politici di non candidare donne nelle liste o nei collegi, ma soprattutto dal fatto che le donne molto spesso si trovano nella condizione di outsider, di candidato nuovo o emergente chiamato a lottare contro candidati già esperti e con un consenso già ampio e formato.
La validità di questo meccanismo la si vede bene considerando che il sistema di selezione degli eletti che più penalizza la parità di genere è quello della preferenza, dove ci si basa sul consenso stabilizzato proprio del candidato, e dove chi è in politica già da parecchio tempo ha un innegabile vantaggio.
Il merito e la capacità senza opportunità non servono a niente, specie in un mondo in cui vi è un forte primato dell’esposizione mediatica e comunicativa come il nostro.
Quindi la pratica delle quote rosa garantisce alle donne un vantaggio, che mira a compensare il divario che si è creato con i candidati già a lungo presenti sulla scena politica, capaci di godere di un consenso personale già consolidato.
Tuttavia bisogna anche stare attenti a non abusare di un meccanismo che rischia di riempire le liste con persone poco interessate alla politica, o peggio, di togliere posti ad altre minoranze che necessitano più che mai di rappresentanza nella politica italiana, come ad esempio i giovani, creando così diseguaglianze e ingiustizie gravi come quelle che si cerca di combattere.
Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento, ti consiglio di leggere Quote rosa. Donne, politica e società, un’antologia che è una raccolta al femminile, con l’obiettivo di indagare, attraverso il racconto, il rapporto delle donne con la politica, la società e il mondo del lavoro. Lo trovi qua.



