OPEN CHAMPIONSHIP 2014 GOLF: VINCITORE RORY MCILROY

di Francesco Gori

Il 143esimo Open Championship di golf, edizione 2014, proclama vincitore Rory McIlroy che si è imposto con un netto -17 al termine di quattro giornate intense sul percorso del Royal Liverpool a Hoylake, in Inghilterra. Il terzo Major stagionale è stato caratterizzato da un tempo variabile: sole, vento e acqua si sono alternati dal giovedì alla domenica sui links, ma il gioco del nordirlandese non ne ha mai risentito, è stato costante e perfetto, con una serie impressionante di birdie ed eagle che non hanno lasciato spazio agli avversari. Ci hanno provato Rickie Fowler e Sergio Garcia, secondi a due colpi di distanza. Ma è stato un British Open dai colori italiani: Matteo Manassero e i fratelli Molinari sono stati nelle posizioni di vertice fino al quarto giro, per poi concludere tra i primi 20. 7° Edoardo Molinari, 15° Francesco, 19° Manassero.

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IL GRANDE RITORNO E IL GRANDE SOGNO. Il ritorno della Tigre in un grande Major, per dare l’assalto al record di Nicklaus, è l’attrazione principale. Dopo il taglio mancato al Quicken Loans National, Tiger Woods è atteso dal pubblico inglese, c’è grande curiosità per vedere se la schiena è finalmente tornata a posto dopo l’operazione che lo ha tenuto fuori per mesi. Insieme al grande ritorno, il grande sogno di John Singleton. Chi è John Singleton? Un dilettante, operaio di fabbrica, che ha coronato il suo sogno qualificandosi all’Open, pronto a scendere sul tee della 1 insieme ai professionisti. Le grandi storie del golf, lo sport più democratico del mondo.

PRIMA GIORNATA. Tempo buono, vento assente e condizioni perfette, soprattutto per chi parte al mattino, per il debutto. E il mattino ha l’oro in bocca per i colori italiani, straordinari protagonisti. Matteo Manassero reduce da un lungo periodo di buio ma ottimo quarto allo Scottish Open una settimana fa, sorprende con un -5 di giornata, dietro al solo Rory McIlroy (-6). Sarà la presenza di Alberto Binaghi come caddie momentaneo? Il ferro 9 imbucato alla 1 dimostra che la fortuna è solo una componente del ritorno ai vertici di Manny. Insieme a lui, il duo Molinari, entrambi a -4, con Edoardo che conferma i passi da gigante degli ultimi tempi, sotto la guida di Sean Foley. I favoriti Justin Rose e Phil Mickelson (vincitore della Claret Jug un anno fa) non entusiasmano, mentre Tiger dopo due bogey iniziali trova il ritmo giusto e chiude a -3. Tante le situazioni che hanno reso spettacolare le prime 18: dal tee della 1 di Els, che colpisce in volto uno spettatore per poi infilare – forse ancora sotto shock – un ping pong di tre putt; il ferro stroncato dal ginocchio nervoso di Henrik Stenson, l’eagle di Francesco Molinari, Bubba Watson e Tiger Woods che se la prendono con il pubblico rumoroso; la leggenda Tom Watson (5 vittorie e 39 partecipazioni) che a 64 anni infila un ottimo 73.

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SECONDA GIORNATA. Arriva il vento, tanto caro da queste parti. Justin Rose imbuca ben due approcci, Garcia conferma l’ottimo stato di forma imbucando un eagle alla 3, McIlroy continua a macinare birdie su birdie (saranno sette) e neanche l’incrocio con un fagiano sul green riesce a distrarlo, Schwartzel arruola un esercito per cercare la sua palla negli alti e insidiosi tagli di rough. Chi non riesce a confermare il 67 del giorno prima è Manassero, che paga otto colpi di differenza, con un disastroso doppio bogey alla 14. Incappa in un doppio colpo perso anche Francesco Molinari, per poi riprendersi nelle seconde nove (70). Costante Edoardo Molinari. Tra i big, vola ancora McIlroy che ripete il 66 e va a -12, quattro colpi di vantaggio su Dustin Johnson. A -6 Chicco, insieme a Fowler, Garcia, Moore, Schwartzel, Oosthuizen. Attenzione a Furik a -5, all’astronascente francese Dubuisson, al solito Scott a -3. Il taglio cade a +3 e Tiger, dopo un triplo bogey alla 17, si salva imbucando il birdie decisivo alla 18, chiudendo per un soffio a +2. Eliminati nomi eccelsi: ancora una volta Westwood (65 Major senza una vittoria), Jimenez, Poulter, Bubba Watson, Cabreba-Bello. Finisce anche la favola di John Singleton che paga l’emozione del primo giorno (78), e il 70 del secondo non basta per prolungare il sogno. Ma l’importante era esserci. Qualsiasi giocatore di circolo ha una piccola speranza.

TERZA GIORNATA. Acqua e temporale previsto nel pomeriggio, conseguenza obbligata è una doppia partenza alla 1 e alla 10, cosa mai avvenuta in 143 anni. Si parte tutti insieme o quasi, Francesco Molinari nel gruppo di testa con McIlroy e Johnson. L’irlandese parte con il freno tirato, ma nelle seconde nove si scatena: due birdie, ma soprattutto due straordinari eagle che stroncano le velleità degli inseguitori. I più vicini, ma a ben sei e sette colpi, sono rispettivamente Rickie Fowler Sergio Garcia, ottimi fino ad un finale nel quale non seguono le orme del leader, anzi (tre bogey per l’americano), perdono qualche colpo. Rory è una garanzia sul gioco lungo, potente e preciso, ma è con i ferri corti – suo tallone d’achille – che sorprende; se si aggiunge un putt in grande forma, è quasi inattaccabile. Chicco è in gionata no: nelle prime nove finisce spesso col drive nel rough alto e bagnato, e i bogey fioccano, appena rimediati da un finale in crescendo che lo retrocede a -3. Parte male anche Manassero con due bogey, ma poi sono quattro i birdie consecutivi, impreziositi da altri tre nel finale che lo portano 7° a -6. Costante e incisivo “Dodo” Molinari, subito aggressivo, imbuca anche dal bunker, infilando 6 birdie che lo lanciano 6° a -7. Ai vertici anche D.Johnson (-9), Dubuisson (-8) in grande ascesa, poi due grupponi a -6 e -5, tra i quali spiccano i nomi di Scott e Rose. Male Tiger Woods, che non riesce a rimediare al 77 del giorno prima, 58° a +3. Ormai fuori dai giochi anche Mickelson.

QUARTA GIORNATA. Sei colpi il bottino da amministrare per Rory. Che comincia subito con un birdie, ma con un doppio alla 5 e un bogey alla 6 rimette in corsa un Sergio Garcia partito all’attacco con tre birdie nelle prime 9. Edoardo Molinari si conferma il più in palla degli italiani, mettendo a segno 4 birdie nelle prime 9, recupera anche il fratello Francesco che sembra aver dimenticato il brutto 75 del giorno prima. Fatica e indietreggia Matteo Manassero che mette a segno il primo birdie alla 10, ma un doppio alla 14 ne pregiudica il giro. I protagonisti di giornata sono Jim Furik e Marc Leishman con un -7 che li catapulta nelle zone alte. Rickie Fowler e Sergio Garcia provano a scalfire il dominio McIlroy, ma anche nelle seconde 9 il vantaggio del campione nordirlandese è rassicurante. Non c’è storia: Rory McIlroy vince l’Open Championship 2014 con un netto -17, si aggiudica la Claret Jug e il terzo Slam ad appena 25 anni. Soddisfazione in casa Italia: Edoardo Molinari chiude 7°, 15° Francesco Molinari, 19° Matteo Manassero. È mancato Tiger, che ha chiuso nelle retrovie, ma ci sarà tempo per rivederlo lassù.

CLASSIFICA FINALE:

1) RORY MCILROY -17
2) SERGIO GARCIA -15
RICKIE FOWLER
4) JIM FURIK -13
5) MARC LEISHMAN -12
ADAM SCOTT
7) CARL SCHWARTZEL -11
EDOARDO MOLINARI
9) SHANE LOWRY -10
GRAEME MCDOWELL
VICTOR DUBUISSON

15) FRANCESCO MOLINARI -8
19) MATTEO MANASSERO -6

69) TIGER WOODS +6

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