di Mariantonietta Sorrentino
“Campora Estate 2014”
C’è sempre una prima volta, si usa dire. Il primo bacio, il primo appuntamento, il primo lavoro. Ma nell’evento di Campora di questa estate 2014 si conosce la prima volta e le successive, visto che il progetto è stato finanziato per tre anni. Ma andiamo con ordine.
Tempo fa in questo lacerto di salernitano capitò provvidenzialmente un regista toscano. Un’avventura arrivare in un’area che si protende verso la Lucania e si allunga oltre Palinuro, luogo del mito. Innamorarsi del territorio e creare un film fu quasi tutt’uno per lui, avvezzo da tempo a mettere su pellicola le emozioni. Il regista è Massimo Smuraglia, direttore della Scuola di cinema “Anna Magnani” di Prato. Figlio di Carlo Smuraglia, presidente dell’ANPI, il Nostro è persona sensibile alle tematiche sociali. E la gente se ne accorse subito.
Lo affascinavano le storie nascoste. La storia dei briganti lo avvinse e, in dettaglio, l’avventura di Giuseppe Tardìo, il capo più esponente del brigantaggio dell’Alto Cilento. Per fare giustizia al territorio e allo stesso brigantaggio nacque il cortometraggio Non è più tempo di martiri, che ebbe un bel successo. Da allora il legame tra Massimo Smuraglia e il Cilento si è andato rinsaldando, merito del suo carattere e della connotazione ospitale della gente cilentana.
Forte di questa relazione lievitata nel tempo, Smuraglia un paio di anni fa presentò all’Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano un progetto con la finalità di creare un laboratorio di cinematografia e di recitazione, dando così una chance ai ragazzi del territorio. Il Cilento non è solo terra di emigranti, ma anche un luogo che non offre alcuno stimolo ai giovani, perciò risulta provvidenziale una iniziativa così articolata: essa cade in un territorio dove l’apatia fa rima con la cattiva politica.
Grazie a Massimo Smuraglia, alla sua tenacia, alla sua professionalità e alla sensibilità di qualche amministratore, il progetto è stato finanziato addirittura per tre anni. Il borgo che lo ospita, Campora, è poco più di un pugno di case a pochi chilometri da Vallo della Lucania, cittadina ai piedi del Gelbison, non distante dal mare di Ascea e da una costa premiata anche quest’anno con la Bandiera Blu. Campora è incastonata nei boschi: attraversare il territorio significa immergersi nella favola di Cappuccetto rosso, lupo compreso.
Il progetto, che è stato presentato il 12 luglio davanti alle autorità in Comune, coprirà un arco di tempo che va dal 24 luglio al 3 agosto, quando è previsto un saggio conclusivo.
Due le sezioni nel quale è articolato: recitazione con una coach professionale e cinematografia, con l’ausilio di docenti esperti. Questa occasione di crescita potrebbe fornire anche la chiave di volta per i giovani che volessero intraprendere le carriere connesse al laboratorio.
C’è da augurarsi partecipi un nutrito gruppo. In bocca al lupo, è il caso di dire. E che non crepi!



