a cura della Redazione
Il mercato dei videogiochi in tempi di crisi
Crisi. Sono anni ormai che sentiamo ripetere questa parola in televisione, sui giornali, alla radio e un po’ ovunque. La crisi economica ha inevitabilmente cambiato tante cose, dallo stile di vita delle persone a concetti più astratti, come la borsa e il mercato.
Anche il settore dell’intrattenimento è stato inevitabilmente toccato dal fantasma della crisi e, se già si sono avute ripercussioni sui grandi blockbuster cinematografici (tra progetti congelati e galline dalle uova d’oro spremute fino all’osso), il mercato che ha incassato meglio il colpo è stato sicuramente quello dei videogiochi.
Non possiamo certamente dire che il mercato videoludico sia stato immune a tagli di budget, progetti cancellati e addirittura software house fallite, ma è sicuramente quello che si è evoluto al meglio per contrastare la congiuntura economica e, addirittura, è riuscito a crescere, aumentando investimenti, ma anche profitti.
Basti pensare a Grand Theft Auto V, l’esempio sicuramente più eclatante negli ultimi tempi. Titolo costato 256 milioni di dollari (cifra spaventosa, anche rapportata ai lungometraggi hollywoodiani), record assoluto di fondi investiti in un prodotto d’intrattenimento, che però ha fruttato, in soli 3 giorni dal lancio, 1 miliardo di dollari.
Grand Theft Auto V-usatoday.com
Non è facile riuscire a capire il motivo di questo trend positivo, trend che ha sorpreso anche gli analisti, che addirittura pochi anni fa davano per morto il mercato console, mentre ora ci ritroviamo con una nuova generazione e tante console annunciate e in arrivo (la micro-console di Razer o le più celebri Steam Box). Sicuramente la recente apertura della Cina e più in generale dell’Asia ai videogiochi occidentali (apertura parziale, ma comunque consistente) ha influito positivamente sui profitti, come probabilmente hanno influito le nuove tecnologie, più economiche ed efficienti, nella produzione delle console.
Potremmo addirittura attribuire il trend positivo al bisogno catartico che l’uomo stesso ha di giocare (rifacendoci a Freud), o a molte altre teorie. La verità però è che i motivi sono molteplici e sicuramente molto complessi, al punto da rendere la crescita del mercato videoludico un evento completamente inaspettato tanto da noi, quanto dagli stessi analisti del settore.
Noi gamer non possiamo far altro che gioire di tutto questo, auspicando un futuro roseo per tutti i videogiocatori. Non possiamo dire se questo trend continuerà, né per quanto, ma c’è una cosa che possiamo fare: possiamo continuare a giocare.

